Nuovo impianto INALCA di Castelvetro- Settecani. Attenzione da leggere!!!!

puzza due

Ecco il testo della mozione approvato dai cittadini del territorio. Buona Lettura CS

L’ ASSEMBLEA DEI CITTADINI E IL NUOVO IMPIANTO INALCA
Il 23 gennaio scorso, presso l’Agriturismo Zanasi, si è tenuta l’assemblea dei cittadini della zona di Settecani, indetta dal Comitato No Biomasse Terre di Castelli per discutere del progetto del nuovo impianto INALCA, approvato da ARPAE e che attende il via libera dalla Conferenza dei Servizi (Sindaci, Assessori, ARPAE, ASL, ecc…) prevista per il 24 febbraio.

Al termine della discussione l’assemblea ha espresso le posizioni di seguito indicate:
No ad una contrarietà di principio al progetto. Ma ferma richiesta che vengano osservate tutte le norme di legge e praticate tutte le migliori soluzioni tecniche disponibili per evitare di aggravare la già precaria situazione dal punto di vista ambientale che già vive la popolazione di Settacani e delle zone limitrofe (esalazioni prodotte da altre aziende nel comune di Castelnuovo, ecc.)

puzza tre

A questo proposito stupisce che, nel rilascio dell’autorizzazione, Arpae prenda per buone tutte le assicurazioni dell’azienda sulla validità delle misure che adotterà per limitare le emissioni odorigine (principale minaccia del progettato impianto) anziché stabilire vincoli stretti per impedirle. Si parte dalla affermazione aziendale che non si tratterebbe di un “rendering” (ovvero un “impianto dove avviene la fusione di sottoprodotti della macellazione di animali”, secondo la definizione usata proprio da Arpae) anche se contemporaneamente viene autorizzato a fondere tessuto grasso, parti molli, tessuto connettivo e ossa per farne prodotti destinati all’alimentazione umana o animale

E’ proprio INALCA che, in un passo della richiesta di autorizzazione afferma che “il nuovo impianto differisce di poco da quanto già autorizzato in precedenza” e ARPAE conferma.
In particolare si rileva come, rispetto a precedenti autorizzazioni, ARPAE abbia eliminato le principali prescrizoni e si limiti ad avallare i generici impegni dell’azienda (es. “tutte le arie saranno trattate con impianto di abbattimento” “l’edificio sarà mantenuto chiuso tranne durante le operazioni di scarico facendo in modo di ridurre al minimo eventuali emissioni diffuse”, “non si prevede la formazione di arie maleodoranti”).

puzza uno

Ebbene l’impianto di abbattimento previsto è del tipo SCRUBBER che funziona a liquido nebulizzato e, secondo INALCA, l’emissione così trattata, sarebbe “priva di inquinanti.” Invece ARPAE stessa dichiara, nell’indagine per il Progetto Odori del Comune di Castelnuovo, del 2015, pubblicata nel 2017, che la tecnologia SCRUBBER ha “un ridotto potere di abbattimento che si attesta intorno al 30-35% del carico odorigeno prodotto”. Un’altra tecnologia disponibile e introdotta in altre aziende,” il POSTCOMBUSTORE ha un potere di abbattimento intorno al 99% (lo afferma ARPAE nello studio di cui sopra).

Quanto all’affermazione sulla chiusura dell’edificio, l’impegno aziendale è assai labile e poco credibile. Manca l’indicazione di una soluzione del problema delle fughe di odori a portoni aperti che può essere rappresentata solo dal tenere l’area di scarico e quella di lavorazione in depressione, quindi isolare i mezzi che scaricano dall’ambiente esterno e realizzare uno specifico impianto di aspirazione.
In entrambi i casi si tratterebbe di un INVESTIMENTO aggiuntivo del cui costo beneficerebbero sia gli addetti alle lavorazioni che l’ambiente e le popolazioni interessate.

puzza cinque

L’ assemblea, inoltre, evidenzia che il regolamento del Comune di Castelvetro sulle biomasse, anche se formalmente non applicabile a questo nuovo impianto INALCA, stabilisce, al punto 2, che “ Le centrali a biomasse dovranno essere dotate di un postcombustore sulle emissioni al fine di garantire l’abbattimento degli odori derivanti dai processi che procedono il funzionamento dei motori”: quali sono questi processi? Quelli relativi al RENDERING. Quindi si chiede all’amministrazione di Castelvetro di farsi promotrice della stessa posizione, anche in questo caso del tutto assimilabile ad un impianto che produca, dagli scarti di lavorazione, olio combustibile per i motori di un impianto di cogenerazione di energia.

L’ assemblea dei cittadini, chiede infine che i suoi rappresentanti vengano ascoltati in sede di Conferenza dei Servizi e dà mandato al Comitato NO IMPIANTI BIOMASSE TERRE DI CASTELLI di presentare le osservazioni del caso in detta sede e di mettere in atto tutte le azioni necessarie perché questo nuovo impianto, se realizzato, applichi tecnologie e processi che consentono di non aumentare la pressione sull’ equilibrio ambientale delle nostre zone, in parte già compromesso

Approvato all’ unanimità il 23 gennaio 2019

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