Sicurezza delinquenza e legalità a Modena e Spilamberto.

banda bassotti duePubblichiamo,  tratta dalla Pressa,  una riflessione di Franco Fondriest, intellettuale scomodo e lucido osservatore delle realtà locali e nazionali,  sul tema della sicurezza, che condividiamo pienamente.  Si parla di Modena ma la situazione è identica a Spilamberto.Buona Lettura CS

il (falso) mito del controllo di vicinato 

SICUREZZA A MODENA: ECCO LA SITUAZIONE

Sabato scorso 19 gennaio, a Modena, sono stati denunciati ben otto furti nelle case, quasi tutti nell’orario compreso tra le 18 e le 20; in alcuni casi sono andati al piano terra, in altri fino a terzo piano.

Nonostante le rassicurazioni e nonostante ben 49 gruppi di vicinato che coinvolgono ben 1.300 cittadini, sembra che la situazione non sia migliorata.

COME (NON) FUNZIONA LA NOSTRA (IN)GIUSTIZIA  e la (IN)CERTEZZA DELLA PENA

Vediamo come stanno le cose.

La tenuità del fatto:Il decreto Legislativo n. 28/2015 (Governo Renzi  NdR)  recante “Disposizioni in materia di non punibilita’ per particolare tenuita’ del fatto” ha sancito la non punibilità di una serie infinita di reati, definiti minori, con pena fino a 5 anni; infatti, la punibilità è esclusa quando, per le “modalità della condotta e per l’esiguità del danno o del pericolo, l’offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale”.

Facciamo un esempio: tempo fa un automobilista aveva fatto benzina nell’area di servizio di Secchia est, ripartendo senza pagare; essendo stato inquadrato, è stato individuato, ma ecco il colpo di scena: secondo il giudice non è punibile data l’esiguità del danno. E queste sentenze ormai non si contano più…

Le misure alternative: E poi, per i condannati con pene fino a quattro anni, comunque, ci sono le misure “alternative alla detenzione” dirette a realizzare la funzione rieducativa della pena (?), in ottemperanza dell’articolo 27 della Costituzione; sono: l’affidamento i prova ai servizi sociali, la semilibertà, la liberazione anticipata, la detenzione domiciliare.

La sospensione condizionale della pena: Quando poi la pena inflitta non è superiore a due anni di arresto o reclusione, interviene la “sospensione condizionale della pena”.

La prescrizione: Ma non è finita; parliamo ora della prescrizione. Nel 2005 ce ne sono state ben 183.469, mentre nel 2016, ultimo anno disponibile, 145.637 di cui 85.216 sono maturate addirittura prima del giudizio. Cosa vuol dire? E’ semplice: che ogni anno, circa 150.000 cittadini che hanno chiesto giustizia, sanno che non l’avranno mai.

 

Ma dove è la certezza della pena? Finora abbiamo la certezza del reato e non quella della punizione dei colpevoli; si riuscirà a recuperare la situazione o siamo già andati oltre la riga di demarcazione , superata la quale non si riesce più a tornare indietro?

Purtroppo, penso che sia così, nonostante le ripetute ed inutili rassicurazioni.

E LA POLIZIA?

Ed ecco cosa ha scritto Bruno Fontana, segretario di un importante sindacato di polizia, il 30 settembre 2018:

“Domandina per studenti elementari!

Uno spacciatore viene arrestato in possesso di 3 kg di droga, viene processato per direttissima e condannato, ma invece di andare in carcere (sottolineo, 3 kg di droga) viene messo agli arresti domiciliari. Secondo voi questo signore smette di spacciare? Entusiasmo di lavorare in queste condizioni è pari a ZERO! Dai pur”

E I GRUPPI DI VICINATO?

Intanto, anche a Modena, nascono i gruppi di controllo di vicinato, promossi dalle amministrazioni di sinistra.

Anche qui una riflessione è necessaria: abbiamo (meglio dire hanno) costruito una società basata sull’anonimato, sulla mobilità privata, sull’individualismo, distruggendo tutto quanto faceva coesione come i piccoli esercizi commerciali.

E ora cosa si scopre?  Che la gente, nei palazzi, nelle strade e nei quartieri non si conosce nemmeno; di collaborare poi, non se ne parla.

E allora inventiamo il controllo di vicinato. Un surrogato basato sulla comune paura, non sulla solidarietà. La collaborazione dei cittadini non è la soluzione, ma ne solo una parte; spetta alle autorità garantire la sicurezza.

Senza una polizia ed una giustizia efficienti, anche la doverosa collaborazione dei cittadini serve a poco.

banda bassottiE ALLORA…..

E allora vorrei concludere con una frase dell’ex ministro Minniti: “La sicurezza è un bene comune. E la sicurezza si rivolge innanzitutto ai più deboli. Guardate, i ricchi non hanno bisogno di uno Stato che li difenda. Quelli che hanno i soldi si difendono da soli, non sono come quelli che vivono in periferia e non hanno i soldi per comprare un altro appartamento; se il posto dove stanno non gli piace, prendono un aereo e vanno da un’altra parte”.

Ma finora, destra e sinistra sembra che abbiano fatto a gara nel non garantire la sicurezza dei cittadini italiani.

Questo è sempre di più il paese dove sono più garantiti i delinquenti che gli onesti.

banda bassotti tre

 

 

 

 

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