Porta a porta: Non esiste alcun atto della giunta Costantini. Proviamo a chiarire alcuni dubbi.

bufala uno

A seguito del nostro ultimo articolo sulla raccolta porta a porta in cui chiedevamo le ragioni dell’assenza di una delibera specifica, alcuni hanno obiettato che la delibera indicata nella risposta alla consigliera Anderlini, che ringraziamo perchè ha fatto su nostra richiesta l’accesso agli atti, fosse quella necessaria.

 

Ora proviamo a mostrare perché la delibera n. 39 del 29.05.2017 non è una delibera che approva il porta a porta ma è la richiesta di fondi alla regione Emilia Romagna.

Già il titolo è chiaro (se fosse l’approvazione del progetto porta a porta o anche un atto di indirizzo avrebbe sicuramente un altro titolo):

“PARTECIPAZIONE AL BANDO EMANATO DALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA PER L’EROGAZIONE DI CONTRIBUTI AGLI ENTI LOCALI A SOSTEGNO DEI PROCESSI DI PARTECIPAZIONE PER L’ ANNO 2017. DEFINIZIONE DELLE MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE.”   (Leggi Delibera approvazione progetto ) 

Se continuiamo nella lettura ad un certo punto troviamo il passaggio della delibera:

DELIBERA

  1. di partecipare al Bando della Regione Emilia Romagna ai sensi della L.R. n. 3/2010 per l’erogazione di contributi agli Enti locali a sostegno dei processi di partecipazione – anno 2017 approvato con Delibera di Giunta Regionale n. 377/2017, con un progetto mirato alla costruzione e realizzazione di un processo partecipativo che coinvolga i cittadini del Comune di Spilamberto per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della sostenibilità ambientale, della riduzione del rifiuto, delle buone pratiche in materia di raccolta differenziata e per promuovere il porta a porta sul territorio comunale;”

Quindi questa sarebbe la delibera che ha deciso il porta a porta a Spilamberto?

Suvvia: non prendiamoci per il nasello, non si approva così nemmeno il montaggio di 2 cestini del pattume

bufala 2

La Regione poi chiede:

G) AMBITO DI INTERVENTO

Indicare con una X a quale dei seguenti contenuti prioritari si riferisce l’oggetto del processo partecipativo (una sola risposta ammessa): 

X Politiche di salvaguardia dell’ambiente, di pianificazione e sviluppo del territorio urbano”.

Più generico di così è difficile pensare ad altro.

Ma poi il comune svela tutti i segreti:

H) OGGETTO DEL PROCESSO PARTECIPATIVO art.11, comma 2, l.r. 3/2010

Descrivere in dettaglio l’oggetto del processo partecipativo e il procedimento ad esso collegato. Deve essere anche indicato in quale fase decisionale si colloca il processo partecipativo e quali altri enti potrebbero essere coinvolti dall’eventuale avvio del processo:

Il percorso di partecipazione affronta un nucleo di tematiche relative alla sostenibilità ambientale e alla gestione dei rifiuti nel territorio comunale di Spilamberto, con l’obiettivo ultimo di sensibilizzare la cittadinanza su tematiche di assoluta rilevanza, che spaziano della riduzione nella produzione del rifiuto alla diffusione di buone pratiche in materia di raccolta differenziata, con al centro un percorso dedicato all’approfondimento del porta a porta quale futuro scenario nella gestione del rifiuto sul territorio comunale. In particolare, individuiamo i seguenti ambiti specifici di riferimento per orientare le attività:

sensibilizzazione e promozione di buone pratiche di sostenibilità, dalla riduzione alla valorizzazione dei rifiuti

– azioni in materia di raccolta differenziata, compostaggio, gestione dei rifiuti speciali

– approfondimento della raccolta rifiuti porta a porta

– promozione di modelli di economia circolare e sharing economy

– sostegno alla cittadinanza attiva nell’ambito ambientale

Il percorso si inserisce nel quadro della riorganizzazione del servizio di raccolta rifiuti del Comune di Spilamberto: l’amministrazione comunale infatti ha intenzione di attivare, entro il 2018, la raccolta porta a porta anticipando quanto condiviso con la agenzia regionale (ATERSIR) nel piano d’ambito (del 2016 sigh!). Questo cambiamento comporta una necessaria attività di sensibilizzazione dei cittadini, che diventa occasione per un percorso più ampio in grado di abbracciare il tema complessivo della sostenibilità ambientale, aprendo le scelte dell’amministrazione ai contributi diretti dei soggetti – singoli o associati – che vivono quotidianamente il territorio.

Infine, il Comune di Spilamberto si è dotato nel corso del 2016 di un Regolamento per la cittadinanza attiva, con l’obiettivo ultimo di stringere patti con i cittadini per la cura condivisa di beni comuni. Obiettivo di questo percorso partecipativo è anche quello di attivare patti nell’ambito della sostenibilità ambientale.”

Qui cade tutto.

La Regione chiede di sapere in quale fase del processo partecipativo verrà presa la bufala tredecisione, che invece il comune dice che è già stata presa assieme ad ATERSIR nel 2016.

Leggete bene le parti evidenziate .Il comune poi aggiunge in modo ironico:

Le attività si articoleranno in una fase di condivisione, una di apertura e una di chiusura del percorso, a cui faranno seguito iniziative di approvazione e condivisione di quanto emerso e di monitoraggio nell’effettiva attuazione delle decisioni assunte.”

Ma non basta:

“In quest’ottica il Comune di Spilamberto ha deciso di proporre un percorso di partecipazione con l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sui temi della sostenibilità ambientale, della riduzione nella produzione del rifiuto, nelle buone pratiche in materia di raccolta differenziata e per approfondire la tematiche del porta a porta sul territorio comunale.”

