Modena: “I nidi non si toccano”. Una deriva neoliberista fuori tempo massimo!!

cicogna cinaueSotto il  testo di due  Comunicati  in risposta all’intervento di Carpentieri, PD, ( Una della Cgil e l’altro dell’UDI e di Blu Bramante) che ha criticato le promotrici della  petizione

” I Nidi non si toccano ” (Leggi testo e se vuoi firma!). Petizione che in quattro giorni ha raccolto quasi 900 firme. Rivolgiamo una domanda a tutti: Qualcuno ci spieghi perché nel comune di Modena, anziché statizzare le scuole dell’infanzia; quando chiudevano le comunali,  si è preferito privatizzarle rivolgendosi alla Fondazione Cresciamo ( Con un contratto (Aninsei) in uso  nelle scuole private). Parliamo di dieci scuola dell’infanzia, con una caratteristica: le insegnati della Fondazione, appena possono, transitano allo Stato! “Spesa”  questa per l’infanzia  da parte del Comune,  che ai cittadini di Modena costa tanto e che pesa sul bilancio del Comune. Risorse  che, se si fosse statizzato, si sarebbero potute   utilizzare per potenziare i Nidi Pubblici e per qualificare  complessivamente il sistema scolastico delle scuole dell’infanzia! Mistero o spreco?  BoOm

cicogna tre 

Ecco il comunicato UDI BLU BRAMANTE 

Una politica democratica, per il bene comune, non si fa con gli out out. Perché così intendiamo le affermazioni, ribadite da Carpentieri del PD, sulla necessità di esternalizzare altri nidi per dare garanzia del servizio a più persone. Minacce basate su pochi dati oggettivi, che infatti chiediamo vivamente di documentare con completezza.

In realtà, il Comune di Modena è arrivato ad un rapporto tra pubblico e privato, nella gestione dei nidi, di circa il 50%, un vero primato regionale, dicono le educatrici. Senza scomodare il COVID, una politica di anni ha fatto scivolare le eccellenze modenesi, date dal livello di scelte pedagogiche e professionalità delle educatrici, all’attuale opacità di indirizzo.

Ci impegniamo a raccogliere tutti i dati legati ai finanziamenti stabiliti per i nidi, ai vari livelli istituzionali, per iniziare un ragionamento reale sul loro futuro. E ad entrare nel merito della stabilizzazione delle precarie e del turn over del personale, assieme anche alle forze sindacali.

Ragionamento che deve essere legato alle richieste di servizio e ad una loro diversa articolazione, alla luce, questo sì, dei cambiamenti che la pandemia imporrà nella domanda sociale ed educativa.

Il nostro interesse è chiaro, oggi come nel passato, con un ‘ulteriore valenza: sono le donne a pagare le maggiori conseguenze di quella che già adesso è una crisi profonda. Perché rinchiuse in una casa dove spetta loro, ancora una volta, anche per il venir meno di figure di supporto, occuparsi di tutto, dalle pulizie al lavoro educativo coi figli; perché la crisi economica causata dalla chiusura delle attività ha potenziali conseguenze negative, di lungo periodo, sull’occupazione femminile e sui divari salariali di genere.

Si stanno moltiplicando gli appelli, a livello europeo ed italiano, lanciati da donne di cultura e di scienza, per una presenza significativa della conoscenza ed esperienza delle donne all’interno dei panel di consiglio e controllo, nella progettazione del dopo COVID.

Come titola Forbes, a questo proposito: “What do countries with the best Coronavirus responses have in common? Women leaders”

Ass.cult.femminista Blu Bramante, UDI, Luciana Torricelli, Francesca D’Alfonso

cicogna due

Di seguito comunicato stampa CGIL di Modena.

COMUNE DI MODENA, SI AL CONFRONTO SULL’INNOVAZIONE DEL SISTEMA DI WELFARE, NO ALL’ESTERNALIZZAZIONE

Il futuro, la qualità e la capacità innovativa del sistema di welfare del Comune di Modena non possono essere messi in contrapposizione alla gestione diretta dei servizi da parte del pubblico. La segreteria Cgil di Modena risponde alle dichiarazioni rilasciate sugli organi di stampa dal capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Antonio Carpentieri, che ha affermato come ci si trovi di fronte ad un bivio: garantire i servizi (infanzia, ma non solo) attraverso l’esternalizzazione o non dare più risposte ai bisogni dei cittadini.

“La possibile esternalizzazione di altri servizi di welfare del Comune di Modena – afferma la segreteria confederale – non può essere vista come risposta alla crisi che stiamo vivendo, anche perché risulta in linea con le scelte politiche di lungo periodo. Non accettiamo che il tema venga posto con un aut aut, o esternalizzazione o chiusura, a maggior ragione in una fase di incertezza come quella di oggi: chiediamo che vengano prese in considerazione tutte le opzioni possibili, a partire dalla stabilizzazione dei precari e dal turnover del personale. Mai come oggi il ruolo del pubblico, della sua presenza diretta e del suo controllo, ha dimostrato tutta la sua forza e la sua importanza, e non possiamo accettare che questo rischi di perdere valore”.

cicogna uno

Il contesto sociale, economico, politico e culturale che caratterizzerà il territorio modenese, così come più largamente l’intero Paese, sarà sicuramente diverso rispetto a quello che si lascia. Proprio per questo la Cgil non può condividere scelte che vadano ad ipotecare dei percorsi futuri in una fase così fortemente caratterizzata da incertezza e spaesamento. Nuovi bisogni si affacciano, nuove sfide stanno arrivando: tutto questo richiede una visione politica nuova, concertata, innovativa, ed è quello che si proverà a dettagliare nel confronto permanente tra i sindacati confederali e il Sindaco e la Giunta già a partire dai prossimi giorni. Ciò anche per concretizzare relazioni sindacali utili a trovare soluzioni per evitare esternalizzazioni e che venga invece garantito il servizio pubblico.

“Quindi chiediamo chiarezza – conclude la segreteria Cgil Modena – ogni esternalizzazione si presenta sempre come unica strada possibile, come unica alternativa ad una condizione economica o politica che pone le istituzioni con le spalle al muro: non è così, resta un livello di scelta e decisione politica che deve rimanere e deve assumersi la responsabilità dei percorsi intrapresi. Gli enti locali hanno bisogno di più risorse, lo dicevamo prima e lo ribadiamo con ancora più forza ora, a tutti i livelli. Scelte così importanti, come le esternalizzazioni di servizi pubblici, meritano ora un’attenzione ancora più alta di prima: chiediamo quindi di ripensare questa scelta, di aprire una discussione anche politica sul tema e di concentrare invece gli sforzi verso una nuova progettazione e una idea di futuro dei servizi di welfare (infanzia, anziani, disabili ecc…) che veda il sistema pubblico come grande soggetto capace di sperimentare sempre migliori risposte ai bisogni e alle necessità dei cittadini. Noi ci siamo e ci saremo”.  Segreteria Cgil Modena

 

 

 

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