A proposito di Amazon e dei due candidati a Sindaco ( Pasini e Muratori) di Vignola e di Costantini

Fra le competenze più importanti da promuovere a scuola nei bambini c’è senza dubbio la capacità di fare squadra e lavorare in gruppo.

Anche in politica ci si è resi conto che, come dice il detto, l’unione fa la forza; a livello internazionale, nel 1992, nasce l’Unione Europea, un’organizzazione internazionale regionale di integrazione economica e politica. A livello locale, nasce nel 2001 l’Unione Terre di Castelli poiché, come si legge sul sito dell’ente, il territorio ha bisogno di visioni e scelte che vadano oltre i confini dei singoli comuni.

Confrontarsi, collaborare e programmare insieme diventano quindi un must diffuso e consolidato, l’asso nella manica per ottenere risultati altrimenti irraggiungibili. Lo insegniamo nelle scuole e lo dovremmo vedere anche nelle scelte politiche. Purtroppo, però, questo non sempre accade.

La gestione della questione Rio Secco (Amazon?), portata avanti dal nostro Sindaco, ha chiaramente mostrato, invece, lo scarso interesse e rispetto del primo cittadino nei confronti dei partner dell’Unione Terre di Castelli; questo deve aver creato qualche imbarazzo e malumore se entrambi i candidati sindaci di Vignola, comune capodistretto,condividono la richiesta, in risposta alle domande poste loro da Cittadinanza Attiva, di una conferenza di servizio. Angelo Pasini ed Emilia Muratori sono, a giusta ragione, preoccupati per il traffico e l’inquinamento che causerà l’insediamento del polo logistico.

Auspicano che Vignola possa promuovere tale conferenza al fine di condividere misure per contenere l’impatto ambientale. Queste dichiarazioni isolano Costantini, implicitamente criticato anche dalla compagna di partito, e mettono in luce come la conduzione della faccenda sia stata improntata ad un protagonismo egoista e ad una superficialità che lascia interdetti. Lo stesso Pasini afferma inoltre che la conferenza andava insediata prima della trasformazione urbanistica del terreno dove si insedierà la logistica che potenzialmente farà capo all’operatore Amazon. Eggià, è proprio vero, graniticamente e inequivocabilmente vero. Non solo il Sindaco non l’ha convocata quando doveva farlo, ma ora presumibilmente dovrà “subirla”.

Simili nei contenuti sono anche le risposte dei candidati date al secondo interrogativo; tutti e due hanno intenzione di battersi contro le attività che non rispettano i diritti e promuovere il contrasto ad ogni forma di sfruttamento della manodopera. Se non fosse che a rimetterci sarà il mio caro paese, ci sarebbe quasi da sorridere, poiché Amazon non può certo dirsi, a quanto si legge spesso sui media, votato alla tutela dei lavoratori e della manodopera. Ricordo numerose proteste a marzo, in piena emergenza Covid, da parte dei dipendenti che non si sentivano sicuri sul luogo di lavoro. O le inchieste di giornalisti infiltrati che hanno documentato i ritmi disumani dei lavoratori.

Difficile, quindi, parlare di collaborazione e condivisione di intenti: qui siamo agli antipodi nella visione politica del domani!

L’insediamento del polo logistico è un detonatore pronto ad esplodere ed è chiaro di chi sarà la responsabilità del suo innesco.

Maddalena Vandini

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