Amazon a Spilamberto. Le ultime parole famose. Qui si ciurla nel manico!

bugia dueLe ultime parole famose……

ci impegnamo a:
Gestire le trasformazioni dei complessi edificati legati alla produzione, in modo che siano coerenti col paesaggio rurale;
…Difendere ciò che rimane delle nostre coltivazioni anche attraverso la negazione di costruzioni di nuovi impianti tecnologici ed industriali, anche dei comuni limitrofi (addirittura ndr), che provochino danni irreparabili su di esse (pag 18 del programma di mandato di Umberto Costantini )

I cittadini di Spilamberto non hanno, quindi votato perché si realizzasse un megacapannone, grande come sei campi da calcio e alto 15 metri, nel mezzo di quella che è una delle più belle terre della nostra provincia. In campagna elettorale, il candidato sindaco si era affannato a parlare di meccanica fine e meccatronica, di favorire il settore agroalimentare e le produzioni “di eccellenza” (qualsiasi cosa voglia dire), di turismo e di lavoro di qualità, a impatto zero sull’ambiente e con un alto tasso di valore aggiunto in know how.

Ora, quello che resta a fine del suo mandato è un Centro Storico che pare in via di smobilitazione, qualche storica azienda che chiude (vedi la SPM di Granpassi) e il progetto di un mega insediamento a bassissimo valore aggiunto, visto che si tratta di un impianto logistico e con enorme impatto sul territorio.

bugia unoChi sostiene il progetto lo difende così:
1) Ma l’area era già destinata al settore produttivo, quindi….
Facciamo presente che la destinazione di un terreno si può anche cambiare ed era quello che faceva capire il Nostro quando si impegnava alla “negazione di costruzioni di nuovi impianti tecnologici ed industriali”. Per un Sindaco che ha come parola d’ordine “CAMBIAMO IL FUTURO” una botta di coraggio sarebbe stata quasi dovuta! Facciamo notare inoltre che, una cosa è offrire la possibilità di insediarsi e di allargarsi ad attività produttive di piccole medie dimensioni e di alta qualità, mentre questo insediamento che non è produttivo, né commerciale, ma LOGISTICO, apre un varco alla creazione di un area per la logistica nel bel mezzo della nostra campagna. Visto che siamo vicini al casello dell’autostrada, per caso l’Amministrazione attuale ha deciso di trasformarci in qualcosa di simile a Campogalliano? Siamo sicuri di volerlo?

2) Ma da dieci anni a questa parte nessuno si è mostrato interessato a quell’area, quindi….
Risulta invece che sia stato il proprietario, il noto imprenditore Piacentini, finanziatore di Democratica, voluta dal  PD  renziano, a non aver messo in vendita quei terreni, evidentemente attendendo un “colpaccio” come questo di Vailog/Amazon.
3) Verranno creati 400 posti di lavoro, quindi….
I posti di lavoro a tempo indeterminato saranno il 20%, destinati ai “quadri” amministrativi. Tutto il resto, cioè 320 posti, con contratti a termine, nessuna certezza dell’orario e della durata del contratto. Non siamo affatto certi che ognuno di quei 320 posti sarà per l’intero orario di lavoro. Non saranno invece dei part time, come suggerisce anche la modalità estremamente usurante dei ritmi ( e come risulta bene negli altri megamagazzini Amazon)? Questo tema è importantissimo perché le regole e i modi con cui Amazon opera già, nelle altre parti d’Italia e del mondo, ci fanno temere che la mano d’opera che verrà impegnata sarà soggetta a un fortissimo turn over. Quindi, anziché un’opportunità di benessere, potrebbe attrarre maestranze fragili, e gli alloggi, la mensa per i figli, i sussidi in caso di difficoltà, non sarà Vailog o Amazon a tirarli fuori, ma la comunità spilambertese e la fiscalità generale.
Quando il Sindaco di Spilamberto avrà aperto le porte al colosso della distribuzione mondiale, non sarà lui, né i sindacati, né noi cittadini, a fissare le regole per un lavoro minimamente di qualità, e, quando vorranno licenziare o delocalizzare, nessuno avrà l’autorità né la forza per fermarli. Agli spilambertesi resterà, per compenso (o per sfregio), un mastodonte di cemento.

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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