Amazon. Cosa c’è da festeggiare?

Amazon, a Spilamberto il terzo polo italiano, pronto in autunno

Il sindaco festeggia il successo della sua impresa politica. Da oggi è ufficiale: sarà Amazon ad aprire il nuovo polo logistico a Spilamberto, il quale sarà pronto in autunno.

Lui festeggia e decanta il proprio operato ma, a ben guardare, da festeggiare non c’è proprio nulla.

Di fronte alle immagini che si rincorrono nei diversi articoli che trattano della vicenda, vedo solamente una devastazione che mi fa rabbrividire e inorridire. Un Leviatano a pochi chilometri dal nostro paese, che peggiorerà la qualità dell’aria, già terribilmente inquinata e portatrice di morti premature, o il traffico che, ogni giorno, condiziona le nostre vite e causa un numero spaventoso di sinistri.

Sarà la Vignolese ad ospitare i mezzi che giungeranno e partiranno dall’impianto, una strada perennemente congestionata e inadatta a reggere la mole di traffico che il polo genererà.

Un mostro che metterà in discussione la sopravvivenza stessa del piccolo commercio, ossia di ciò che infonde vita ai nostri centri storici.

Persino lo Stato, conscio delle difficoltà nelle quali versano le piccole attività commerciali, causate sia da un consumismo digitale senza controllo sia dalla pandemia, ha proposto il Cashback, che ha come vincolo l’acquisto in negozi fisici. Ma anche fuori dal nostro Paese di iniziative simili se ne sono diffuse parecchie; la stessa sindaca di Parigi si è schierata apertamente contro Amazon e ha esortato i propri cittadini a non acquistare su quella piattaforma, poiché farlo significa uccidere le librerie e la vita di quartiere.

Il polo tanto voluto da Costantini offrirà lavoro forse, ma un lavoro sulla cui qualità, anche in base ai numerosi articoli letti, mi pongo, preoccupata, molte domande.

La vera politica, forse in via d’estinzione o forse in realtà mai esistita davvero, non è quella che rincorre il progresso e la moda, bensì quella che il progresso e la moda li sa ammansire e addomesticare, senza mai perdere di vista quei valori e diritti universali che rendono l’uomo diverso dalla bestia.

Per me oggi, è un giorno dolorosissimo, un giorno nel quale il mio paese ha fatto semplicemente un passo verso l’omologazione e l’appiattimento culturale, perdendo parte della propria anima.

Maddalena Vandini

Nota di redazione

Salvo smentita il comunicato stampa di Amazon, ripreso dalla Pressa parla non di 400 posti di lavoro ma di 200. Non sarebbe proprio la stessa cosa! Vedremo!

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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Una risposta a Amazon. Cosa c’è da festeggiare?

  1. dimer marchi ha detto:

    Considerando che la questione dell’occupazione è stata la carota da subito usata per confutare le critiche evidenti anche ai più favorevoli, ci ritroviamo, come si legge nel testo, a passare da quattrocento; a duecento posti (sempre comunque sulla carta, ossia a futura memoria).
    E abbiamo davanti a noi altri due anni.

    "Mi piace"

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