Analisi (?) delle forme della politica a Spilamberto e Terra di Castelli

Promesse elettorali? Al confronto Cetto La Qualunque è un realista |  Fondazione Luigi Einaudi

Politica. Il contesto nazionale influirà eccome sul  nostro microcosmo spilambertese.

Il sistema elettorale nazionale definirà le forme  della  rappresentanza politica ed anche i modelli partitici. Già ora possiamo notare quanto stia diventando violento il nuovo bipolarismo all’italiana. Il sistema elettorale sarà quello attuale e  saremo di fronte a due schieramenti uno di centrodestra e  l’altro del centrosinistra più i Cinque Stelle.

I  partiti, a differenza  del 900, sono senza iscritti. dai milioni di aderenti  siamo passati a partiti che non superano i 500 mila iscritti tra tutti. I partiti, un tempo erano presenti in tutti i 7903  comuni italiani, ora nei comuni al di sotto del 15 mila abitanti hanno presenze sporadiche. Sono, quando va bene, composti da poche decine di militanti  e le poche sedi sono del PD ed  In via di dismissione  o al nord sono della Lega, anch’esse in via di dismissione.

Quanto accade nei comuni sotto i 15 mila abitanti è   aggravato  anche dell’ultimo intervento della legge  Calderoli che ha ridotto il numero dei consiglieri d’opposizione al lumicino, mettendo in seria difficoltà la funzione oppositiva. Senza poter fare opposizione non si crea una classe dirigente di ricambio e si genera un insano senso d’onnipotenza nei sindaci, due situazioni che fanno male alla democrazia.

Nei comuni al di sotto dei 15 mila abitanti ( Che sono la stragrande maggioranza dei comuni ) sempre più, infatti, si creano liste elettorali senza simboli di partito anche perché appunto non c’è più personale partitico .

 

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Diverso è Il modello elettorale delle elezioni comunali a doppio turno ( Comuni al di sopra dei 15 mila abitanti)  che  ha sue  a modalità  di esplicitazione della rappresentanza politica, che seppur debole registra una rappresentanza partitica. Qui le coalizioni sono necessarie  ed anche più strutturate  di quelle promosse nei comuni al di sotto dei 15 mila abitanti. Qui i partiti, anche se malandati, ed i loro simboli si affiancano alle liste civiche  e sono presenti nelle liste di coalizione. I Partiti si vedono, almeno nella scheda elettorale. Per effetto delle condizioni nazionali molto probabilmente anche nei comuni ad di sopra dei 15 mila abitanti  si confronteranno due  coalizione più qualche eventuale lista minore.

Spilamberto che è un paese di meno di 15 mila abitanti, ha visto nelle elezioni del 2019 fa, solo due delle quattro liste utilizzare i simboli di partito: la sinistra storica con la falce e martello  e Prima Spilamberto che hanno  fatto la “tricicletta” sfoggiando  i simboli  dei partiti del centrodestra.

Se le tendenze di cui sopra sono valide, visto che i partiti che vogliono sfoggiare i simboli nelle prossime  elezioni comunali d’aprile 2021 in Italia  sono la Lega e Fratelli d’Italia, si che se si votasse  oggi a Spilamberto  quelli di “Prima Spilamberto”, otterrebbero  i voti che storicamente hanno: circa 2500 voti con o senza simbolo, ma coi simboli  respingerebbero di certo  gli indecisi di centro. 

