Elezioni comunali a Vignola: Sinistra Italiana aderisce e promuove la lista Vignola Coraggiosa

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Abbiamo dichiarato, in altre occasioni, che la politica  deve essere un luogo di dibattito e di spazio pubblico.

E’ un impegno che ci siamo assunti  e che abbiamo cercato di onorare sempre, sia quando le scelte compiute sono state lineari con l’idea che noi abbiamo di Sinistra  e con gli obiettivi che ci siamo prefisssi, sia quando la strada è risultata più sconnessa e più difficili le scelte. Sempre dandone conto, assumendoci le responsabilità e gli impegni che ne conseguono.

Abbiamo cercato di tenerci aderenti a: metodo/valori/ contenuti e obiettivi, consapevoli che operiamo a livello locale.

Con questo spirito abbiamo contribuito, attraverso un percorso durato due mesi, a dare vita alla Lista “ Vignola Coraggiosa” che sostiene la candidatura a sindaca  di Emilia Muratori.

In primis abbiamo posto i contenuti e  nel frattempo abbiamo verificato la possibilità di una Lista autonoma di Sinistra o di una Lista simile allargata ai Civici. Considerazioni di varia natura, non ultima quella relativa al fatto che, almeno nel 2017, l’elezione di Simone Pelloni avvenne con uno scarto di poco più di duecento voti, ci hanno portato a proseguire nel confronto programmatico. Confronto che ha condotto ad un documento condiviso con il Partito Democratico e Vignola Cambia e sottoscritto dalla Candidata Sindaca.

Riportiamo alcuni dei punti che noi giudichiamo rilevanti per una Lista “ecologista e progressista” e che hanno trovato accoglienza nel Documento programmatico:

1) NO ALLA FUSIONE comunque confezionata.

2) No a esternalizzazioni/privatizzazioni.

3) Tutela “blindata” delle aree limitrofe all’asta del fiume (le “basse”) e dell’area collinare

4) Recupero e  rigenerazione del patrimonio pubblico e privato attraverso  piani di intervento, elaborati anche attraverso percorsi partecipati, che coniughino riqualificazione  edilizia, riconversione energetica e benessere sociale.

5) Piani di mobilità sostenibile che promuovano, con il concorso della FIAB e delle asoociazioni locali ambientaliste e sportivoricreative, una estensione dei percorsi ciclopedonali e un  più completo uso della bicicletta, prevedendo un ufficio per la mobilità sostenibile, accessibile almeno due/tre giorni alla settimana; il rafforzamento del trasporto pubblico per e da Modena, specie nelle ore di punta.

6)  Contrasto al caporalato, alle cooperative spurie, ad attività dove non siano rispettati i diritti e i contratti nazionali di lavoro, anche favorendo con agevolazioni e interventi mirati le attività/imprese che non impattano sull’ambiente, che si impegnano a favorire i contratti di lavoro stabili o che riducono l’orario di lavoro a parità di salari, favorendo l’occupazione femminile e l’innovazione tecnologica e penalizzare le altre.

7) Sostegno delle aziende agricole locali che praticano agricoltura sostenibile, della promozione dei prodotti locali attraverso un pieno coinvolgimento degli operatori.

8) Potenziamento della medicina territoriale attraverso strutture che rispondano ai nuovi bisogni determinati dalle malattie croniche (case della salute, ospedale di comunità, hospice)

9) mobilitazione di tutte le risorse disponibili per l’azzeramento delle rette dei nidi (0-3 anni) e ampliamento dell’offerta al fine di favorire la conciliazioni dei tempi di vita e di lavoro per  le mamme e i papà ma anche per investire fin dall’infanzia sull’integrazione socio-culturale.

L’ ambiente, insieme a formazione e innovazione,  rappresenta il punto cruciale di tutto l’architrave dove si misura il rapporto fra il singolo, la comunità,  il territorio di vita  e il lavoro. Finora ha prevalso la contrapposizione fra ambiente, salute, lavoro, oggi dobbiamo invertire rotta.

Non è facile, ma è necessario, specie se si vuole prevenire il degrado ambientale e lavorare sulla prevenzione che passa attraverso una filiera produttiva, agroalimentare, ma non solo, diversa da quella attuale e che privilegia l’innovazione tecnologica e la sostenibilità.. Non è facile, da soli non bastiamo, così come non bastano le singole politiche locali.

Ma quello che Sinistra Italiana ha fatto finora è di non rassegnarsi. (4/6/20)

vignola coraggiosa

 

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