Sulla cementificazione selvaggia in Regione si consuma la divisione valoriale ed irreparabile tra la Sinistra ed il PDR

lega ambiente

Pubblichiamo due post, tratti dalla rete, sulla recente legge regionale che incrementerà la cementificazione del territorio. Un post è della Sinistra Unita che ha votato contro, lasciando il PD da solo ed in compagnia dell’ astensione benevola di Forza Italia.

Questo “ Tana liberi tutti alla cementificazione ” voluto dal PDR e dai poteri forti dell’Emila Romagna, dopo aver sbandierato lo slogan “Cementificazione zero” peserà eccome nelle alleanze che si dovranno mettere in campo durante le prossime elezioni locali. Questa legge apre un baratro tra la Sinistra ed il PD di Renzi.

Non si giustifica  chi fa una legge per cementificare la Regione e poi la chiama legge Taglia/Cemento. 

Buona Lettura CS

Lega ambiente due

Post Sinistra unita

URBANISTICA, SINISTRA IN EMILIA-ROMAGNA: IL QUARTO POLO CHE NON HA PAURA DI DIRE SÌ O NO NEL MERITO DEI TEMI IN DISCUSSIONE

L’area di sinistra in Regione Emilia-Romagna è arrivata a un voto contrario sulla legge urbanistica in Assemblea Legislativa. Di fatto nasce oggi il quarto polo del Consiglio regionale.
Dopo una discussione articolata e franca, nella quale i consiglieri Taruffi e Torri di Sinistra Italiana, Prodi di Articolo Uno – Mdp e Alleva de L’Altra Emilia-Romagna hanno cercato di modificare i due temi principali, introducendo limitazioni al consumo di suolo nel primo periodo di transizione previsto dalla legge, e sul ruolo e la centralità del pubblico nella pianificazione urbanistica.
Il lavoro di questi mesi, in collaborazione con esperti urbanisti e in una continua dialettica con la Giunta, è stato guidato dalla volontà di tenere insieme in una revisione critica l’esperienza e la conoscenza teorica di tutti coloro che hanno costruito la politica urbanistica della nostra Regione.
Ci sono sempre state distanze di valutazione tra noi e la Giunta che ha proposto la legge. Abbiamo lavorato per ridurle ma il nostro tentativo non è andato a buon fine.
Il punto di rottura è stato sulla possibilità di monitorare effettivamente il consumo di suolo, argomento cardine anche del presidio di Legambiente e Italia Nostra.
Comunque siamo stati e continueremo a essere interessati a confrontarci nel merito. Perché non siamo quelli che dicono sempre sì, come non siamo quelli che dicono sempre no. Oggi era giusto arrivare a questo voto contrario. Ripartiamo da qui con l’impegno di monitorare e valutare l’impatto della legge in sede di applicazione.
Igor Taruffi (SI) Yuri Torri (SI) Silvia Prodi (Art. Uno-Mdp) Piergiovanni Alleva (L’AER)

lega ambiente tre

Post la Pressa

La cosa assurda è che, ancora una volta, le parole vengano distorte, piegate, stuprate sull’altare della convenienza politica

La cosa assurda è che la chiamino legge taglia-cemento. La cosa assurda è che, ancora una volta, le parole vengano distorte, piegate, stuprate sull’altare della convenienza politica. La legge urbanistica regionale votata ieri dal Pd in piena solitudine viene definita taglia-cemento, ma in realtà consente di costruire potenzialmente intere città ex novo.
E’ stata benedetta da Legacoop e dal mondo imprenditoriale emiliano proprio per questo (ricordiamo le parole di Monti) e proprio per questo ha ricevuto il no netto di tutta la sinistra di maggioranza e delle forze ambientaliste. ‘Questa legge non garantisce una reale riduzione del consumo di suolo e soprattutto non garantisce la centralità del pubblico nella pianificazione urbanistica’ – hanno detto in coro in consiglieri di sinistra Taruffi, Torri, Prodi e Alleva. E hanno ragione, al di là dello scontro politico.
E’ così: questa legge non taglia nessun pezzo di cemento, ma è a servizio del settore edile piegato dalla crisi che così potrà costruire a più non posso.
Ricordiamo che in base a questa legge le ulteriori espansioni cementificatorie ammesse dai piani vigenti si traducono in 250 chilometri quadrati di nuovi possibili insediamenti residenziali e produttivi, sufficienti a costruire da zero due nuove città come Bologna. Ed è lasciato ai privati proprietari decidere se confermarli o rinunciarvi. Non solo, con il famoso incremento massimo del 3%, alle espansioni urbanistiche che risulterebbero confermate come diritti acquisiti potrebbero essere aggiunti altri 70 chilometri quadrati, che nelle città di Ferrara, Modena, Parma, Ravenna, Reggio Emilia, ad esempio, comporterebbero due chilometri quadrati di ulteriori espansioni, sufficienti per altri ventimila abitanti o diecimila posti di lavoro in ognuna.
Già, questa Bonaccini la chiama legge taglia-cemento. Con la stessa regola con cui il presidente della Regione chiama i tagli sulla sanità regionale, la chiusura dei punti nascita, la riduzione dei posti letto negli ospedali, ‘investimenti in salute’. Funziona così.
E insieme al cemento, dato che ci siamo, tagliamo anche la ragione.
Leo

Lega ambiente quattro

 

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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