Chiù pilu pe tutti - Photos | Facebook

Vago  riferimento agli schieramenti politici classici ce l’ha  la lista di Costantini “Spilamberto con il centro sinistra”. Non hanno usato simboli partitici ma hanno mantenuto un  riferimento ad un area partitico/politica.  Fra quattro anni, giocaforza,  alle prossime comunali in Terre di Castelli nei comuni al di sotto dei 15 mila abitanti  il centrosinistra, tranne eccezioni, dovrà presentare liste  sulla falsariga del modello di Savignano, il cui motto era “Progettiamo Savignano ”od ”Energie in comune” di  Marano e questo accadrà anche a Spilamberto oltreché  In Terra di Castelli.  Cambieranno  i rapporti di forza a livello nazionale ( Azzardo 18% il PD e 14% ai Cinque Stelle )   ed  i cinque stelle verosimilmente saranno imbarcati, assieme ad Art Uno ( I Bersaniani), nelle colazioni civica di centro-sinistra .  Tutte le liste di centrosinistra  in Unione come altrove, anche da noi, abbandoneranno progressivamente per le elezioni comunali i simboli che richiamano i partiti politici nazionali.  L’area di centrosinistra, avrà pochi problemi ad abbandonare i simboli di partito: la prima lista civica in Italia il PCI la fece negli anni cinquanta a Bologna : “Le due torri”

 Preso atto che presentare simboli politici in piccoli comuni  significa incamerare  con certezza solo i voti dei fidelizzati, garantiti  sia che ci siano simboli che no. bisogna sapere che sempre più, però,  servono i voti (anche solo 17)  di chi si senta attratto dalla dimensione  civica della lista, ma che non intende candidarsi o votare liste che fanno esplicitamente riferimento ai partiti politici. Liste  caso mai opposte a quelle  che avevano votato in passato. Si veda a questo proposito Polinago dove il sindaco Tomei si è presentato con una lista civica contrapposta ad una coalizione che esponeva  i tre simboli  del centrodestra. I partititi  di centrodestra ottennero alle europee a Polinago la maggioranza assoluta dei voti ma non conquistarono il comune.  Possiamo affermare che  chi presenta simboli politici alle elezioni comunali nei comuni al di sotto dei 15 mila abitanti, grazie al modello elettorale ultramaggioritario,  parte svantaggiato.

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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2 risposte a Analisi (?) delle forme della politica a Spilamberto e Terra di Castelli

  1. dimer marchi ha detto:

    Diverse le affermazioni del testo condivisibili. Io però vorrei sottolineare quella che segue: “Quanto accade nei comuni sotto i 15 mila abitanti è aggravato anche dell’ultimo intervento della legge Calderoli che ha ridotto il numero dei consiglieri d’opposizione al lumicino, mettendo in seria difficoltà la funzione oppositiva. Senza poter fare opposizione non si crea una classe dirigente di ricambio e si genera un insano senso d’onnipotenza nei sindaci, due situazioni che fanno male alla democrazia”.
    Aggiungerei che anche la “deforma” che ha interessato le Province e il dispositivo per l’elezione del Consiglio Provinciale ha contribuito a peggiorare il quadro politico e la partecipazione attiva e consapevole dei cittadini. Anche perché la forza della democrazia sta proprio nella tutela delle minoranze, nell’alternanza (non solo di sigle, ma di progetti/programmi) e nella rappresentanza che invece è stata annullata dalla e nella delega, con grave compromissione della cittadinanza attiva e consapevole.
    A questo proposito la riflessione di Pieluigi Bersani su “il manifesto” di ieri apre spazi di riflessione e di riconnessione fra politica, società, lavoro. Per ridefinire gli spazi della democrazia e della libertà, della rappresentanza e della dignità pensare di chiudere la politica nelle liste che si formano per le campagne elettorali, caso mai solo perché senti il terreno franare sotto i piedi o cercare il candidato più “gradevole”, più appetito dagli “stakeholder” (mi pare si chiamino così) è legittimo, ma non rafforza la democrazia, tutt’altro. Potrà servire a vincere le elezioni, ma non risolve problemi.
    Lo si chieda a chi nel corso di questi decenni si è visto sospinto ai margini del sistema produttivo, come testimonia la storia del “rider” di napolti derubato e picchiato per un motorino; lo si chieda ai tanti che si impegnano attraverso associazioni nelle periferie degradate delle nostre grandi città e si capirà che tanta realtà vera non trova più rappresentanza. A questo invece dovrebbero servire i partiti, a questo dovrebbe tendere la politica organizzata.

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  2. dimer marchi ha detto:

    Napoli (pardon)

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