L’Unione è malata ed obesa, deve dimagrire, deve guarire?

ciccio tre

La situazione dell’Unione è sotto gli occhi di tutti. Il vergognoso aumento della mensa scolastica, il PSC costato oltre un milione di euro e di cui non si sa più nulla, la richiesta di Vignola di uscire dalla Convenzione sulla sicurezza e vigili dell’Unione, il bilancio  faraonico ingessato, sono l’evidenza del fallimento dell’ attuale Unione.

La situazione è ancor più grave perché sono passati quasi tre anni dall’insediamento di questi Consiglieri e Sindaci e, colpevolmente,  ci si è occupati di studi ( costosi), di fusione dei comuni, ma non si è affrontato la malattia grave e politica dell’Unione: Il suo gigantismo onnicomprensivo.

Il seminario del 30 settembre, promossa dai Comitati No Fusione, ha analizzato le 29 Convenzioni che regolano la vita dell’Ente. Le Convenzioni sono gli strumenti giuridici fondativi dell’Unione e, data una media per difetto di 10 Funzioni conferite per ogni Convenzione, arriviamo ad oltre 290 funzioni/competenze conferite. L’Unione si è impigliata ed avvolta nelle sue numerose  funzioni. DI seguito alcune riflessioni, non esaustive, del seminario.

Ci sono Convenzioni che forniscono servizi utili.( Ciò non toglie che anche queste possano essere messe in discussione, così come è accaduto per la convenzione 16 su sicurezza e vigili). Ecco l’elenco delle Convenzioni, per ora e a nostro giudizio, indiscutibilmente Utili:

N. 1 Amministrazione personale relazioni sindacali
N. 2 salute e sicurezza dei luoghi di lavoro
N. 12 Organismo di valutazione Performance
N. 13 Antisismica
N. 17 Centrale unica della committenza
N. 22 Protezione Civile

Ci sono anche delle Convenzioni nate morte, mai diventate operative perché, sono state predisposte presupponendo l’approvazione di leggi o decreti che non c’è stata. Vedi sotto.

N. 14 “Consiglio tributario “

N. 24 “Protocollo d’intesa per l’avvio della procedura di decentramento, nell’ambito del trasferimento delle Competenze del Catasto ai Comuni”.

N. 25 “Sportello unico per le imprese (SUAP)”

N.29 “Riscossione tassa dei rifiuti solidi urbani”.

Queste Convenzioni dovrebbero essere velocemente cancellate. Ogni regolamento o legge, per il solo fatto di esistere, comporta dei costi di gestione ( Vedi P.Ichino). Stimiamo a 10 mila euro per difetto il costo per il mantenimento in vita di una singola Convenzione, si tratterebbe di fare una spending review che porterebbe in questo caso ad un risparmio di gestione di 40 mila euro annui.

Ci sono poi le Convenzioni di coordinamento,  pleonastiche perché lo spirito del nuovo statuto del 2014 è centrato sul principio di collaborazione e coordinamento tra tutti i Comuni dell’Unione. Eccole

N. 18 “Armonizzazione dei regolamenti”
N. 19 “Musei”
N.20 “Biblioteche”
N.21 “Servizi demografici (Coordinamento)”
N. 23 “IAT ( Informazioni turistiche)”
N. 25 “Programmazione delle attività culturali”

La 18 “Armonizzazione dei regolamenti, atti normativi. piani e programmi”, non ha prodotto nulla , sembra più che altro una grida di manzoniana memoria, il concetto di coordinamento ricorre anche nello Statuto come principio fondativo dell’Unione ed all’interno delle specifiche Convenzioni: “Uniformare” è una parola ricorrente in ogni Convenzione!

Rientra nella convenzione sui Musei ( 19) la gestione del Polo Archivistico che potrebbe benissimo rientrare in un accordo multilaterali dei comuni che utilizzano il servizio. La convezione 20 ( Biblioteche) decide prevalentemente quali libri comprare, lo stesso compito può essere svolto tramite la Convenzione 17 ( Centrale unica della committenza). Le due convenzioni servono più che altro a confondere gli operatori.

