Savignano elezioni. Tutto quello che comincia finisce! Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma!

bruco treL’ esperienza di Savignano è stata eccezionale ed è durata 10 anni. Ma la sfortuna  esiste e per un voto i “Cittadini insieme per Savignano” hanno perduto “i beni ma non l’onore ”.

Esperienza contagiosa , quella di Savignano, che fornì, a suo tempo, gli argomenti ed il modello che permise a Mauro Smeraldi di diventare Sindaco di Vignola e che ispirò anche l’attuale sindaco di Zocca. Non parlo infine  dei notevoli risultati della giunta Caroli perché ne abbiamo già detto e scritto.

Il modello di Savignano è tracollato quando al Bar Folle ( Il nome vale un destino), la Lega ha organizzato una iniziativa politica di sostegno alla lista civica dei “Cittadini insieme per Savignano”. Un partito ( la Lega) non “desisteva più” e metteva i piedi nel piatto! Il Modello Savignano si basava su tre assiomi. Lista di cittadini con costruzione condivisa del programma, adesione individuale e desistenza da parte dei partiti politici. La Lega,  in Terre di Castelli,  ha agito come un vero e proprio partito leninista sia a Savignano che altrove. Vale qui la storia della “rana e dello scorpione”, la Lega ha seguito la propria natura!

bruco dueIl civismo, paradosso della politica, nei comuni al di sotto dei 15 mila abitanti lo ha agito il PD a partire da Guiglia, Polinago e Camposanto nel 2018, generalizzato poi nel 2019. Un cittadino,  in questo modo,  non votava il simbolo politico del PD, (collegato all’abolizione dell’art.18 , all’introduzione della legge Fornero, ai cinque milioni di poveri ecc) ma votava altro : una tradizione amministrativa ed anche la sfiducia a candidati di centro destra che non volevano vincere. Il PD ha imparato bene la lezione della lista  de ”I cittadini insieme per Savignano” e ha generalizzata Liste Civiche analoghe  in tutta la provincia!

Addirittura, in alcuni casi, per sottolineare la distanza dal PD, i comitati elettorali promossi dal PD non si sono neppure collocati nelle sedi dei circoli del PD. Il PD ha “sciolto” i propri  candidati e le proprie liste nel civismo e ha vinto ( Ridotto il danno?). Sulla scheda comunale i cittadini hanno quasi sempre trovato una lista senza simboli, contrapposta ad una lista del centrodestra con i suoi tre simboli ( Il triciclo!). Per le elezioni comunali i cittadini non amano la partitizzazione del confronto e votare i simboli di partiti per il municipio è parso per alcuni un impegno eccessivo!
Valuteremo gli effetti collaterali di questo nascondimento, in altre tornate elettorali. Chi si vergogna del proprio nome non ha una grande prospettiva!!
Non tornerà più un esperienza come quella che si era creata a Savignano, un unicum già ora non esportabile e quindi isolato. Il protagonismo della Lega le ha inferto un colpo mortale,  chiudendola per sempre.

brucoIl “civismo”,  in astratto, non esiste ed è stato utilizzato spesso come termine di copertura per le più diverse politiche. Quello di Savignano ha rappresentato a suo tempo una rivolta diffusa contro la precedente gestione del PD ( questione Cave) ed ha avuto il pregio di dar vita ad una formazione in cui i vari soggetti, fino a qualche tempo fa,  avevano  accettato di annullare, attraverso la desistenza,  la propria identità. La crescita della Lega e il suo protagonismo , come detto sopra, ha portato alla sconfitta, seppur di misura.

E’ nelle cose che in futuro le forze di sinistra non potranno stringere patti in coalizioni civiche, con quello che è diventata la Lega oggi. Questo non vuol dire che sarà abbandonato il ricorso a liste civiche per integrare la debolezza dei partiti storici in tante situazioni.
La conclusione? L’esperienza di Savignano, comunque vada, è finita!  E’ necessario che i protagonisti ne prendano atto, conservando  la memoria di una bella esperienza, ed elaborando  il lutto, ma soprattutto traendone  le conseguenze!
Omer Bonezzi

P.S. Non tutto il male viene per nuocere, sarebbe stato, infatti, difficile per La “Lista dei Cittadini insieme per Savignano” sopravvivere in un conflitto politico nazionale che si preannuncia violentissimo. Il rischio sarebbe stato quello di “prenderle” da destra e da sinistra. Ricordiamoci, infine, che: “Quello che per un bruco è la fine del mondo per quella farfalla, già bruco, è l’inizio della vita.

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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5 risposte a Savignano elezioni. Tutto quello che comincia finisce! Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma!

