San Cesario:Il Bacino irriguo di Altolà è un flop!!

bacino

Ecco il comunicato stampa della lista civica Nuova San Cesario Buona lettura CS 

Oggetto- Il bacino irriguo di Altolà, la grande opera da 5 milioni di euro mai  entrata in funzione ha problemi di tenuta. Il Comune ha concesso un anno in più di scavi ai cavatori perchè hanno dovuto riparare il bacino da loro stessi realizzato. Complimenti a chi, nel 2011, ha collaudato l’opera escludendo ogni problema di tenuta, senza tutelarsi in caso di malfunzionamento.

L’estate si avvicina, nei prossimi mesi ci sarà bisogno di acqua per l’agricoltura, il bacino irriguo di Altolà però, la grande opera da cinque milioni di euro che avrebbe dovuto servire ben 170 aziende agricole, anche quest’anno non entrerà in funzione. Un grande flop, un lago abbandonato con problemi di tenuta. Nel 2018 le sponde sono infatti crollate ed il Comune per la risistemazione ha dovuto ricorrere ai cavatori, concedendo loro in cambio, un anno in più per l’escavazione della vicina cava Campazza. Un accordo davvero strano, se si pensa che la risistemazione delle sponde è stata affidata ad una delle due ditte che ha realizzato il bacino.

Possibile che il Comune non abbia pensato a tutelarsi in caso di malfunzionamento dell’opera?  E così dobbiamo concedere un anno in più di scavi ai i cavatori per aver riparato quel bacino che loro stessi hanno in parte costruito. Tanti auguri al nostro territorio, da sempre martoriato dalle escavazioni, che dovrà così sopportare camion di ghiaia e ruspe almeno fino al 2022, quando invece tutte le cave avrebbero dovuto chiudere entro il 2021.

Complimenti a chi, nel 2011, ha collaudato il bacino irriguo escludendo con certezza ogni problema di tenuta. Il collaudo è stato firmato da un tecnico del Comune, arch. Magnani, su consulenza del super-consulente, il geologo Giorgio Gasparini, da oltre dieci anni beneficiario di incarichi in tema di cave. Il Comune ha sempre dimostrato una grande fiducia nel suo geologo peccato però che oggi  si ritrovi con una cava piena d’acqua costata oltre cinque milioni di euro che non funziona. Gli agricoltori preferiscono irrigare con l’acqua dei pozzi e come dar loro torto. Dove sta l’interesse pubblico se praticamente nessuno preleva l’acqua?

Per ora gli unici che ci hanno guadagnato sono stati i cavatori, con oltre un milione di metri cubi di ghiaia scavati. Dal progetto del 1989 a quello del 2005, il volume d’invaso e, ovviamente, il quantitativo di ghiaia scavata è quasi triplicato. Oggi gli stessi cavatori che hanno realizzato il bacino vorrebbero prelevarne l’acqua per il mega frantoio che verrà nella cava a fianco. Scommettiamo che il Comune concederà loro anche l’acqua del bacino?

 

San Cesario s.P. 13.06.2020                           Il Capogruppo – Sabina Piccinini

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