Problemi e prospettive dell’Unione “Terre di Castelli” Qualche suggestione di Giorgio Montanari

SINDACO-CASTELVETRO-GIORGIO-MONTANARI

Prosegue la pubblicazione dei contributi al seminario del 30 ottobre. Buona Lettura CS

Premessa
Vi esprimo le valutazioni di un Pubblico Amministratore che, ormai da quasi trenta anni, si occupa di governo locale, essendo nello stesso tempo un funzionario pubblico.
La prospettiva dalla quale ho avuto modo di “guardare” questo Ente è stata ed è quindi, quella di un politico e di un tecnico che deve cercare di individuare i bisogni di un territorio e nello stesso tempo, definire risposte. Risposte il più possibile adeguate.
Voglio anche sottolineare che ho piena consapevolezza di come le scelte fatte in Unione nel periodo 2009-2014, siano anche e comunque, scelte da me condivise, per il ruolo allora ricoperto, di Sindaco di Castelvetro ed Assessore dell’Unione stessa.
Ne porto le responsabilità, nel bene e nel male. Con la consapevolezza che, quantomeno in ambito culturale, ho significativamente contribuito alla ideazione, consolidamento e valorizzazione di quello che è oggi, con ogni probabilità, l’unico vero elemento identitario delle “Terre di Castelli”: il POESIA FESTIVAL.

Desidero anche premettere che la mia uscita dall’allora maggioranza di governo sia del Comune di Castelvetro sia dell’Unione, (nel 2014 e quindi largamente anticipatoria rispetto al quadro politico attuale), mi ha dato l’opportunità di analizzare il contesto al di fuori di un sistema di ideologie e metodi di lavoro, che oggi considero non più adeguato e non affidabile. Non in grado comunque, tale maggioranza, di continuare a garantire quei livelli di servizio per i quali l’Unione stessa è nata.
La partecipazione e l’impegno che si esprimono in particolare nelle liste civiche consigliari locali, ma anche nei Comitati e Movimenti, possono contribuire ad introdurre elementi di diversità, che, in quanto tali, devono essere presi in considerazione, anche ad evitare quegli elementi di autosufficenza ed autoreferenzialità sempre più presenti e misurabili.

L’Unione: un oggetto del desiderio?

Perché l’Unione non resti, appunto, ciò che noi vorremmo che fosse, conviene ricordare, seppure brevemente, che parlare di Unione significa parlare del processo di riforma dei Comuni.
Sono convinto che questo non significhi in alcun modo rinunciare alla centralità del Comune, ma inquadrarla in politiche sovracomunali, con l’obiettivo principe di continuare a provvedere, in termini qualitativi e quantitativi, all’ erogazione di servizi pubblici.
Per fugare un equivoco molto diffuso: le Unioni non sono un “service” ma un vero, proprio ed a pieno titolo Ente locale, che ha potestà regolamentizia per la propria organizzazione e per le funzioni conferite dai Comuni costituenti.
E’ opportuno anche ricordare che il Legislatore ha indicato quale scopo l’esercizio associato di funzioni e servizi, cioè a quell’insieme fondamentali di compiti ed attività proprie del Comune ed alla produzione di attività e beni rivolti a realizzare i fini sociali e promuovere lo sviluppo delle comunità locali.
Fra queste funzioni fondamentali, per esprimere un giudizio sull’Unione terre di Castelli e provare ad individuare criteri per il miglioramento di quanto fatto finora, prendero’ in esame, fra le funzioni conferite, almeno quelle che mi sono più note :

Organizzazione generale dell’Ente
Organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale con particolare riferimento a scuola e sistema locale dei servizi sociali;
Pianificazione urbanistica di livello sovracomunale
Offerta culturale, marketing e promozione territoriale

EFFICACIA ed EFFICIENZA:due criteri/indicatori con cui “misurare” l’Unione
Si tratta di due fondamentali principi per il buon andamento della Pubblica amministrazione.
L’Efficacia dell’azione riguarda la capacità di raggiungere gli obiettivi che si erano prefissati.
L’Efficienza è data dal rapporto fra gli obiettivi raggiunti e le risorse necessarie per raggiungerli.
Nel valutare l’azione dell’Unione nell’ambito delle funzioni trasferite di cui ho parlato prima, è mia opinione che l’azione dell’Unione si sia dimostrata abbastanza efficace fino al 2009 ( abbia cioè parzialmente risposto ai risultati attesi), mentre nel mandato successivo fino al 2014 tale azione parzialmente efficace si sia attenuata a favore di una ricerca di efficienza, dovuta sicuramente al mutato quadro economico, che però non ha avuto successo.
Ho infine maturato questa convinzione:
Negli ultimi tre anni le azioni di controllo ed intervento correttivo si sono talmente allentate, sono talmente contraddittorie, gli obiettivi strategici sono talmente poco condivisi, che le singole criticità hanno assunto caratteristiche di sistema, mettendo in crisi la governabilità stessa di questa “area vasta”.

