Coronavirus & ex Sipe

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Coronavirus: la situazione è seria, è, peraltro la quinta epidemia in diciassette anni: Che fare? Eseguire le indicazioni del Governo e delle autorità preposte!

Chi può aiuti! Siamo certi che, uniti, insieme ce la faremo. Non dobbiamo scatenare inutili allarmismi o malanimi, evitando polemiche . Tutti dobbiamo, anche noi consiglieri comunali, evitarle ed a questo proposito i consiglieri si Spilamberto stanno dando l’esempio. Dopo verrà anche il tempo di una riflessione su pregi e limiti del nostro Sistema Sanitario Nazionale e della nostra Protezione Civile!

Fatta questa importante premessa, vorremmo puntare l’attenzione sulla ex SIPE. In un intervento autorevole il Consigliere Regionale Simone Pelloni della Lega ha proposto di utilizzare l’area della ex Sipe per creare un nuovo Ospedale per i Cittadini della Valsamoggia e della Valpanaro. Ha, così, il merito di avere aperto il dibattito sull’utilizzo dell’area ex Spie in un momento i cui la proprietà della ex SIPE è fallita e,dunque, incerta è la sua destinazione. La proposta dell’Ospedale non tiene, però, conto della volontà dei nostri vicini che potrebbero anche non essere d’accordo, visto che le strutture sanitarie della Valsamoggia sono di tutto rispetto. Il consigliere Pelloni non tiene, altresì, conto degli investimenti già stanziati per migliorare l’attuale Ospedale di Vignola. Certo è aperta la questione dello spazio che serve per allargare la struttura ospedaliera e, visto le recenti decisioni urbanistiche prese dal Comune di Vignola, se, sarà impossibile allargarsi verso la stazione dei treni, l’espansione dell’Ospedale dovrà necessariamente intaccare l’attuale e vicino vecchio stadio.

Noi di seguito confermiamo la nostra proposta.
RISANARE DAVVERO LA SIPE ( Dal Programma di Cittadini per Spilamberto)
La legge prevede che, qualora la proprietà non sia in grado di bonificare un sito, debbano intervenire congiuntamente: Il Comune, La Provincia e la Regione che risanano il sito e poi possono esercitare la rivalsa verso la società. Siamo nel 2018, la Green Village non ha effettuato il risanamento definitivo, gli enti pubblici preposti dovrebbero acquisire l’area come rimborso dell’avvenuto risanamento, salvare per usi sociali gli edifici salvabili e lasciare crescere un bosco di pianura con piante autoctone. Se si vuole risanare e non esporre i nostri figli ad esposizioni nocive, facendoci carico del problema, non c’è altra alternativa sostenibile e ragionevole.

Il nostro progetto deve fare i conti con il fatto che la Green Village è fallita . Alla ex Sipe l’emergenza dell’emergenza è ambientale: chi la risana ? Crediamo che quell’area possa diventare un bene comune e dovrebbe essere interesse di tutti che la mano pubblica l’acquisisca, coinvolgendo i comuni della zona. C’è, infatti, spazio sia per un bosco che per creare un centro sportivo intercomunale d’eccellenza e restituire così in forma risarcitoria un impianto attrezzato per permettere che parte dell’attuale Stadio di Vignola venga utilizzato per l’espansione dell’ospedale. Ma c’è anche la possibilità di creare spazi educativi per l’esercizio fisico. Spazi di facile accesso, vicini ai luoghi di vita e di lavoro. Offrendo, in questo modo, alle persone opportunità di spazi per un esercizio fisico per tutta la vita( Spazi educativi).
Cosa fare alle “ex Sipe”? non è facile decidere , serve un dibattito pubblico dove si riesca ad intersecare un progetto per l’ex SIPE con una visione di Paese sia per Spilamberto che per i comuni limitrofi. Cominciamo a Parlarne?
Lista Cittadini per Spilamberto

Anticipiamo l’articolo della Lista eco-civica sul giornalino comunale!

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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Una risposta a Coronavirus & ex Sipe

  1. dimer marchi ha detto:

    Lasciando per un attimo da parte il merito della proposta del Consigliere regionale Pelloni e ben sapendo che occorra attendere tempi migliori per una discussione pubblica e partecipata, occorre riconoscere, come si fa nel testo, che da anni tutto tace, e già questo non è un bel segnale. Occorre poi ricordare che siamo in presenza di una nuova legge regionale in materia di urbanistica e che in questi ormai venti anni sono avvenuti e intervenuti fatti rilevanti che dovrebbero indurre a mutamenti sostanziali nel modo di gestire e progettare il territorio. A meno che non intendiamo restare fermi al “molti annunci”, un po’ di “povere di stelle” e poco altro.

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