Antenne 5G di Spilamberto:Tutto bene madama la Marchesa ?!?

terrore

Solo ora, grazie ad una interrogazione della minoranza, abbiamo saputo che a Spilamberto ci sono due antenne con la frequenza 5G attivabili dal 2022.

Il consigliere Morselli, motivando il voto negativo della maggioranza alla mozione proposta dalla Lista “CITTADINI PER SPILAMBERTO” ad oggetto: MORATORIA DELLA TECNOLOGIA DI TELEFONIA MOBILE 5G SUL TERRITORIO COMUNALE E TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA sostiene che …non sono qui a demonizzare e neanche a santificare il 5G porta con sé delle sfide come anche delle preoccupazioni come anche delle opportunità fidiamoci degli enti preposti a controllare e seguiamo passo passo quello che ci verrà indicato da loro”.

Andiamo perciò a vedere cosa ci dicono sull’esistente partendo dall’antenna in centro

Arpae- Relazione Tecnica (COMUNE DI SPILAMBERTO – Reg. nr.0009569/2020 del 05/06/2020)

L’intervento di Iliad del 2019 nell’antenna posta vicino al cimitero, consiste “nella rimozione delle antenne e parabole esistenti di Wind Tre e nell’installazione di tre nuove antenne, ad una quota dal suolo pari a 29.35 m (centro elettrico)” oltre a 2 parabole per collegamenti in ponte radio, all’altezza di centro elettrico di 24.9 m dal suolo.

A installazione avvenuta saranno operativi i seguenti sistemi: 5G 700 MHz, UMTS 900, LTE 1800, UMTS 2100 e LTE 2600 MHz”. (leggi UMTS rete 3G, LTE rete 4G)

Intervento che gode del Parere sanitario favorevole di AUSL (come da protocollo del 5/06/2019) a condizione che “preventivamente alla costruzione o modifiche di edifici nelle vicinanze dell’impianto, sia verificato dalle Amministrazioni competenti che non vengano previsti luoghi a permanenza prolungata di persone all’interno di quei volumi in cui il campo elettrico può superare il valore dei 6 V/me la densità di potenza il valore di 0,1 W/m2”.

Il Decreto attuativo, DPCM 8 luglio 2003, fissa i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici per la popolazione. A titolo di misura di cautela per la protezione da possibili effetti a lungo termine, connessi con le esposizioni ai campi elettromagnetici generati all’interno di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore giornaliere e loro pertinenze esterne, assume i seguenti valori di attenzione: 6 V/m per il campo elettrico.

“…nell’area di interesse (200 m) gli edifici presenti, ad uso residenziale e lavorativo, hanno una altezza massima di 16 metri dal suolo.

 Nella Figura 1 allegata, sono individuabili le altezze dal suolo e la localizzazione delle zone con previsto superamento di tale valore di attenzione. La quota minima a cui viene raggiunto tale valore risulta pari a 11.7 m dal suolo.

Nessun edificio risulta interessato dal volume dei 6 V/m.

antenne.jpeg

Dalla relazione tecnica di Arpae per la stazione radio base in via Settecani (COMUNE DI SPILAMBERTO – Reg. nr.0009569/2020 del 05/06/2020) dell’agosto 2019 si legge:” L’intervento consiste nell’installazione di tre antenne (una per settore) sul palo esistente del gestore Wind Tre. A installazione avvenuta saranno attivi i sistemi 700 5G, UMTS 900, LTE 1800, UMTS 2100 e LTE 2600 MHz. E’ prevista, inoltre, l’installazione di tre parabole per collegamenti in ponte radio, installate alla quota di 27.1 m dal suolo (centro elettrico)”.

Si sottolinea come: ” Nell’area di interesse (200 m), gli edifici presenti, a permanenza prolungata, hanno una altezza massima al colmo di 14. Nella Figura 1 allegata, sono individuabili le altezze dal suolo e la localizzazione delle zone con previsto superamento del valore di attenzione di 6 V/m. La quota minima a cui viene raggiunto tale valore risulta pari a 12.3 m, non visualizzata come isolinea in quanto trattasi di pochi punti isolati.

Non risultano edifici a permanenza prolungata coinvolti da tale volume.

settecani

 

Tutto a posto quindi!

Però la sensazione di preoccupazione non mi abbandona, forse perché non sono così semplici da comprendere questi dati e avrei tante domande da porre!

Forse perché ci sarà una ragione per cui, in Italia, i Comuni che impediscono la installazione delle antenne 5G aumentano a vista d’occhio!

Forse perché condivido e cito la dott.ssa Belpoggi, direttrice della ricerca al Ramazzini di Bologna, quando sostiene che occorra “modificare il sistema di monitoraggio, in modo che le misurazioni dell’esposizione ai campi a radiofrequenza nelle abitazioni non vengano più fatte sulla base di una media nelle 24 ore, ma al contrario eseguite in maniera puntiforme, senza che nell’intera giornata venga superato il limite di 6 V/m”!

Peccato! Anche in questo caso l’Amministrazione ha perso l’ennesima occasione per confrontarsi con i propri cittadini su questioni prioritarie come la salute e l’inquinamento ambientale.

Fiorella  Anderlini 

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