Alcune Criticità – Azioni di miglioramento

Riguardo all’Organizzazione generale dell’Unione, mi sento di sottolineare come:
Non sia affatto risolto in modo virtuoso l’assetto territoriale che vede a tutt’oggi non completato in termini univoci, l’integrazione dei Comuni già componenti l’ex Comunità Montana Modena Est. L’ingresso del Comune di Montese (?) potrebbe dare l’opportunità di verificare se il migliore strumento sia quello del sub-ambito montano od altra soluzione. Una particolare attenzione va posta al territorio di Marano sul Panaro. I bisogni specifici di quei Comuni, in termini di servizi erogabili etc. hanno evidentemente caratteristiche ed identità proprie e distintive rispetto agli altri;
La funzione strategica dei Sindaci/Assessori risulti sempre più critica in termini di conoscenze, competenze, tempo disponibile: tutte risorse scarse che necessitano di ulteriori apporti, come quello di un delegato/sostituto stabile (Vicesindaco, Assessore delegato di ogni Comune), applicando quanto già previsto / modificando lo Statuto;
Le Deleghe attuali sugli Assessori risultano non univoche con sovrapposizioni, confini non definiti: vedi ad.es. sicurezza del territorio, e vanno disambiguate;
Verificare e rivalutare le Convenzioni in essere alla luce dei diversissimi orientamenti politici strategici che stanno emergendo e consolidandosi all’interno della Giunta dell’Unione (vedi il significativo caso della Gestione della Polizia Municipale);

L’assetto regolamentizio dell’Unione rispetto a quello dei singoli Comuni e quello di ogni singolo Comune rispetto agli altri.
Questi non sono solo atti amministrativi dovuti per normare un determinato settore, ma rappresentano diritti e certezze per i cittadini. Nel nostro caso sarebbe meglio dire dovrebbero rappresentare: l’esempio dei Regolamenti sulla partecipazione è, in effetti eclatante. Due, diametralmente opposte sono le scelte effettuate da due Comuni dell’Unione. Vignola ha prodotto uno strumento che permette ai propri cittadini di esercitare un diritto che, a parere di chi scrive, mette addirittura in crisi la democrazia rappresentativa, ma che innova profondamente. Castelvetro, con l’attuale Amministrazione ha modificato anche i meccanismi basilari della partecipazione, revocando quando precedentemente previsto, cosicchè, ad.es. i Presidenti delle Assemblee frazionali vengono ora designati dal Sindaco e non più eletti dai Cittadini. Né si realizza più il Bilancio sociale, uno strumento fondamentale che permette alla Comunità locale di valutare se gli obiettivi sono stati raggiunti, con un impianto semplice e di immediata lettura. La revisione dei regolamenti è compito duro ed impegnativo: basta guardarne l’elenco allegato, ma fondamentale. Un gruppo di lavoro ad hoc potrebbe fare molto e bene.

Riguardo alla Pianificazione Urbanistica dell’Unione, mi sento di sottolineare come:

non avere prodotto un Piano Strutturale Comunale (o meglio intercomunale) per l’Unione, è comunque un fallimento di tre consecutive Amministrazioni (2004-2009 / 2009-2014 / 2014- 2017) , con responsabilità condivise di tutti, compreso chi scrive. Resto convinto che gravi siano anche le responsabilità della Provincia di Modena che non ha riconosciuto la potestà urbanistica in capo agli locali riuniti in Unione. Si sono confrontate due visioni profondamente diverse che non sono state portate a sintesi. Occorre ora valutare se lo strumento PSC sia ancora attuale, quali siano i costi/benefici di altre scelte etc.etc

Riguardo ai Servizi alla Persona, mi sento di sottolineare come:
a fronte di un primo periodo di armonizzazione delle offerte comunali e di efficientamento tariffario, gli ultimi anni siano stati caratterizzati da una azione di mantenimento scarsamente innovativo. Credo occorra prendere in considerazione il “ritorno” di alcuni servizi in carico ai singoli Comuni, valorizzando gli uffici preposti: penso come esempio in particolare al percorso delle Assistenti sociali.

Riguardo a Offerta culturale, marketing e promozione territoriale mi sento di sottolineare come:
per quanto considerazione banale per la sua evidenza, gli ultimi tre anni abbiano segnato un arretramento complessivo, che è iniziato subito col tentativo di non realizzare, di fatto il POESIA FESTIVAL, demandandone poi di fatto la realizzazione alla Fondazione CRV.
Le affermazioni iniziali sulla volontà di creare una offerta turistica complessiva non si sono concretizzate in nulla. Un piccolo esempio: l’Ufficio di I.nformazione e A.ccoglienza T.uristica dell’Unione Terre di Castelli di fatto non esiste più da oltre 1 anno, e non è stato sostituito con nulla. Occorre riprendere le esperienze più avanzate (Castelvetro in particolare) per valutarne l’applicabilità ad altri territori.

Conclusioni

E’ abbastanza facile (ma non inutile) considerare che in questa prospettiva di rinnovo, le liste civiche, i Comitati, i Cittadini come e qualmente organizzati possono giocare un ruolo importante, anche in vista di quel rinnovamento che molti auspicano e si aspettano per le elezioni amministrative del 2019.
Le commissioni dell’Unione, ma anche quelle comunali, restano il luogo privilegiato per promuovere iniziative di miglioramento, cosiccome gli strumenti “classici” del Consigliere: interrogazioni, interpellanze, mozioni.

E’ abbastanza evidente che condividere alcune “aree di azione “ed agire in modo coordinato avrebbe un forte significato di presenza e di proposta, e questo è una parte del lavoro che possiamo assumerci.

 

 

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