Migranti tra “apocalittici ed integrati”

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Pubblichiamo un post /saggio tratto dalla rubrica “Francamente” di Franco Fondriest della Pressa di Modena. Fondriest è un intellettuale rigoroso e scomodo, ma lucido nelle analisi, è

stato presidente di quartiere, eletto nelle file dei DS ed affronta il problema dei migranti all’indomani delle azioni del ministro Minniti ( Criticato anche dai “buonisti” del suo stesso partito) entrando nei contenuti . Fondriest prova ad uscire dalla tenaglia buonismo ed indignazione per promuovere una diagnosi che merita, se non la condivisione, l’ ascolto. Molti di noi non stanno con Minniti, tutti apprezziamo chi  argomenta le proprie opinioni. Buona Lettura CS

 

migranti setteEcco il post del 27 settembre 2017
(…) E’ possibile affrontare il tema dell’immigrazione in modo pacato? (…). Incominciamo con una domanda: cosa ne pensate se una famiglia fortemente indebitata che vive in un piccolo ed affollato appartamento, con diversi figli quasi tutti disoccupati, si facesse carico di accogliere altre persone in grave situazione di povertà? Santi o irresponsabili? E se poi non ce la facesse e chiedesse aiuto economico, e non solo, agli altri abitanti del condominio che prima si erano dichiarati blandamente disponibili e questi dopo lo rifiutassero?

Ma andiamo per ordine.
L’AFRICA, UN CONTINENTE A FORTE ESPANSIONE DEMOGRAFICAmigranti sei
L’ Africa conta adesso circa un miliardo e duecento milioni di abitanti. Nel 2010, gli africani erano poco più numerosi degli europei, rispettivamente 1 miliardo contro 740 milioni di cittadini. Se le stime dell’ Onu si riveleranno giuste, nel 2100, mentre l’Europa decrescerebbe scendendo a 639 milioni, essi, invece, potrebbero arrivare a superare i 4 miliardi. (..) . E allora, forse, sarebbe necessaria una qualche riflessione sul tema della natalità: forse, in Italia, sarebbe utile pensare a forme di incentivazione molto più robuste di quelle attuate in passato, anche quando governavano partiti che si definivano cristiani e dicevano di mettere al centro la famiglia; qualcuno ha in mente che l’anno scorso abbiamo raggiunto il record di minori nascite dall’unità d’Italia? (…) Altresi, in Africa, si dovrebbero promuovere (…), corpose campagne di educazione alla procreazione responsabile, fornendo anche gli strumenti necessari
Greek Island Of Lesbos Continues To Recieve Migrants Fleeing Their CountriesLA FUGA DALLA POVERTA’: UN FENOMENO INELIMINABILE
Fino a quando ogni villaggio, ogni città, ogni paese viveva chiuso su se stesso, pochi sapevano come si viveva da altre parti, ma ora, nel tempo dell’informazione planetaria ed istantanea, chiunque è in grado di conoscere fatti e stili di vita degli altri cittadini del mondo, ovunque vivano, anche in tempo reale. E allora è naturale che chi vive in luoghi o Paesi dove le condizioni di vita sono difficili, ambisca a trasferirsi in luoghi e Paesi dove sperare di poter assicurare un presente ed un futuro a sé ed alla propria famiglia. (…)

CHI VA E CHI VIENEmigranti tre
Gli italiani, in questo campo, hanno una lunga storia; troviamo nostri emigranti in tantissimi paesi del mondo; direi di più: il fenomeno migratorio nostrano che si era rallentato negli anni del boom, ha ora ripreso quota con numeri di tutto riguardo. E non se ne vanno solo lavapiatti, ma spesso, anzi sempre più spesso i laureati. Da noi, invece, vengono, oltre ai profughi di guerre di cui spesso siamo stati complici, i cosiddetti profughi economici, cioè gente che scappa dal proprio paese per cercare di stare meglio. Riuscirà l’Italia, da sola, ad accoglierli tutti? Mi sembra molto improbabile. (…)

 

migranti dueCOSA POSSIAMO ASSICURARE AGLI IMMIGRATI?
Possiamo continuare ad importare donne, bambini, ragazzi ed adulti ed assicurare loro quel lavoro che i nostri giovani (e non solo) non trovano? E magari riusciremo a garantire anche un tetto, che è il minimo che si possa fare, mentre centinaia di migliaia di italiani attendono una casa popolare? O li lasceremo occupare case, dimenticando che la proprietà privata è garantita dalla costituzione? Qualcuno sa quale è il numero sostenibile per il nostro paese? O andiamo avanti così e poi vedremo cosa succede, aspettando l’Europa? Qualcuno si pone la domanda di che futuro possiamo assicurare loro? Intanto, molti di loro escono velocemente dal sistema di protezione. Prendiamo come esempio Bologna, dove, dal luglio 2014 a oggi, a fronte dei 30.046 arrivati, sono ben 8.716 le persone fuoriuscite dal circuito predisposto dal sistema di accoglienza dello Stato italiano. Dove sono finite? In qualche altro stato a raggiungere parenti? O in qualche casolare abbandonato? E gli altri cosa faranno una volta usciti dai programmi di protezione? Finiranno nelle microdelinquenza (basta guardare i dati), o a mendicare (basta guardare le strade), o a lavorare in nero nei campi del sud o nell’edilizia del nord o troveranno occupazione in quelle cooperative, dette false, ma che nessuno  finora (salvo la CGIL) ha avuto in coraggio di denunciare, tantomeno poi di mettere fuori legge? Oppure offriremo loro lavori malpagati e sfruttati? E quelli a cui non sarà riconosciuto lo status di rifugiato cosa faranno?
Riempiremo città e paesi di un grande numero di irregolari “clandestini”, senza doveri e senza diritti? Qualcuno crede davvero che saranno espulsi? O li manterremo fino alla pensione, seduti su una panchina ad ascoltare musica con gli auricolari? E’ questa l’accoglienza e l’integrazione dei buonisti?

