EX SIPE CHE FARE?

Testo inviato ai sindaci dell’Unione Terre di Castelli ed al sindaco di Spilamberto con l’intento di aprire una discussione pubblica sul destino e l’uso della ex SIPE.

Gli eco-civici “Cittadini per Spilamberto” ritengono che il Comune di Spilamberto, oltre ai comuni che hanno scelto di fare il PUG integrato (Vignola, Savignano, Spilamberto, Castelnuovo e Castelvetro), all’unione Terre di Castelli, aiutati dalla fondazione di Vignola e dalla Provincia di Modena, dovrebbero acquisire l’area ex SIPE.

Innanzitutto per bonificarla e per tutelare (per quello che ancora si può) gli edifici di valore storico, ma soprattutto per restituirla alla collettività che l’ha abbondantemente ripagata. Ricordiamo che in ultima istanza la legge prevede che la bonifica venga effettuata da Comune, Provincia e Regione per poi esercitare la rivalsa nei confronti dei proprietari.

Noi riteniamo l’area della ex SIPE (Fabbrica di esplodenti che dette lavoro a migliaia di persone) un bene comune, la cui storia si è intrecciata con quella delle nostre comunità. Storia, lo vogliamo rimarcare, che ha visto molte famiglie della zona annoverare tra i loro cari dei Caduti sul Lavoro. Questo a causa delle non infrequenti esplosioni.

Trasformare la ex SIPE in un bene pubblico significa onorare la memoria di tutti quelli che sono deceduti sul lavoro e vedrebbe tra i possibili fruitori i nipoti e i pronipoti di quelle vittime.

Il nostro territorio ha sempre più bisogno di aria pulita (siamo in Val Padana) e la ex SIPE  sarebbe il luogo ideale per favorire la crescita di un bosco di pianura con piante autoctone che possa provare a riequilibrare almeno un po’  questa situazione di massimo inquinamento.  Bosco che possa essere una bellezza fruita da tutti i cittadini. C’è l’opportunità, infine, di riprogettare il riutilizzo di parte degli edifici storici, ripensandoli, riutilizzandoli e con ciò salvandoli.

Oggi l’area ex SIPE è senza destinazione e crediamo, come ha garantito il Sindaco, che il Comune non debba approvare (né annunciare) varianti di alcuna sorta, prima dell’approvazione del PUG.

Inoltre devono ancora essere completate le bonifiche, sia quella bellica (decisamente più avanzata e che potrebbe costare meno di 2-300.000 €) che quella ambientale (decisamente più indietro e con un costo che nel progetto della Green Village valeva circa 3 milioni di euro). Chi si accollerà questi costi sicuramente non indifferenti?

Prima dell’approvazione del PUG l’intero comparto non dovrebbe avere alcuna destinazione urbanistica, insomma dovrebbe essere “zona bianca” ai sensi della L1150/1942. E’ grave perciò che il curatore fallimentare agisca per la vendita “a pezzi”, quindi riteniamo che sarebbe da evitare di alienare porzioni che lascino supporre future urbanizzazioni, soprattutto se l’oggetto del frazionamento manifestamente lo facciano supporre.

Noi Cittadini per Spilamberto riteniamo, altresì, che per utilizzare al meglio questo territorio   sia necessario promuovere un processo di partecipazione vero e condiviso che affianchi e vada oltre le procedure partecipative prevista dal PUG e cogliamo, perciò, l’apertura al confronto della giunta di Spilamberto nella risposta dell’interrogazione a risposta scritta, un fatto positivo e di rilevo politico.

Crediamo anche che serva un dibattito pubblico, in primis in Consiglio comunale di Spilamberto ed in secundis tra tutti i comuni sopramenzionati compresa l’Unione Terre di Castelli, Così come è necessario coinvolgere  i cittadini e le strutture intermedie di rappresentanza nel processo di riprogettazione  del nostro territorio.

Questo processo di partecipazione non aprirà solo un confronto sulla ex SIPE ma sarà una grande opportunità per immaginare la proiezione di questo territorio nei prossimi trent’anni. La Ex SIPE diventa, infatti, un ottimo esempio  per interrogarci su chi siamo, dove vogliamo andare e quale equilibrio in futuro vogliamo consegnare a questo territorio.

Serve un confronto vero tra tutte le istanze della nostra comunità territoriale.  

Per Lista eco-civica “Cittadini per Spilamberto”

Omer Bonezzi   

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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