  1. Enziello ha detto:

    Analisi un po sbrindellata. Chi è stato al bar che tu descrivi, ha contato si e no 15 persone. Ben difficile che questo abbia orientato il voto. Molto piu’ credibile, e confermata dalle voci dei protagonisti, che la Lega abbia determinato la vittoria del PD. Se si fanno i confronti, e si vede il flusso di voti alle Europee e alle locali, lo scarto è proprio quella massa di voti che non sono andati a Caroli, ma al PD. E non si pensi che siano stati i 5 stelle a far pendere l’ago della bilancia. Essi sono apparsi da subito, come in tutte le altre città un armata bracalone in fase di dissesto , in grande impasse perché incapaci di esprimere candidati e indicazioni di voto. A meno che non si voglia far passare l’idea che il grande sussulto al voto contro Caroli sia stato dato dalla defunta lista Smeraldi ( il quale, ormai nell’oblio comune, postò a suo tempo una fotografia con un cartello leghista che incastrava la lista di Caroli. ) Gli piacerebbe! Quel post ‘ guardate!! qua c’è la lega cattiva e perfida! ah! Caroli è andato a destra’ avrebbe avuto senso e seguito se quell’esperimento di civismo non fosse morto , travolto dai suoi stessi ghirigori. Ve lo ricordate? Dapprima nasceva come la Lista Marxista Leninista che si prefiggeva di strappare Vignola all’odiato PD. ( dunque fase uno: a sinistra, Pd cattivo. Lega: cattiva). Le generazioni seguirono, e la compagine andò all’opposizione del pd. E tutti, o quasi, a fare incontri e prendere posizioni nelle lunghe, lunghissime assemblee di Vignola Cambia. Poi, contrordine compagni. La lega divenne buona, e il pd restò cattivo. La lista Vignola Cambia si alleò con la Lega e il condottiero divenne il candidato i tutte le destre locali. A quel punto eravamo: lega: amore, Pd, male assoluto. Succede che mentre mezzo mondo rimprovera al capo di aver calpestato ogni minima idea di partenza della sua lista alleandosi e sdoganando la lega ( a quel tempo : amore) , mezza lista o piu’ abbandona la baracca e se ne va, lasciando quell’esperimento civico ad avvilupparsi su se stesso . UN intorcilgiamento e un precisione che non aveva ancora finito fidare il meglio di sè. Il Sindaco viene messo in minoranza e fa cappotto, perde il comune e fa patire a Vignola l’onta del commissariamento. A questo punto eravamo: Lega traditrice 8 non piu’ amore), PD nefasto, perché complice del complotto che portò alla defenestrazione . Ottimi motivi per tornare a casa, come tanti suoi elettori’ MAcchè! Contro contro ordine compagni! La lega è tornata brutta, e il pd nuovamente amorevole! Ultime elezioni: la lista resta neutra, il suo capo appoggia la candidato PD, e mentre tutto questo meraviglioso iter politico si sviluppa, la lega si prende il Comune. E’ davvero dal post di questa lista che pensate siano stati influenzati i risultati a Savignano? Ma siamo seri. Nessuno ha ascoltato quelle grida rabbiose di chi nasce civico e ha visto realizzarsi il civismo altrove. I legisti hanno votato pd. aMEN.

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  2. Non ci siamo arrovellati sui flussi e movimenti elettorali dei cittadini di Savignano e poco ci importa, in questo contesto, delle vicende di Vignola Cambia .
    Quello che vogliamo registrare è che con l’iniziativa del Bar Folle, si è rotto uno schema di gioco, quello delle liste di cittadini in cui si aderisce a titolo personale sulla base di un programma, mentre i partiti desistono. La Lega non ha desistito, lo schema di gioco si è infranto e non sarà più riproponibile. Questo anche se al nuovo conteggio potrà essere eletto sindaco la Carmignano. Non importano infine le presenze al Bar Folle, potevano esserci anche soltanto i relatori, quello che conta è il messaggio simbolico ( Liturgico) che sprigiona. Una parte esigua, ma indispensabile, di votanti di Sinistra radicale che avevano votato Caroli, la Lega attuale non la votano, a maggior ragione se la desistenza viene sostituita con l’intervento diretto.. L’errore è stato colto dall’altra lista che lo ha sfruttato ed alimentato da sms , mail e social vari. Così come Carolina a Modena si è giocata i voti con la foto al Bar con i candidati di centro destra, la Carmignano si è giocata un po’ di indispensabili voti a sinistra, concludendo così la vicenda. L’analisi del commento al post sui flussi di voto , seppur interessante, nulla toglie e nulla aggiunge al significato dell’evento del Bar Folle!
    B.

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  3. Enziello ha detto:

    E chi sarebbe il candidato della ‘ sinistra radicale? :. Quel tale che ha preso 3 voti ed, elegantemente e rabbiosamente , ha mostrato il dito medio prima di sparire ? Ma fare il piacere, e tenetevi queste dotte analisi sociopolitici per la vostra città.

