La deriva autoritaria del nuovo statuto comunale di Spilamberto : Un resoconto di Fiorella Anderlini ( Atto II)

deriva treLa maggioranza del Consiglio  Comunale  vuole imbavagliare le opposizioni con modifiche statutarie chirurgiche. Troviamo  che sia più ragionevole che il lavoro si fermi e che venga consegnato alla prossima consigliatura, come alcuni propongono,  ma “Dio acceca chi vuol perdere”. C’è però una cosa che non capiamo, l’accanimento dei consiglieri di maggioranza verso la consigliera Anderlini, persona  mite, garbata e scrupolosa.  A  volte il livore sconfina nella ottusità e nella evidente intolleranza

Crediamo anche che l’odio che suscita nella maggioranza ( Non si esita a cambiare il  regolamento per tapparle la bocca), derivi dal fatto che non sopportano la sua indipendenza etico/morale.  Noi,    invece, proprio  per questo la apprezziamo  molto.

Buona Lettura CS

PERSONALE RIASSUNTO DELLA COMMISSIONE DI LUNEDI’ 15 GENNAIO 2019

Il secondo incontro della commissione sulla proposta di modifica del Regolamento comunale è iniziato con un condivisibile chiarimento da parte della maggioranza che per voce del consigliere Morselli ha espresso il senso di difficoltà vissuto in questi anni nell’applicare il Regolamento perché non vi è un confine netto tra quello che possono fare i consiglieri rischiando spesso dei doppioni, delle ambiguità. A fine legislatura è sembrato quindi ottimale lavorare per lasciare ai posteri la variazione proposta “non a proprio uso e consumo”.

Certamente meno costruttivo e coerente con lo spirito di analisi e confronto richiesti in quella sede, l’intervento del vicesindaco Francioso nel sottolineare ripetutamente come vi siano stati articoli del M5s che esprimevano valutazioni negative segnate dal pregiudizio che tutto venisse fatto per limitare le minoranze. Entrambi i consiglieri però hanno concordato sul fatto che erano disponibili anche a non portare la modifica in consiglio ed attendere che fosse la prossima amministrazione a farsene eventualmente carico. Questa è la versione edulcorata perché i termini ed i modi usati sono stati ben altri!!

Accettando la motivazione iniziale, alcune domande sorgono spontanee:

  • Se il Testo Unico Enti Locali, in seguito TUEL, stabilisce all’art. 42 cheIl consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico – amministrativo” qual è il problema che ha portato alla proposta di far slittare la discussione di interrogazioni, interpellanze e mozioni a data da definire,” in una seduta successiva alla data di presentazione”?

Interrogazioni, interpellanze e mozioni permettono ai consiglieri, soprattutto di minoranza, di svolgere proprio la funzione di indirizzo e controllo politico- amministrativo riconosciuta dal Tuel!deriva due

Se i 7 giorni attuali non sono sufficienti per dare seguito agli atti presentati, essendo gli uffici oberati di lavoro come ci è stato risposto, perché non chiedere di presentarli almeno 10-15 giorni prima invece di spostarne la discussione fino ad un minimo di 60 giorni dopo?

  • Se il TUEL stabilisce all’art. 43 che “ I consiglieri comunali e provinciali hanno diritto di ottenere dagli uffici, rispettivamente, del comune e della provincia, nonché dalle loro aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso, utili all’espletamento del proprio mandato” qual è il problema che ha portato a ridefinire che “ Le richieste devono comportare il minor aggravio possibile per gli uffici comunali e non devono sostanziarsi in domande assolutamente generiche o meramente emulative”? Chi stabilisce in base ad una valutazione personale di rispondere o meno ad un accesso atti dichiarandolo generico od emulativo, limitando di fatto un diritto sancito da Decreto Legislativo?
  • Se lo STATUTO COMUNALE che discende dal TUEL stabilisce all’art. 9 che “Il Comune riconosce nell’informazione la condizione essenziale per assicurare la partecipazione dei cittadini alla vita sociale e politica…. Il Sindaco, la Giunta ed il Consiglio Comunale adottano, anche di propria iniziativa, tutti i provvedimenti idonei ad una completa attuazione al diritto di informazione” qual è il problema che ha portato alla proposta di ridurre la durata della dichiarazione di voto da 5 A 3 MINUTI non autorizzando” il consigliere ad effettuare interventi integrativi della discussione già conclusa”? Le motivazioni, le argomentazioni che portano ciascun gruppo consiliare ad esprimersi su una tal questione e proposta vengono di fatto talmente limitate che è impossibile per un cittadino avere consapevolezza delle diverse posizioni politiche. In questo modo non gli verranno garantite tutte quelle informazioni essenziali per assicurargli “la partecipazione alla vita sociale e politica”.

Da sottolineare, non ultimo, come solamente a fine seduta ci si sia accorti che abbiamo finora lavorato su due bozze diverse, una trasmessa alla maggioranza e l’altra alle minoranze!!!

Fiorella Anderlini

deriva

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