Sull’operato del Presidente della Repubblica Intervento di Giannelli.

repubblica unoPubblichiamo un intervento dell’avvocato Fausto Giannelli, responsabile dei giuristi democratici, sulla questione della formazione del Governo e del diniego del presidente Mattarella al prof. Savona. E’ bene ciò che finisce bene, quindi per amor di patria non intendiamo più intervenire sulla vicenda. Pubblichiamo il testo perché comunque la vicenda servirà per non incappare nei medesimi errori. Discutere fa bene alla comunità!
Buona Lettura CS

Dirò la mia sul perchè ritengo che la condotta del Presidente Mattarella, pur non costituendo motivo di impeachment, rappresenti una grave forzatura costituzionale oltre che un madornale errore politico. Secondo il dettato costituzionale (art. 92), i Ministri sono scelti dal Presidente del Consiglio, che li propone al Capo dello Stato per la nomina. La scelta politica dei Ministri spetta quindi al capo del governo e non al Presidente della Repubblica, il quale ha il potere di nomina e può certo rifiutarsi di ratificare le nomine propostegli per motivi di inidoneità istituzionale a ricoprire l’incarico di Ministro o capacità di ricoprire la carica con disciplina e onore (come richiede la Costituzione all’art. 54) ma non sulla base di un giudizio politico sul futuro Ministro e sulla scorta delle opinioni da questo espresse in passato. Il giudizio politico sull’orientamento governativo spetta infatti al Parlamento, che al Governo darà (o negherà) la fiducia. Rifiutare la nomina a Ministro dell’Economia di Savona, uno dei maggiori economisti italiani che Ministro lo è anche già stato nel Governo Ciampi, è uno strappo ingiustificato.

repubblica dueDi fronte alla maggioranza parlamentare che indica un possibile governo, il Presidente della Repubblica è chiamato a svolgere un attività di gestione della crisi e di raccordo istituzionale politicamente “neutra” e non può sovrapporre il proprio indirizzo politico a quello del Parlamento.
Non a caso i precedenti citati (a sproposito) dai sostenitori della linea di Mattarella confermano questa interpretazione: Scalfaro si rifiutò nel 1994, al momento della nascita del primo governo Berlusconi, di nominare Previti (prima che questi fosse destinato alle patrie galere) alla Giustizia, dirottandolo alla Difesa, per inidoneità istituzionale in quanto all’epoca avvocato difensore di Berlusconi. Ciampi impose opportunamente a Berlusconi nel 2001 di spostare Roberto Maroni (all’epoca sotto processo per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale e poi condannato in via definitiva per questi reati) dal Ministero della Giustizia a quello del Lavoro. Nel 2014 Giorgio Napolitano rifiutò infine la nomina di Gratteri alla Giustizia in quanto prassi istituzionale consolidata quella che esclude l’assegnazione di quel posto ad un magistrato in servizio. Rifiutare la designazione di un Ministro per le sue idee non ha invece precedenti e costituisce una preoccupante ingerenza nelle prerogative del Parlamento (e degli elettori votanti).

Repubblica treRicordo che Savona, che può piacere o meno, oltre ad essere uno dei maggiori economisti italiani e ad aver insegnato in moltissime Università (contribuendo a fondare la LUISS), ha già ricoperto (senza obiezioni di sorta) nel governo Ciampi il ruolo di Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato con delega al riordinamento delle partecipazioni statali ed è stato anche segretario generale per la Programmazione Economica al Ministero del Bilancio. L’affermazione secondo cui non si possa nominare Ministro Savona, nella sua carriera già a capo di alcuni dei più importanti Istituti di credito italiani oltre che presidente del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, per il rischio che questo comporterebbe a “danno dei risparmiatori” lascia perplessi e nasconde una verità ben più amara: la nomina di Savona, per l’indipendenza e l’autorevolezza del personaggio e soprattutto per le sue critiche alla attuale gestione dell’UE, non era gradita ai vertici comunitari e soprattutto alla Germania.

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