La Convenzione n 23 “Accoglienza, informazione e promozione turistica ( IAT Informacittà)” gestiva lo IAT che non c’è più, ha generato un sito turistico che francamente rischia di invogliare i turisti a stare lontani dalle nostre lande. Su altro non abbiamo notizie.

La Convenzione n. 25 “Programmazione delle attività culturali” dopo aver ceduto la gestione del Poesia festival alla Fondazione di Vignola, non c’è null’altro da fare. Da segnalare che in passato l’Unione non ha coordinato, oltre il poesia festival, alcunché di signficativo!

Se il problema è coordinare gli eventi e le politiche, non servono delle Convenzioni ( Non sottoscritte peraltro da tutti i comuni) ma una disponibilità alla collaborazione così come da Statuto del 2014, che spesso è solo millantata.

Secondo la nostra stima l’abolizione di queste Convenzioni permetterebbe un risparmio di altre 60 mila euro che sommati agli altri 40 mila risparmiati, fanno centomila euro di risparmi all’anno.

Analizziamo ora le Convenzioni ridondanti. Esistono poiché, un tempo,  più Convenzioni portavano più soldi all’Unione, quindi con un atteggiamento da furbetti del quartiere, le hanno moltiplicate. I fondi non arrivano più,  ma le Convenzioni sono rimaste ad ingarbugliare l’amministrazione.

Le convenzioni che riguardano la scuola sono quattro:
N.3 “Servizi Scolastici Mensa e Trasporto”
N. 5 “Servizi educativi per l’infanzia”
N. 8 “Delle politiche tariffarie nei servizi scolastici e sociali e dell’applicazione dell’ISEE”
N. 9 “Funzioni di ricerca avanzata, sviluppo tecnologico e rapporti con la scuola e l’Università”.

Le prime 3 dovrebbero essere unificate e scremate, tenendo conto di quello che si è fatto, di quello che ha funzionato o non ha funzionato. Andrebbe abolita La Convenzione 9 circa il monopolio dell’Unione delle relazioni con scuole ed università .
Le occasioni per tenere rapporti con l’Università sono rarissime ed indipendentemente da chi fa l’assessore, a “parlare” col Rettore ci va, ci mancherebbe, il Presidente. Per i rapporti con le Scuole non abbiamo mai visto un Sindaco rinunciarvi: sia per le scuole del territorio che, quando si è reso necessario, col Provveditorato. Se fosse rispettata la convenzione 9, i Sindaci non dovrebbero neppure mettere piede a scuola. Figuratevi se un Dirigente Scolastico scrupoloso facesse rispettare la Convenzione 9, mettendo alla porta un Sindaco ! Sarebbe possibile ma paradossale !!!

Sulla scuola dunque, dove ci sono oggi 4 Convenzione, ne dovrebbe rimanere una, con una decimazione delle attuali funzioni conferite e la cancellazione della Convenzione 9.

Le convenzioni che riguardano il welfare sono 3

N. 6 “Servizi sociali e socio sanitari”
N. 7 “Servizi sanità e sicurezza”
n. 27 “Politiche abitative per le fasce deboli della popolazione”.

Le prime due ( La 6 e la 7 ) potrebbero essere benissimo unificate ed ovviamente scremate.

Quella sulle politiche abitative per le fasce deboli, la 27, visto gli esiti, andrebbe almeno rivisitata. A Spilamberto e a Vignola abbiamo storicamente più casi sociali, in rapporto agli altri comuni dell’Unione perché abbiamo più alloggi ERP di qualsiasi altro comune dell’Unione in rapporto alla popolazione (Spilamberto circa 93, Vignola circa 120 ), quindi siamo oggetto anche di immigrazione interna all’Unione, dal momento che il regolamento dell’Unione consente questa mobilità.
Gli altri comuni si sono rifiutati di recuperare la quota ERP in sede di PSC e anche in presenza di legge regionale che impone il 20% di edilizia sociale all’interno dei nuovi comparti, preferendo rimanere su altre opzioni (canoni concordati, affitti con possibilità di riscatto, cohousing ecc), tutto questo, però, avrebbe senso, ragionando all’interno di una Unione in cui la spesa per i servizi sociali fosse ripartita esclusivamente in ragione del numero degli abitanti. Questo non avviene: la spesa sociale è, infatti, ripartita al 50% sul numero di abitanti e, per il restante 50%, sul numero dei casi, penalizzando quindi i due comuni (Spilamberto e Vignola) che ne contano di più. I conti non tornano e non da oggi.