I MINORI NON ACCOMPAGNATI migranti uno
Dai dati (…) sulle  persone scomparse, il numero che più colpisce è proprio quello relativo ai bambini stranieri. È un fenomeno in crescita. I minori stranieri scomparsi sono 27.995, (…) Ci sono quelli che scompaiono; e quelli che restano?
Lo stato si fa carico del loro mantenimento, compreso gli studi; ma fino a quando potremo continuare a mantenere decine di migliaia di minori stranieri (…), quando molte famiglie italiane faticano a mantenere i propri figli negli studi?

migranti cinqueLE PENSIONI
Possiamo continuare a pagare pensioni sociali ad anziani stranieri che ne acquisiscono il diritto con il semplice ricongiungimento, (…) , quando continuiamo a proclamare che i giovani di adesso non avranno mai una pensione decente, pur lavorando e pagando tasse e contributi? E, ricordiamolo, si tratta spesso di persone che non hanno mai pagato un centesimo di tasse o tributi in Italia e che, spesso, non li pagheranno mai perché in Italia non ci hanno vissuto e non ci vivranno. E lasciamo perdere il poco nobile e assai cinico discorso che saranno proprio gli immigrati a pagare le future pensioni. Le nostre pensioni le dovrebbero pagare i nostri figli se la natalità fosse maggiormente incentivata e, soprattutto, se questo paese offrisse loro un lavoro.

L’AFRICA, UNA OCCASIONE PRSA PER L’EUROPAmigranti gamma
L’Africa è l’occasione persa dell’Europa; invece di investire, i paesi occidentali, ma non solo, hanno depredato il continente con la complicità di governi corrotti; così esso non si è sviluppato nonostante le immense ricchezze i cui proventi sono andati a beneficio di pochi africani e di molti occidentali. Un’ Africa sviluppata avrebbe potuto comprare i prodotti delle industrie europee sostenendo la nostra industria in un sistema di scambi commerciali fruttuoso per ambo le parti. Non solo; i paesi occidentali hanno provocato, sostenuto e finanziato guerre ovunque, sfasciando paesi già fragili come la Somalia e la Libia e provocando ondate di profughi.

migranti betaNOI COME LA GERMANIA , LA FRANCIA E L’INGHILTERRA?
La Germania, dopo aver assorbito immigrati funzionali al proprio sistema produttivo, con i soldi della Unione Europea, paga la Turchia per interrompere il “corridoio balcanico”; noi come loro? Non credo, anche se il “corridoio dei mercanti” che attraversa mezza Africa dovrà essere interrotto. E, forse, non faremo nemmeno come la Francia, dove si sono costituite, nel tempo, enormi banlieue stipate di immigrati spesso emarginati. E, forse, non faremo nemmeno come l’Inghilterra che ha tollerato i tribunali islamici sul proprio territorio. Forse allora faremo quello che solo gli italiani sanno fare; accogliere per integrare, come da decenni sta facendo, in modo encomiabile, la scuola italiana. Ma per consentire ciò occorre che i flussi siano, in un qualche modo e nel limite del possibile, regolati. Premesso che nessuna persona ragionevole può pensare che essi possano cessare da un giorno all’altro, è necessario che vadano governati, come l’attuale ministro sta cercando di fare. Una cosa è dissuadere, un’altra è quella di andarli a prendere e traghettarli sulle nostre coste, salvo poi lasciare che siano altri a pensarci. Queste non sono operazioni umanitarie, ma un vero e proprio sostegno all’immigrazione clandestina supportata, lo ricordiamo ancora, da mercanti senza scrupoli. Questo è un fenomeno che va stroncato sul nascere per poi non dover piangere le vittime del Mediterraneo. Cosa ci fanno nei nostri mari ONG francesi, spagnole e tedesche? “Salvano” le persone per poi depositarle in Italia; provino a portarle nei loro paesi, invece di accusare il governo italiano. Chi viene nel nostro paese ed in Europa, lo deve fare nel rispetto delle regole e non buttandosi nella terribile attraversata nel deserto per poi essere lanciati in mare su delle vecchie carrette e “salvati” dai volontari. Ribadisco è con il rispetto delle regole che si può affrontare il problema; il buonismo dei salotti e dei benpensanti con il sedere ben coperto non serve a nulla.

migranti alfaL’ITALIA SALVERA’ L’AFRICA?
E’ utile ricordare che, nell’ambito dei Paesi sviluppati, l’Italia si caratterizza per avere:
uno dei più alti debiti
uno dei più alti tassi di disoccupazione
uno di più alti tassi di corruzione
un sistema giudiziario inefficiente
un sistema burocratico oppressivo
un sistema fiscale asfissiante
Riuscirà questa Italia, da sola, a salvare l’ Africa? O sarà l’Africa a salvare l’Italia? O ci salveremo tutti e due? O affonderemo tutti e tue appassionatamente?
Minniti sta facendo l’unica cosa giusta: prevenire gli sbarchi e lo sta facendo coinvolgendo, in mancanza di un governo nazionale credibile, tutti i responsabili politici libici, sia locali che nazionali.
Tra una destra demagogica ed una sinistra buonista, IO STO CON MINNITI.
Franco Fondriest

 

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