L’aria che uccide.

smog uno
Perché l’aria della Pianura Padana è tra le peggiori d’Europa?
La relazione è semplice: più polveri, più malattie. Ogni anno questa realtà si rende evidente, visibile  e percepibile dai polmoni. Secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) oggi l’inquinamento atmosferico provoca 461mila decessi prematuri l ’ anno solo in Europa.

E nella pianura padana?
I fattori orografici e meteorologici contribuiscono in modo significativo alle elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici che fanno della Val Padana una delle zone più inquinante d ’ Europa , nonostante le emissioni siano paragonabili a quelle di altre aree sviluppate questo perché il ‘catino’ padano è circondato dalla catena montuosa alpina che influenza il regime dei venti. Un altro importante fattore è l ’ elevata frequenza di situazioni meteorologiche caratterizzate da stabilità atmosferica. Queste condizioni, tipiche del semestre invernale in caso di alta pressione, hanno origine dal fenomeno meteorologico dell ’ inversione termica. In pratica in atmosfera la temperatura non diminuisce salendo di quota, come ci si aspetterebbe, ma ad un ’ altezza di 800/1000 metri si riscontra una temperatura più alta di quella dello strato inferiore. Si modifica così la circolazione locale dell ’ aria: quella più fredda dei bassi strati, essendo più densa e pi ù pesante, non può sollevarsi verticalmente oltre la quota dell ’ inversione. Si viene a creare quindi un vero e proprio ‘tappo’ che impedisce il ricambio d’aria, intrappolando gli inquinanti in prossimità del suolo, dove la loro concentrazione, giorno dopo giorno, non potrà che aumentare. Da una parte le emissioni del bacino tendono quindi al ristagno, dall’altra gli inquinanti si diffondono e rimescolano all’interno del ‘catino’ e al di sotto della quota di inversione termica.
Innanzitutto è utile distinguere il PM10 primario da quello secondario: il PM10 primario è emesso direttamente in atmosfera e ammonta a circa il 35%; il PM10 secondario si forma in aria per successive reazioni chimiche e ammonta al 65% circa. In cima alla classifica delle sorgenti primarie di PM10 c’è il riscaldamento con un 45%, di cui il 97% da combustione di legna; il trasporto su strada è al secondo posto con il 25% delle colpe (tra cui spiccano il diesel e l’usura di freni, pneumatici e manto stradale); l’agricoltura si attesta al terzo posto con l’6,7%. L’industria non compare tra i primi posti.
Forse anche a Spilamberto abbiamo un problema!!

 

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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