Scosse, Migranti,Europa e PD smarrito

 

Pubblichiamo il riassunto/Testo diciottiprosciugato di un articolo apparso sul Corriere della Sera del 28 agosto 2018 sul tema migranti, Europa, PD e Sinistra . Le critiche fanno crescere e migliorano la vita.  Buona Lettura CS

Tra otto-nove mesi ci saranno le elezioni per il Parlamento europeo. Per il Pd (…)  sarà una prova decisiva. Se esso dovesse arretrare sia pure di uno o due punti percentuali sarebbe segnato il suo destino (…) . E infatti (…)  negli ambienti (…) vicini alla Sinistra si respira una certa aria di mobilitazione, (…)  per cercare di dare una scossa al partito, di fornirgli idee (…) . Ma da quello che appare si direbbe che il passato non abbia insegnato molto. Che tra la cultura di sinistra e la realtà si alzi ancora oggi (…)una barriera fatta di un rassicurante parlar d’altro (in genere della perfidia di Salvini e Di Maio) ma specialmente di mancanza di concretezza, di assenza di analisi e di proposte precise. Il primo esempio riguarda (…) il problema crucialissimo dell’emigrazione.

Ebbene, si può parlare di una faccenda simile, riducendo tutto ad una semplice questione umanitaria con il povero naufrago da un lato e lo Stato italiano dall’altro nella parte del moloch spietato perché non si limita a salvarlo e a portarlo da noi senza sollevare problemi? Ci si può rifiutare, (…)  di vedere la complessa e ambigua realtà intrecciata al problema dell’accoglienza? Di considerare, ad esempio, che in realtà la stragrande maggioranza di chi parte dall’Africa o dall’Asia non vuole immigrare in Italia, vuole immigrare in Europa, e che dunque l’Italia è una semplice porta di accesso, che però, non godendo di alcuna solidarietà dall’Unione Europea, si trova a doversi fare carico per intero di un problema che non è di certo solo suo?

diciotti dueNon sarebbe stato giusto, allora, ascoltare nei giorni scorsi dall’opinione di sinistra oltre che un torrente di feroci accuse (molte meritate ) al ministro Salvini, almeno qualche dura critica verso chi imperterrito ci lascia da soli a cavare le castagne dal fuoco? E non sarebbe anche opportuno (…)  che in generale a proposito dell’immigrazione anche altri oltre l’onorevole Minniti riflettessero a sinistra sulla trappola in cui da anni si trova presa l’Italia ad opera delle organizzazioni libiche di trafficanti di esseri umani: vale a dire la trasformazione degli immigrati in naufraghi?

Da anni, infatti, chi parte dalla Libia non parte per un viaggio pericoloso quanto si vuole. Parte in realtà per un naufragio programmato con previsione di relativo salvataggio (ahimè non sempre realizzatosi) e conseguente trasferimento nella Penisola (…). Si tratta di un meccanismo diciamo pure diabolico che però è valso a trasformare il problema economico-giuridico del diritto a emigrare nell’obbligo del salvataggio in mare, da sempre uno dei principi più sacri del diritto delle genti. Ma se le cose stanno in questo modo (…), che senso ha mettere (Per il PD) una questione così spinosa e così carica di ambiguità su un piano esclusivamente etico e astratto dove sembra che esista solo il lecito e l’illecito, il bianco e il nero?

diciotti treI naufraghi ci sono eccome e vanno di sicuro salvati: punto. Ma davvero tutto può ridursi a questo? Davvero il loro salvataggio deve equivalere automaticamente al loro ingresso in Italia? Ed è proprio sicuro che sostenendo questi principi in modo indiscriminato, senza se e senza ma, si aiuta la costruzione di una adeguata posizione italiana verso l’Europa e si dà una mano al Pd a ribaltare il risultato del 4 marzo?

Tanto più che anche sulla questione della ricollocazione degli immigrati tra i vari Paesi dell’Unione – una questione cruciale ed «europea» come poche altre – la sinistra intellettuale oltre a una blanda petizione di principio che naturalmente lascia il tempo che trova, e oltre ad auspicare la trattativa diplomatica (anch’essa fin qui senza risultati), non mi pare che si sia mai spinta. Non si è mai spesa a indicare quali altri strumenti l’Italia a suo giudizio potrebbe/dovrebbe adoperare, quale altra strada dovrebbe percorrere. Le minacce tonanti del governo giallo-verde sono sgradevoli e probabilmente controproducenti, d’accordo, ma in alternativa che cos’altro fare allora? Perché non si è sentita finora alcuna proposta concreta? Ripeto: concreta, per piacere. (….)

 

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