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    • Caro Enziello facciamo così, telefonami che continuiamo il confronto. Eviterei di avere un atteggiamento di sufficienza verso chi ha contribuito all’esperienza della Lista e poi si è candidato contro. Sarebbe sano chiedergli il perché! Potrebbe essere utile per capire . Per spiegare meglio: la settimana successiva alle elezioni, avevo tre cittadini di Savignano a pranzo che in precedenza avevano votato la Lista e questa volta no perché c’era la Lega. Parlavano del “Bar Folle” come prova della presenza della Lega. Quei tre voti, ad esempio hanno fatto la differenza ed il modello desistente si è dissolto

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  4. Tratto dalla pagina Fb di Sinistra Italiana Unione Terre di Castelli

    Il testo che trovate allegato di seguito ( Vedi post sopra NDR) merita alcune considerazioni, anche perché “Condividere Spilamberto” ha sempre avuto attenzione per l’esperienza della Lista dei cittadini “Insieme per Savignano”; poi perché abbiamo condiviso battaglie ambientaliste e il chiaro e serrato NO ALLA FUSIONE.
    Provo a procedere con ordine.
    Mi pare che la riflessione trascuri un dato non secondario, ossia il fatto che il sistema elettorale per i Comuni con popolazione inferiore ai 15000 abitanti preveda, qualsiasi sia il numero delle liste concorrenti al governo locale, 8 consiglieri per la maggioranza e 4 per le minoranze.
    Proprio in ragione di ciò e delle problematiche di tipo ambientalistico/urbanistiche si vennero a creare, dieci anni fa, le condizioni per dare origine alla Lista dei cittadini, attraverso la costituzione di un’associazione dotata di Statuto e organismi dirigenti propri, e quello che il testo che segue chiama, accettabilmente, patto di desistenza. Patto che ha avuto bisogno di confronti in più occasioni, ma che ha retto; mai infatti sono state accettate imposizioni da nessuno.
    Contenuti e obiettivi sempre condivisi; attenzione alla scelta dei candidati per garantire equilibrio fra competenza, popolarità, sensibilità politiche (non necessariamente partitiche).
    Ora se si gira un po’ per la nostra regione, e non solo, si vedrà che rispetto al tema dei beni comuni: territorio, aree verdi, attenzione per il disagio sociale, per le scuole, associazionismo, non sfiguriamo, anzi!
    Basti pensare che per noi la spesa maggiore è per la sicurezza di Scuole ed edifici pubblici.
    D’altra parte se ci sono esponenti della Lista concorrente che hanno condiviso una parte anche considerevole del percorso con noi, un motivo ci sarà pure stato.
    Sto dilungandomi per chiarire che a volte le sigle o gli schieramenti possono risultare dei comodi paraventi per celare scelte che dei beni comuni e della sostenibilità ambientale hanno nulla o poco.
    Non e un caso, come riconosce il testo, che il PD abbia sentito l’esigenza di celarsi dietro una Lista Civica, che vantava di essere apartitica, salvo poi venire “bollinata” man mano che progrediva la campagna elettorale.
    Quindi la mia prima conclusione è che eviterei di dichiarare morta l’esperienza di Savignano, anche perché i problemi sono più resistenti delle etichettature che, peraltro, a volte non durano granché come ci insegna l’esperienza di questi anni.
    È invece vero, ed è per certi aspetti paradossale, che un sistema di partiti sempre più in stato confusionale, fatte le debite eccezioni, condizioni tanto le politiche locali, scegliendo al centro quello che deve star bene in periferia. I risultati non mi pare siano esaltanti. Comunque non favoriscono né la cittadinanza attiva, né la crescita della consapevolezza civica e del senso di responsabilità verso la comunità.
    A mio modesto parere, fosse anche il solo risultato, questo possiamo dire si averlo favorito con la nostra esperienza politico amministrativa ed è l’altro motivo per cui non butterei via frettolosamente l’esperienza.
    La sconfitta.
    Poiché partivamo da un differenziale di voti positivo, non grande, ma apprezzabile, e da un lavoro amministrativo di tutto rispetto, occorre essere attenti nel valutare i fattori che l’hanno ridotto a tal punto da assegnare la vittoria per un voto alla lista concorrente.
    Indubbiamente può avere inciso il mutamento del quadro politico nazionale, spingendo alcuni elettori di sinistra a non confermarci la fiducia. Forse, come ricorda il testo, un’iniziativa che ha dato il senso di una forzatura da parte di una delle forze politiche che si riconoscono nel patto di desistenza.
    Forse il non essere riusciti a comunicare con maggiore continuità il tanto lavoro svolto, anche perché non abbiamo “giornali amici”.io però mi concentrerei su quei settori della così detta società civile e sui cittadini singolarmente intesi che sono stati il nostro sale. Forse non siamo stati capaci si percepire dubbi ed esigenze in modo soddisfacente.
    Ora è tempo di concentrarci sul futuro, a partire dal verificare sui temi caldi (ambiente, territorio/piano urbanistico/fusione/Unione/servizi a rete) cosa faranno quelli che, da ormai diversi anni, con conclamate e provate scelte di evidente incoerenza si definiscono di sinistra, quando, non anche, socialisti.
    P.S.
    Mi piace poi ricordare a beneficio dell’estensore del testo e dei nostri elettori che a Savignano, a seguito della raccolta firme contro la discarica prevista nel Comune di Castello di Serravalle al confine con Savignano e del conferimento dei servizi a rete ad una multiutility, si era costituito un Gruppo per Savignano” che andava oltre le appartenenze partitiche per concentrarsi sugli obiettivi di qualità dell’abitare e di sostenibilità ambientale.

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