Ma ecco il coniglio nel cappello del prestigiatore Costantini, il questionario del 2014:

In particolare, l’anno 2014 ha visto la somministrazione di un questionario riguardante il gradimento del servizio ambientale di raccolta rifiuti a Spilamberto (514 rispondenti, per il 96% da utenza domestica per il 4% da non domestica ben distribuiti nelle varie aree del paese e quindi con un buon valore statistico).

I dati raccolti evidenziano un buon risultato relativamente alla valutazione sulla frequenza della raccolta rifiuti: positivo per il 59%; negativo per il 41%. Più critica invece la valutazione sulla manutenzione/pulizia dell’area cassonetti (positivo 23%; negativo 77%), mentre alla domanda “Cosa pensi dell’uso delle tessere personali per depositare i rifiuti?” gli spilambertesi hanno risposto: è scomodo e inutile e non vorrei più utilizzarlo (46%); non è comodo ma potrei utilizzarlo se ci fosse un risparmio (42%); lo trovo molto utile (10%); lo trovo utile e penso sia un sistema perfetto (2%). Si è poi chiesto agli spilambertesi una valutazione sulla raccolta porta a porta: 60% positivo; 40% negativo.

È emersa quindi complessivamente la presenza di un buon interesse da parte della comunità, con l’indicazione di alcuni aspetti da approfondire sulla modalità di raccolta dei rifiuti che saranno quindi oggetto della fase di diagnosi all’interno del percorso partecipativo.”

Quindi un questionario abbastanza anomalo, proposto nel 2014 e non adesso, a cui pochi hanno dato peso (appena 514 cittadini su 9.000) diventa la base su cui fondare la decisione del porta a porta!!!

Con un dato che viene maldestramente mescolato: ovvero che la raccolta differenziata a Spilamberto è di fatto ferma al 66% del 2014. Nel triennio 2015-2017 (valore medio attorno al 66-67%) l’attuale amministrazione non è riuscita ad aumentare il dato della RD. Questi parlano parlano e poi in tre anni non hanno fatto nulla che incidesse.bufala 4

Ma la cosa forse peggiore è che il comune la prova a raccontare sia alla regione che ai cittadini:

Dal percorso partecipativo dovranno scaturire indicazioni condivise in merito al sistema di raccolta porta a porta, al fine di indirizzare le scelte future dell’amministrazione e orientare in modo consapevole il gestore del servizio.”

Questa è un’altra presa in giro: tutte le assemblee sono state meramente informative. Non hanno raccolto nulla per indirizzare le scelte future dell’amministrazione.

E tutto in sei mesi:

“Data di inizio prevista del processo partecipativo: settembre 2017 Durata del processo partecipativo (in mesi): 6 mesi”.

Ma non è ancora sufficiente:

Consiglio comunale aperto Tema: restituzione dei risultati del percorso Target: amministratori, consiglieri comunali, cittadinanza Azione: consiglio comunale aperto conclusivo del percorso, con condivisione di quanto emerso e restituzione dei risultati alla collettività.”

Non ci risulta ancora avvenuto. Come non è mai stato attivato il TAVOLO DI NEGOZIAZIONE:

“Programma per la creazione di un Tavolo di Negoziazione (TdN):

A garanzia del processo di partecipazione, viene istituito un Tavolo di Negoziazione che miri a coinvolgere i principali attori sensibilizzati ai temi correlati al progetto.

Sarà cura dell’amministrazione comunale individuare in prima battuta i soggetti che dovranno fare parte del TdN, che resterà aperto a ulteriori adesioni durante tutto il tempo della sua attivazione.

Il numero ideale di partecipanti per la buona conduzione del tavolo è individuato in 15 persone.

Ogni incontro sarà preparato e strutturato dal team di progetto, e condotto con tecniche di facilitazione al fine di garantire al TdN capacità operativa e di proficuo confronto.

I partecipanti saranno convocati con tempistiche adeguate, condividendo l’ordine del giorno e gli orari

di inizio e fine dell’incontro.

I tavoli dovranno prevedere, oltre alla partecipazione degli attori, anche la presenza delle autorità locali (sindaci o assessori) e di un facilitatore, che avrà il compito di gestire operativamente l’incontro.

Verranno selezionati dall’amministrazione i partecipanti al TdN tra le rappresentanze dei cittadini, dei giovani, delle associazioni di volontariato, di categoria, o altri portatori rilevanti di interesse eventualmente individuate come competenti.

Il TdN avrà il compito di accompagnare tutte le azioni del progetto, valutandone l’efficacia e l’efficienza.

In particolar modo il TdN avrà il compito, grazie alla valutazione di processo, di reindirizzare le azioni complessive dell’attività progettuale e superare così eventuali criticità che si potrebbero presentare. Il TdN avrà poi il compito di contribuire alla redazione del documento conclusivo del processo partecipativo.

Il TdN verrà condotto da un facilitatore professionista, al fine di orientare gli incontri nel modo più efficace, alternando momenti di aggiornamento a fasi propositive per indirizzare le azioni che di volta in volta verranno realizzate.”

Insomma un documento lunghissimo che racconta una bella favola, ma poi la realtà è stata molto diversa. Tutto questo percorso avrebbe dovuto portare informazioni per una decisione che in realtà era già stata presa nel 2016, anche in violazione del programma di mandato.

Nota importante!!!

Leggi  stto l’atto di indirizzo del 2011 che spiegava al Consiglio e ai cittadini le ragioni di una scelta, e dava copertura agli uffici e ad HERA. Inoltre elencava alcuni aspetti economici per una sperimentazione che non stravolgeva la vita della gente. E’ la dimostrazione che un atto serve.  20110020G.tessere 

Non ci viene da sorridere, anzi tutto questo  ci intristisce!

 

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