L’Inutile Scuola- Il sindaco ha letto male il documento dell’Unione: l’incremento di alunni non c’è!

piccone-

Il Sindaco deve avere letto troppo in fretta il documento dell’Unione, da cui discende la proposta di costruire l’Inutile Scuola. Il progetto dell’amministrazione nasce dalla “Relazione sul fabbisogno di edilizia scolastica comune di Spilamberto periodo 2016/2030”, a cura della struttura Welfare Locale dell’Unione Terre di Castelli, dove si parla di IPOTETICO picco di alunni per il 2024/25, picco risolvibile collocando appena uno (1) studente in più in ogni classe!!

Leggi estrapolazione del documento:

…”Come si evince dalle tabelle, l’andamento della popolazione scolastica presenta un ipotetico picco nell’Anno Scolastico 2024/25, con una previsione di iscritti di 390 alunni (+ 22,25% rispetto all’Anno Scolastico 2015/16) poi ci si assesta su numeri più bassi (Media 356,7 alunni per anno). Con questi dati la scuola secondaria di Primo grado può essere organizzata su 15 classi (cinque corsi completi) con una media di 25 alunni per classe. L’eventuale conferma del picco a 390 alunni è gestibile con l’inserimento temporaneo di un alunno per classe. “(Pag. 19)…

Ma il sindaco,  partendo dall’ ipotetico picco (per lui non ipotetico?) decide di fare una nuova scuola.

Piccone antico

I dati reali di Spilamberto dicono che i residenti nati nel 2016 sono 127, quelli nati nel 2015 sono 124 e nel 2014 i nati residenti sono 123 Il picco è dunque non solo ipotetico ma soprattutto eccezionale.

Ammessa l’incidenza del picco (che ricordiamo è presuntivo), il Sindaco confonde tre aule (spazi fisici) in più che giustificherebbero il suo disegno/progetto, con tre classi (aggregato di alunni). Questo per dire che non sarà solo  la soluzione  delineata nello studio di Terre di Castelli ( “Un alunno in più dopo il 25 esimo”) ad impedire la creazione di nuove classi , ma anche le norme dello Stato non consentono la formazione di ulteriori classi iniziali oltre le attuali cinque.

iL DPR 81/2009 sulla formazione delle classi recita:
Art. 11. 1. Le classi prime delle scuole secondarie di I grado (…) sono costituite,
di norma (…) da non più di 27 alunni, elevabili fino a 28 (…)

La legge, dunque, dice che si può arrivare con gli scostamenti (vedi art.4) a costituire classi anche con 29/30 alunni.
Per fare l’inutile scuola media, non serve un “picco presunto” ma un “piccone” reale per arrivare dagli attuali 25 alunni di media ai 29/30 alunni, di MEDIA (che significa in ogni classe).

C’è il calo demografico e la contrazione delle iscrizioni. Contrazione evidente nei tre anni dell’infanzia ed in prima elementare sia nell’Unione Terre di Castelli  che a livello nazionale.

ALTRO ELEMENTO IMPRESCINDIBILE:

E’ ripresa la discussione, già avviata da Luigi Berlinguer con la legge 30 del 10/02/2000 (poi cancellata dalla ministra Moratti nel 2003), e riproposta dal Ministro Fedeli per ridurre di un anno la scuola media.
Noi siamo contrari, ma attenzione che la riduzione di un anno la vuole l’Europa (insieme ad altre piacevolezze che abbiamo dovuto ingoiare). Il Governo si prepara ad eseguire! Se così sarà, a Spilamberto ci sarà una sovrabbondanza di aule nell’attuale sede!

Anche soltanto quest’ultima considerazione, cioè la prospettiva di tagliare di un anno la scuola media suggerirebbe al sindaco cautela.

E comunque, se occorressero alcuni nuovi spazi, rimarrebbe sempre la soluzione di utilizzare anche solo una parte della ex sede dell’ASL, magari anche demolendo solo la parte confinante con l’attuale plesso scolastico (quella che una volta aveva l’ingresso principale con lo scalone) e ricostruendo in modo antisismico alcuni spazi necessari per la scuola.

Prima di buttare nel pattume i (già deliberati) 210.000 euro della nostra Comunità per la progettazione, poiché lo scenario è mutato rispetto al momento della votazione in Consiglio, chiediamo una pausa di riflessione per permettere almeno di riverificare la situazione!

piccone 4

Non si scherza coi soldi dei cittadini. Quel denaro potrebbe essere usato per assumere vigili o per garantire la manutenzione del paese e certamente per cause più utili che la progettazione di un “monumento”:
– che consuma suolo verde sportivo
– che divide l’Istituto Comprensivo
– che indebita la comunità
– che complica la didattica e l’organizzazione della Scuola
– che riduce gli spazi a disposizione del Centro Sportivo
– che impoverisce il Centro Storico
– che complica la vita ai genitori di figli su più ordini di scuola
– che riporta di trent’anni indietro la progettazione unitaria dei servizi scolastici del paese.

Ce n’è abbastanza per fermare il progetto?

 

 

picone tre

 

 

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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