Ripartiamo dalle persone e dal pianeta

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Impauriti, arrabbiati, frustrati e delusi, siamo spesso inclini a ripensare al mondo pre-Covid

come ad un’età dell’oro, dove la vita scorreva serena e dove ciascuno di noi aveva il diritto di trascorrere la propria esistenza nell’illusione che il mondo fosse perfetto. Ma non era altro che questo: un’illusione. Prima che la pandemia stravolgesse le nostre vite, i problemi che si erano affacciati con imponente violenza erano fra i più gravi con i quali l’umanità abbia mai dovuto confrontarsi.

Nei primi mesi dall’inizio del contagio, ci si commuoveva di fronte alla bellezza ritrovata dello stare insieme, del condividere le difficoltà con i vicini di casa intonando canti o appendendo striscioni, si credeva fermamente che questo dannatissimo male avrebbe però avuto una controparte positiva: l’essere umano sarebbe cambiato, avrebbe capito le priorità, avrebbe impostato un nuovo sviluppo e ripensato la società. Questo era ciò che ci ripetevamo ed è questo pensiero che deve animare l’inversione di rotta che la politica deve mettere in campo da subito.

“Un mondo in cui non dovremmo più essere costretti a scegliere tra lavoro e salute, tra crescita economica e tutela dell’ambiente, è possibile”. Questo auspicio, dal sapore quasi onirico, è uno degli slogan della campagna promossa da Greenpeace “Restart: le persone ed il Pianeta prima del Profitto”. Un progetto che va proprio in questa direzione.  Il Recovery Found è uno strumento di un’importanza storica e deve essere utilizzato per rivoluzionare il nostro sistema di crescita e sviluppo. Il progetto di Greenpeace pone l’attenzione sui nodi chiave:

“- riscrivere il sistema di assegnazione dei fondi pubblici che attualmente premia i grandi inquinatori e l’industria bellica, a vantaggio delle imprese che producono in modo sano ed ecologico e del welfare. La salute delle persone e del Pianeta deve venire prima del profitto di pochi;

destinare i fondi annualmente investiti in armamenti e nelle attività ambientalmente dannose per rafforzare il nostro sistema di welfare e sanitario, mettendo la sicurezza, la salute e il benessere dei cittadini al centro;

– adottare di un piano nazionale di transizione energetica (PNIEC) più ambizioso con l’obiettivo di -65% CO2 entro il 2030 e emissioni nette 0 entro il 2040. E impedire agli inquinatori di accedere ai fondi pubblici e distribuire denaro agli azionisti senza un piano di decarbonizzazione delle loro operazioni in linea con l’accordo di Parigi;

– promuovere un cambiamento sistemico nelle città, a partire dalla mobilità alternativa e la creazione di aree verdi, fino agli investimenti nelle periferie per abbattere le disuguaglianze sociali ed economiche;

– riscrivere il sistema di assegnazione dei sussidi all’agricoltura industriale in favore delle aziende che producono cibo in modo sano ed ecologico”.

I grandi inquinatori e sfruttatori del nostro Pianeta sono stati sempre premiati e tutelati, ignorando le responsabilità che essi avevano verso le future generazioni. Uno sviluppo economico che non contempli la sostenibilità ed il rispetto per la natura, però, non può e non deve più essere tollerato.

A cura si Maddalena Vandini

FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE: http://restart.greenpeace.it/

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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2 risposte a Ripartiamo dalle persone e dal pianeta

  1. lucio curci ha detto:

    Okkio al refuso . Ripartiamo e non ripatiamo

    "Mi piace"

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