Il Partito di Bersani e Speranza ( Art.Uno) contrario all’insediamento Amazon (?) di Rio Secco Spilamberto

Art 1 MDP

Caso Amazon: quando la politica perde l’opportunità di scommettere su sostenibilità e diritti dei lavoratori.

Con la variante urbanistica Rio Secco “bruciata” l’occasione di attivare una regia pubblica sull’uso dell’area per promuovere startup, incubatori di idee e iniziative per i giovani o per reinsediare attività oggi mal collocate sul territorio. Balugani, coordinatore “Articolo UNO” Terre dei Castelli: “Scelta politica miope del PD, disastroso l’impatto su ambiente e qualità del lavoro”

“Porterà nuovi posti di lavoro”: questa la posizione adottata dal sindaco Costantini per giustificare la scelta della variante urbanistica “Rio Secco”, che apre la strada alla costruzione del futuro polo logistico di Amazon. Un progetto, lo sappiamo, di cui si parla da almeno due anni e che è stato rallentato dal fallimento della Piacentini Costruzioni, proprietaria del terreno. E’ vero, i posti di lavoro saranno circa 400, ma se il prezzo per l’ambiente lo conosciamo (l’inquinamento di oltre 2000 veicoli in più al giorno e non solo) quello sul piano dei diritti dei lavoratori è facilmente presumibile: il rischio d’impiego di manodopera assunta con contratti disumani frutto della più superficiale concezione liberista del lavoro.

Non bisogna andare troppo indietro nel tempo per ricordarsi che nel magazzino di Amazon di Castel San Giovanni (San Giovanni) nel 2017 i sindacati hanno proclamato il primo sciopero in Italia contro il colosso dell’e-commerce, denunciando casi di lavoratori colpiti da stress, attacchi di panico e problemi all’apparato muscolo-scheletrico. A marzo, appena due mesi fa, inoltre, i 1.100 dipendenti del magazzino di Castel San Giovanni hanno dichiarato uno sciopero ad oltranza perché “l’azienda non applica il patto tra governo e patti sociali per il contenimento del Covid-19”.

Come Articolo UNO Terre di Castelli riteniamo che con questo progetto, per cui è previsto un consumo di suolo strategico per insediare un’attività a basso tasso tecnologico, sia stata “bruciata” una importante occasione: quella di scommettere sull’economia locale attivando una regia pubblica sull’uso delle aree per promuovere startup, incubatori d’idee e iniziative per giovani oppure per destinare questo spazio insediativo a quelle attività che, mal collocate sul territorio o in conflitto con le esigenze qualitative dei tessuti residenziali, avrebbero potuto trasferirsi, liberando così i siti d’origine per far posto ad auspicate operazioni di riqualificazione urbanistica.

“Riteniamo che siamo di fronte a una scelta tutt’altro che lungimirante slegata dalle caratteristiche e dai bisogni del contesto locale per il soddisfacimento di un interesse specifico – afferma Gianni Balugani, coordinatore Articolo UNO Terre dei Castelli – da anni il PD, purtroppo non solo a Spilamberto, ha dimostrato di aver sposato tesi liberiste inconsuete per la nostra regione e per la nostra cultura distintiva, tesi che trova fondamento nella nuova legge regionale sull’urbanistica. E’ un peccato, ma non dobbiamo arrenderci”.

Articolo UNO Terre dei Castelli

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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