IL COMUNE PROPRIETARIO DI CIRCA UN TERZO DELLA EX SIPE: CONCORDIAMO CON LA SCELTA DELL’AMMINISTRAZIONE! 2/2/21

Una “cittadella del cibo” nell'area Sipe? Prima cosa fare chiarezza |  AmareVignola

Il Consorzio delle attività produttive   è riuscito ad aggiudicarsi uno dei tre lotti del

complesso dell’ ex Sipe, andato all’ asta lo scorso   21 gennaio.  Così il Consorzio modenese del quale fanno parte 13 comuni (Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Camposanto, Castelfranco, Castelnuovo, Nonantola, Novi, Ravarino, San Cesario, Soliera, Spilamberto e Modena) è divenuto proprietario di uno dei tre  lotti in vendita nel complesso ex-Sipe . Costo dell’impresa 285,700 euro . Si tratta d un appezzamento di terreno agricolo di circa 10mila metri quadrati, a ovest della via Vignolese.  Così  Costantini :“ Oggi ci siamo aggiudicati uno dei due lotti andati all’ asta, ma ci tengo a sottolineare che Spilamberto è già proprietario di un altro appezzamento che fa parte del complesso. Questo significa che possediamo una fetta importante dell’ intera area. Come Consorzio e come Spilamberto pensiamo infatti che tutto il compendio debba d’ ora in poi essere vocato alla green economy, diventando un punto di riferimento a livello territoriale». Ora, la palla passerà ai tecnici del Consorzio, dal quale nascerà  uno studio di fattibilità. Verrà messa a progetto tutta l’ area dell’ ex-Sipe, motivo per cui, prosegue il sindaco,  «seguiremo con interesse il procedere dell’ asta per il lotto tuttora in vendita certo è che come Comune avremo molta voce in capitolo ». Il settore più problematico del complesso ex- Sipe, infatti, rimane quello denominato “Sipe basse”. Si tratta di un’ area abbandonata, dove serve  una bonifica ambientale stimata in tre milioni di euro. Su di essa si trovano edifici. Testimonianza di archeologia industriale vincolata dalla soprintendenza».

Posizione della Lista Cittadini per Spilamberto

Avremmo preferito che il complesso ex Spie non venisse diviso in tre parti , come abbiamo detto e come diversamente  ha deciso invece il curatore fallimentare. Da sempre e non da soli  precisiamo che la bonifica delle Sipe basse tocca a tutti i proprietari dei tre lotti e questo deve essere chiaro per chi vuole comprare l’altro lotto ancora in vendita tramite asta ( Per intenderci non il lotto delle Sipe basse). Siamo strafelici che uno dei lotti sia finito in mano pubblica che  sommato a quanto è già nelle mani del Comune ( Area ex demanio) rende la presenza pubblica nelle ex SIPE significativa.  Crediamo che il Comune di Spilamberto dovrebbe prendere in esame l’idea di acquisire anche l’altro lotto  che all’asta non ha avuto offerte. Asta dopo asta il Lotto  collocato  nelle prossimità delle SIPE alte è rimasto invenduto ed il prezzo si è abbassato. Crediamo quantomeno che  non  si debba scartare questa ipotesi. 

Sulla destinazione d’uso rimaniamo convinti che debba essere progettata attraverso un processo di democrazia partecipata.

La proposta che noi mettiamo nel piatto è la creazione di un grande bosco/parco di piante autoctone, collegato col percorso Sole e  capace di  attrarre frequentatori, visitatori e camminatori.  Ricordiamo infine che le piante sono dei grandi strumenti di disinquinamento  poco costose ed efficaci. Hanno solo bisogno di tempo per  crescere.

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