Elezioni 2019 per capirci qualcosa. Due

Cervi_PepponePer capire il significato della passata tornata elettorale, pubblichiamo il commento di Fausto Anderlini, uno dei più noti sociologi italiani.   Il professor Anderlini  può dare  qualche spunto per interpretare quanto è successo  a Spilamberto. Il Pensiero divergente, sviluppa la mente!! Buona Lettura CS

Ecco il testo

Partito minoritario
Il Pd fa festa, e alcuni galletti alzano la cresta. Ma farebbe meglio a riflettere. Cosa, però, della quale è ormai costituzionalmente incapace.

I dati di flusso del Cattaneo, come sempre, sono illuminanti. I dati, elaborati con riferimento a cinque città (Palermo, Napoli, Firenze, Torino e Brescia) sono in estrema sintesi così riassumibili:
i 5S perdono i loro elettori delle politiche 2018 essenzialmente in direzione della Lega e dell’astensione.
– La Lega fa il pieno coi voti dei 5S e di Fi
Il Pd trattiene i propri voti del 2018, non ha perdite significative nè verso l’astensione nè altri partiti. In compenso non ha flussi in entrata, se non da Leu (circa il 10 % di chi ha votato per il Pd proviene da Leu, quindi un flusso pari al 2,5 % dei voti validi).
Il Pd, in definitiva, ha fatto argine attestandosi sullo ‘zoccolo’ residuato nelle politiche e godendo, per quanto era nelle possibilità, del ‘soccorso rosso’ di Leu. Tutto qui.

Il Pd resta in una situazione di stallo. Per capire le ragioni di questo stallo bisogna rifarsi, ancora, alle analisi del Cattaneo relative alle europee del 2014, cioè al boom del Pd renziano. L’avanzata del Pd avvenne cumulando ai voti del Pd bersanioano del 2013 quasi tutti i voti dell’area montiana. Non sfondò a destra, ma al centro. Venendone radicalmente contaminato. Questo nucleo di voto centrista si è radicato ancor di più mano a mano che il Pd perdeva i consensi ‘storici’ verso i 5S e l’astensione.

In effetti la politica del Pd in epoca renziana ha avuto una costante: penalizzare il blocco sociale del centro-sinistra (gli operai sindacalizzati, gli insegnanti, i pubblici impiegati, i ceti del settore istituzionale in genere). Una parte cospicua di questi gruppi sociali si è perciò distaccata dal Pd, astenendosi o consegnandosi ai 5S. Dove tende a rimanere, magari traghettando (in alcuni casi) verso la Lega attratta dal suo messaggio nazional protezionista. A tutti gli effetti si è formato un grande residuo sociale che galleggia alla deriva come un iceberg. Disamorato e privo di rappresentanza.
E’ vero che i dati del Cattaneo sono limitati, perchè si riferiscono solo ad alcune realtà urbane, per quanto emblematiche. Ma se si potessero avere i flussi delle realtà territoriali diffuse il quadro sarebbe ancor più drammatico. Lì è infatti evidente che i ‘traghettamenti’ verso la Lega sono cospicui e profondi. 
Paralizzato dalla sua dominante componente centrista e Incapace di tematizzare le ragioni della sua mutazione il Pd è diventato a tutti gli effetti un partito minoritario chiuso in sè stesso. La nemesi un po’ grottesca della sua sbandierata vocazione maggioritaria.
E’ vero che il Pd, sotto varie forme, tende a recuperare con successo nelle realtà coalizionali amministrative. In effetti se si esclude il Nord-Est la Lega, come la destra in genere, non ha una classe amministrante collaudata. La gente di sinistra ma anche di altra colorazione tende più facilmente a convogliare il consenso verso i candidati del Pd, più affidabili nel gestire il rapporto con la società locale. Lasciando ‘fuori’ le criticità della politica nazionale. In Emilia nei comuni dove la Lega aveva trionfato alle europee nello stesso giorno quasi tutte le amministrazioni sono rimaste nelle mani delle coalizioni uscenti (cioè del Pd).

Ne consegue che il Pd ha ancora una certa capacità attrattiva a livello locale ma non ne ha alcuna nell’ambito della politica nazionale. L’irenico immobilismo di Zingaretti è l’emblema di questo cul de sac. Un partito di centro che non sa neanche con chi allearsi. Una stasi perdurando la quale ne conseguirà il definitivo slittamento di parti rilevanti del vecchio blocco sociale del centro-sinistra nella destra.
A meno non si sia impelagati nella consorteria degli adrenalici imbecilli post-renziani, non c’è nulla per cui rallegrarsi. La sinistra non si riprende. E’ addirittura scomparsa Sia nella foggia governante che radicale,, estremista o moderata. Il Pd è non solo un partito minoritario di fatto, per momentanea impotenza, ma per ‘vocazione‘. La situazione del paese è drammatica come mai è accaduto.

Fausto Anderlini 28/5/19  sua pagina FB

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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