L’ultima risaia del bolognese sta per sparire!!!

Si tratta di una delle pochissime risaie ancora esistenti, che potrebbe rischiare di scomparire a causa della futura cementificazione.

Dopo l’approvazione all’interno dei Consigli comunali di Malalbergo, Baricella, Budrio, Granarolo, Minerbio, Molinella e dell’Unione Reno Galliera, anche la Città Metropolitana vota favorevolmente, ad esclusione di due consiglieri, la costruzione dell’Hub metropolitano di Altedo che coinvolgerebbe i comuni di Malalbergo, San Pietro in Casale e Bentivoglio. Si tratta di un nuovo polo logistico che sorgerà vicino al casello autostradale di Altedo e sarà formato da due insediamenti: un’area di 25 ettari sull’ex-zuccherificio di San Pietro in Casale e una di 73 ettari nel Comune di Malalbergo.

L’area identificata si trova all’interno di un contesto paesaggistico caratterizzato dalla presenza di campi coltivati e vincolata in quanto zone umida  – prosegue il testo – un’area a forte rischio idraulico a causa della bassa permeabilità del terreno, probabilmente inadeguata a essere edificata, se consideriamo anche i cambiamenti climatici a cui stiamo andando incontro.

Tra le prevedibili conseguenze del nuovo polo ci sarà un peggioramento della qualità dell’aria legata a un aumento del trasporto su gomma (co-responsabile a livello europeo di più di 400.000 morti premature all’anno – l’Italia è il 1° paese per almeno 58.600 decessi nel 2019 dovuti al particolato fine), che andrà a congestionare la viabilità dei paesi limitrofi, già appesantita dal traffico legato all’Interporto e al Centergross. Infine, si prevede un incremento dell’inquinamento luminoso e acustico per il quale eventuali barriere fonoassorbenti e fasce alberate saranno un “beneficio” di ben poco conto, che certamente non andranno a compensare i danni irreversibili a flora e fauna autoctona che un intervento di tale portata causerà.

Inoltre, con questo polo logistico verranno eliminate le risaie del territorio, elemento distintivo del paesaggio agrario della nostra pianura, ‘parte omogenea del territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana e dalle reciproche interrelazioni’. Molto è già scomparso: maceri, piantate, frutteti, lavori di bonifica, vecchie valli, aie in pietra per l’essicazione dei cereali, case coloniche e con loro, le storie dei mezzadri, braccianti, mondine, le lotte e gli scioperi per i diritti, ma non ancora l’ultima risaia ormai esistente sul territorio della Città Metropolitana, produttrice delle sementi per la coltivazione del riso in Italia, e non zona incolta, come scritto sulla documentazione presentata  al  voto dei consiglieri in Città Metropolitana per l’Accordo Territoriale.

Rielaborazione di Elena Bonezzi.

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