Rifiuti porta a porta il 21 Maggio si parte, alcune riflessioni!!!

video_bugiardoCorsivo. Finalmente pubblicata l’11 maggio  la delibera di giunta comunale di Spilamberto che avvia il porta a porta. Alla fine la Giunta ha dovuto capitolare, non c’era nessun atto che autorizzasse l’avvio del Porta a porta. E in fretta e furia hanno dovuto scrivere una delibera e pubblicarla in tempo reale e non dopo 1 mese come per viale Italia.  Leggi

delibera rusco

Coloro che ci hanno insultato, dicendo che c’era già la delibera e che, dunque, facevamo della disinformazione, quando abbiamo sostenuto che non c’era alcun atto che autorizzasse il nuovo metodo di raccolta rifiuti, ci dovrebbero delle scuse! Ma lo stile se uno non ce l’ha, non se lo può dare.

Il 21 maggio a Spilamberto comincia l’ora X per il porta a porta e non comincia, purtroppo, con buoni segnali.

 La confusione e la mancanza di direttive certe sta creando davvero ansia e preoccupazione. E’ però saggio, prima di esprimere un giudizio compiuto sulla vicenda del porta a porta, aspettare per vedere come va. Valuteremo a Settembre e, se le cose andassero bene, noi ne saremo davvero felici, se invece non andassero bene, sarebbe un nostro diritto come cittadini chiedere e pretendere di cambiare sistema e metodo di raccolta dei rifiuti.

E sotto gli occhi di tutti un degrado indecoroso e progressivo del paese, figlio anche della mancanza di controllo da parte della Giunta e di Nardini. Tutti rimpiangiamo l’ex assessore Stefani che girava in biciletta stazione di cassonetti per stazione ed in tempo reale chiamava Hera per le pulizie straordinarie. Questo Nardini non lo fa e questi sono i risultati.

differenziata quattroRicordiamoci che la raccolta “porta a porta” è un metodo non un fine.

L’obiettivo è quello della riduzione dei rifiuti, il riuso generalizzato e l’economia circolare. L’obiettivo “rifiuti zero” è dunque condivisibile, è il nostro obiettivo.  Se non funziona per concause, anche diverse, la questione è semplice: si cambia metodo. E’ già successo a Spilamberto, cassonetti, poi cassonetti con tessera, infine cassonetti con tessera e calotte (Quest’ultime sono state tolte da Lamandini quando a verifica si è notato che non funzionavano).  Se il porta a porta non funziona, però, rimarrà da decidere a chi verrà addebitato il costo economico di una scelta che, questo lo possiamo dire, è stata precipitosa, rispetto anche agli impegni programmatici del sindaco che diceva altro. Bisognerebbe, per elementare spirito di giustizia, esercitare la rivalsa come cittadini verso il Sindaco e la sua giunta!

A Spilamberto gli ultimi dati dicono che la differenziata è al 69 %: è un risultato alto, rispetto a realtà circostanti.

La direttive europea impone come obiettivo di arrivare “Almeno al 70% entro il 2020”, la Legge regionale “almeno al 74%”.

Ad Atersir si sono dati l’obiettivo per Spilamberto del 79%. Atersir è l’agenzia regionale per i rifiuti in cui è compresa Spilamberto. L’obiettivo assai impegnativo lo ha preso il comune di Spilamberto.

Dopo aver tanto parlato di Partecipazione, forse una decisone strategicamente così impegnativa (dopo aver cambiato in pochi anni per tre volte il modello di raccolta) doveva coinvolgere per tempo i cittadini, questo sarebbe stato il minimo.

L’obiettivo che ci impegna, dunque, legge alla mano, è la direttiva europea (Raggiunta) e tutt’al più ci interessa l’obiettivo del 74%. La decisone dell’Atersir del 79” di differenziata entro il 2020, è velleitaria e sarà un problema di Costantini, è lui che deve fare carriera politica, non noi.

differenziata treLa tariffa puntuale (Ognuno paga effettivamente per quello che consuma) come strumento per incentivare la differenziata, merita alcune riflessioni.

Pensata in Europa dove i cittadini ritengono che pagare le tasse sia un atto civico e dovuto, viene riproposta ad un paese l’Italia dove non pagare le tasse per troppi cittadini e a torto, è un vanto e dove si ritiene che chi paga le tasse sia un fesso.  Per ridurre la propria tariffa puntuale della differenziata un cittadino potrebbe anche decidere di sversare il pattume lungo i fossi oltre che portarlo nei cassonetti dei comuni vicini. Col porta a porta a Corgeno (Ma così fanno più o meno tutti), hanno dovuto prendere un camioncino per raccogliere il pattume gettato con le sportine della spesa ovunque: fossi, campagna e boschi. Il costo del camioncino e del servizio viene, per forza, poi ripartito, maggiorando la tariffa di chi paga regolarmente. Forse servirebbe un altro metodo, adatto al bel paese e a Spilamberto.

La competenza della gestione della raccolta dei rifiuti è dell’Unione (vedi apposita convenzione) e dobbiamo prendere atto dell’ennesimo suo fallimento. Ogni comune fa come gli pare. Vedi Marano che va in una direzione, Castelnuovo in un’altra, Vignola e Spilamberto pure e via enumerando! Il coordinamento tra comuni  è fallito! La gestione di Hera è in proroga e l’Unione è ricorsa al TAR per far valere i suoi diritti.

Spilamberto, Cittadinanza Attiva

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