Per informatica e dintorni è unanime la vulgata che le cose non funzionino. Sono interessate ad informatica ed annessi le convenzioni:
10 Servizio informativo statistico ( SIS)
11 Sistemi informativi ed associati ( SIA)
15 Sistema informativo territoriale ( SIT)

Qui si dovrebbe trovare il modo per mantenere il servizio all’Unione ed uniformare le attività digitali, per permettere la comunicazione dei vari sistemi, perché solo così si può fare un salto positivo.
Non aiutano, però, queste Convenzioni con troppe competenze incrociate a dipanare una matassa ingarbugliata ed a rendere efficiente il servizio. Bisognerebbe puntare ad una sola Convenzione molto più chiara, evitando anche i doppioni di funzioni con altri enti come la Provincia ( Esempio la Convenzione 15 sul SIT). Su questi temi è urgente puntare i riflettori e ci torneremo.

La Convenzione 28 “Servizi pubblici locali” è una Convenzione essenzialmente politica che, senza accordi programmatici, probabilmente non può funzionare appieno.

Due proposte per uscire dall’angolo ballano nell’agenda politica:
Conferire ad una Società di Studi ( meglio non a Nomisma) il compito di effettuare un altro studio, finanziato dalla Fondazione di Vignola, per individuare i margini di miglioramento dell’Unione, proposta che non tiene conto che il problema non è tecnico ma politico. Bisogna che i decisori politici si assumano le loro responsabilità. Debbono decidere in fretta, nel giro di pochi mesi!
La seconda proposta sarebbe quella di indire gli Stati Generali dell’Unione, anche qui serve una base di conoscenze ed una procedure organizzativa che richiede tempo.
L’approvazione del bilancio incombe e senza alcune decisioni politiche, si rischia il fallimento! Non c’è tempo per attendere uno studio o per promuovere gli stati generali!!

Un’altra proposta, più ecologica, è possibile. In applicazione del regolamento del Consiglio dell’Unione, creare subito una commissione tecnico/politica che faccia il lavoro istruttorio per permettere al Consiglio di svolgere una funzione Costituente, volta a rigenerare una nuova Unione, condivisa da tutte le forze politiche, sociali ed i cittadini.

La nostra proposta è quella di istituire tale commissione tecnico/politica, come previsto dal Regolamento del consiglio Unionale ( Vedi sotto), di 9 membri. 5 consiglieri ( 2 per il PD, 2 per i Civici ed una per l’opposizione) a cui aggiungere il segretario comunale, il ragioniere capo e due dirigenti di realtà che operano con l’Unione ( Scuole, Asl ed ASP od altro servizio) con il compito di armonizzare le Convenzioni allo Statuto, analizzandole una ad una, per proporre con motivazione argomentate al Consiglio Unionale di ridurle, dimagrendo anche le funzioni inutili attualmenteconferite, quelle doppie o riproposte in più parti, per provare a rendere così più snella ed ecologica, quindi meno costosa, l’Unione.

ciccio quattro

 

Di seguito l’articolo del Regolamento Consiglio dell’Unione.

 

 

Art. 53 – Commissioni di studio

1. Il Consiglio dell’Unione può costituire Commissioni temporanee con l’incarico di studiare piani e programmi di particolare rilevanza per la comunità locale, compresi fra le competenze allo stesso attribuite dalle leggi e dallo statuto. Delle Commissioni di studio fanno parte i rappresentanti di tutti i Gruppi, il Direttore generale, i dipendenti dell’Unione e/o esperti esterni di comprovata competenza nelle materie da trattare. Il Consiglio stabilisce i tempi di lavoro entro i quali la Commissione deve terminare i lavori.
2. Il Presidente e il Vice Presidente della Commissione è eletto dalla stessa nel proprio seno, con votazione palese, a maggioranza dei voti dei componenti. 3. Il Presidente riferisce periodicamente al Consiglio sull’avanzamento. 

Notazioni in arrivo altri due post su “Governance  e forma giuridica dell’Unione.”

 

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