Renzi un sassolino dalla scarpa che condividiamo. Chi è moralmente responsabile, anche a Spilamberto, chieda scusa.

Solo chi è stato nel Pd renziano può capire Renzi (e il renzismo) Solo chi, come me, era nel Pd renziano può capire quanto sia falsa la motivazione democratica alla base della minaccia di rottura e caduta del governo di questi giorni.

Falsa perché non supportata da eguale attenzione e preoccupazione quando al potere, del partito e del governo, c’era il Renzi medesimo.

Con il suo arrivo nel partito non si poteva fiatare. Chi eccepiva veniva zittito e insultato. O si applaudiva o si veniva malsopportati o avversati, come nemici.

Con il suo arrivo alla presidenza del consiglio il governo dettava legge, chi eccepiva, chi dissentiva dei parlamentari del PD veniva emarginato o neutralizzato addirittura con la repentina sostituzione in commissione. In parlamento si faceva largo uso di “canguri” , “tagliole” e altre diavolerie per soffocare il dibattito interno alla istituzione e il dissenso interno.

Tutte le nomine in enti controllati o partecipati dal governo erano appannaggio della compagnia amicale e geografica (nel raggio di pochi km intorno a Rignano) che ruotava intorno all’improbabile difensore delle istituzioni in immagine.

Gli anni 2014 e 2015 furono terribili. Nel Pd c’era terrore puro, guai a criticare, guai solo ad evidenziare qualche problema, nelle politiche di governo (bonus, tagli alla sanità, buona scuola, art.18 etc, abolizione IMU anche ai super-ricchi etc etc).

Guai solo a nominarlo senza incensarlo, idolatrarlo senza pronunciare, con sguardo felice e ammirato, la frase mitologica, falsa anch’essa: “con Renzi si vince”.

Il 2016 fu l’anno del referendum e l’aria divenne irrespirabile, ammorbata da diffuso conformismo e cattiveria crescente.

Bastava scrivere un post social di critica, nel merito, sulla “riforma” Boschi-Renzi e si veniva lapidati, manganellati da schiere di ascari, organizzati, attivati da filiere nazionali renziste, da ras locali, capoclan stellati o in cerca di stellette dal capo o dai suoli luogotenenti.

Sentire oggi: <<Conte deve cambiare la struttura di missione sul Next Generation UE perché non è democratica, esautora il Parlamento e il Governo e se non lo fa votiamo contro>> (in soldoni, facciano cadere il Governo) è insopportabile da parte di chi ha vissuto sulla propria pelle (umana e politica) le vere angherie di Renzi e dei suoi scagnozzi, della prima, della seconda e della terza ora.

Sentire parlare di democrazia chi la democrazia, interna ed esterna, l’ha calpestata con l’attacco personale che metteva alla berlina e costringeva alle dimissioni (Cuperlo da presidente PD), con la sostituzione in commissione per sterilizzare il dissenso sulla legge elettorale (Bersani, Epifani, D’attore etc), da chi ha utilizzato ogni trucchetto per soffocare il dibattito in parlamento (canguri, tagliole etc appunto ), da chi faceva Consigli dei Ministri che duravano 10′ per illustrare le slides e poi zitti e muti che devo andare nel TG delle 20.00 È INTOLLERABILE.

Chi allora consentì a quest’uomo di scalare il PD, di annichilirlo, di emarginare chi non la pensava come lui, di rompere a sinistra, con i sindacati e con il mondo del lavoro, di recidere il <<legame sentimentale>> con la sua gente e di inseguire la destra, Berlusconi in particolare, è moralmente responsabile del disastro a cui potremmo assistere domani. Se la destra sovranista e xenofoba, negazionista di Salvini e Meloni tornerà in gioco lo dobbiamo a Renzi e a tutti quelli che lo hanno sostenuto in nome dell’acontenutistico e afinalistico <<con lui si vince>>…..mentre si perdeva e si rischia di perdere anche stavolta.

Paolo Trande 8/12/20 Tratto da FB

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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Una risposta a Renzi un sassolino dalla scarpa che condividiamo. Chi è moralmente responsabile, anche a Spilamberto, chieda scusa.

  1. dimer marchi ha detto:

    Ricordo molto bene gli interventi di Tocci a questo proposito. E ricordo anche molto bene quando Renzi disse a chi aveva critiche per come era stata condotta tutta la questione relativa alla riforma costituzionale e soprattutto alla campagna referendaria che si presentasse in Direzione a esprimere le sue ragioni. Ebbene Tocci si iscrisse e andò, ma venne taciuto, per cui fu indotto a pubblicare l’intervento sul suo blog. Intervento mirabile, da par suo. Gente così infastidisce specie chi, come direbbe Dante, è uso sminuire gli altri per innalzar se stesso Riporto la premessa.

    “Pubblico qui il testo del discorso che avevo scritto per il mio intervento alla Direzione nazionale del PD, che non mi è stato consentito di fare per dubbie ragioni di orario. 
    La direzione era stata convocata per oggi alle 15, ed è poi stata spostata alle 17.30 a causa degli impegni del Senato.
    Il voto di fiducia al Senato, però, è terminato alle 14.30. Ci sarebbe stato ampiamente tempo per qualche ora di dibattito sulle cause, gli esiti e le responsabilità nel post-referendum tra la fine del voto e la salita al Quirinale del Presidente Renzi. Invece si è evitata qualsiasi discussione politica. Lascio quindi che sia il testo a parlare per me”. 

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