Nel PD Nasce un comitato per il NO! Vota informato!

taglio

E’  nato il comitato «democratici per il no» al quale aderiscono diversi parlamentari del Pd contrari alla riforma che ha tagliato del 38% i parlamentari. «Questo taglio lineare – si legge nel comunicato di presentazione – produrrà risparmi risibili e avrà effetti negativi sulla qualità della nostra democrazia. Interi territori nazionali (e gli italiani all’estero) saranno privati di propri rappresentanti in parlamento.

E i parlamentari che resteranno saranno scelti dai vertici dei partiti, spezzando qualsiasi legame tra gli elettori e chi li rappresenta. È il cedimento alla demagogia antiparlamentare di chi vede le istituzioni come inutili orpelli e punta a sostituire la democrazia rappresentativa con qualche piattaforma digitale privata. Si ridimensiona il parlamento – chiude la nota – per assecondare una visione meschina della politica, l’idea che rappresentare i cittadini equivalga a occupare una poltrona». Al comitato aderiscono i parlamentari Tommaso Nannicini, che è stato tra i promotori della raccolta di firme tra i senatori che ha portato alla convocazione del referendum, Tatjana Rojc, Gianni Pittella, Francesco Giacobbe, Daniele Viotti e Fabio Porta. Con loro anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e diversi consiglieri regionali, dirigenti e militanti del Pd. Per tre volte, due al senato e una alla camera, il Pd ha votato contro il taglio dei parlamentari voluto fortemente dal Movimento 5 Stelle, cambiando orientamento solo nell’ultimo e decisivo passaggio alla camera in seguito all’accordo di governo con i grillini.

Intanto ha superato le duecento sottoscrizioni un altro appello per votare no, il cui primo firmatario è il politologo professore Gianfranco Pasquino. «Il mantenimento del parlamento nel suo pieno assetto è una questione democratica che nulla ha a che vedere con l’esercizio dei suoi poteri, necessariamente improntati alla sobrietà della spesa pubblica – si legge in questo appello-. I risparmi sulla spesa pubblica non si ottengono mutilando la democrazia, ma se del caso, assumendo provvedimenti legislativi atti a definirne il migliore e più efficace funzionamento». Il documento, promosso da Laura Veronesi, Paola Ziccone e Mario Bovina, è firmato tra gli altri da diversi docenti universitari: Thomas Casadei, Tommaso Greco, Marco Mazzoli e Elio Tavilla.

Rielaborazione/riduzione  da testo  tratto dal Manifesto

 

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