Nuova scuola media, percorso partecipato (molto) “dubbio”!!

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no aule due

La lettura del percorso di partecipazione dedicato alle nuove scuole medie promosso dal sindaco Costantini ci ha lasciato  increduli.

Leggi documento: percorso partecipazione uno

Uno.
Se un ricco generoso ci offrisse di finanziare la ristrutturazione del condominio abitato da noi e molti altri, legittimamente si potrebbe iniziare dicendo che vogliamo una vasca Jacuzzi per ogni appartamento, che bisogna rifare il cappotto alla casa, allargare le finestre, mettere un Caravaggio alla parete di ogni tinello e …vorremmo anche le maniglie d’argento. Leggendo il documento elaborato dal Sindaco abbiamo avuto un poco questa impressione, che si sia fatto un invito generico a proporre, senza stabilire, come correttamente bisognerebbe fare, quali sono i criteri di priorità delle scelte. Le proposte sono circa ottanta  (si va dalla creazione di un ricovero per animali, al laboratorio di cucina, ad un’aula magna polifunzionale ).
Ma perché compiere un’azione di questo genere quando l’esito scontato sarà la delusione di non vedere realizzata la stragrande maggioranza delle proposte ?

Due
Raccogliere tutti i desiderata, anche quelli più improbabili però serve, qui ed ora, per poter dire che c’è il consenso da parte di genitori, insegnanti ed addirittura bambini. Tutti i partecipanti al sondaggio, infatti, sono stati arruolati dal Sindaco tra i sostenitori dell’inutile nuova scuola. Questi, dando indicazioni su come progettare la scuola, riconoscono indirettamente la necessità di costruirla. Questo metodo per estorcere il consenso si chiama truismo e viene usato per le induzioni ipnotiche. Funziona, soltanto però finché uno non se ne accorge. Di solito, quando le persone se ne accorgono, si sentono manipolate e si arrabbiano.

no aule

Tre.
L’elenco delle cose da fare, nel documento elaborato dal nuovo sociologo della partecipazione , è assai disomogeneo. Un esempio: “le aule sono degli insegnanti e si spostano gli studenti”. Questo non è nella disponibilità del sindaco, almeno che non decida di fare anche il Dirigente Scolastico. Ve li vedete 1300 alunni che cambiano aula ogni ora? Nessun Preside, visto anche le normative di sicurezza, rischierebbe di aumentare la confusione e far perdere tempo prezioso per le lezioni ai ragazzi .

Quattro.
Questa storia della “scuola senza aule “ era in voga negli anni settanta, ma quelle scuole sono state riconvertite e si è tornate alle aule. Vedi il travaglio delle nostre Don Bondi (pur essendo una scuola dell’Infanzia!). La teoria/suggestione della scuola “senz’aule” riguarda comunque le scuole dell’infanzia , e già nelle scuole elementari, per non parlare delle medie e superiori, siamo di fronte alla necessità di promuovere insegnamenti strutturati: ci vuole un insegnante che spiega, propone esercitazioni ed altre attività e degli studenti che ascoltano e fanno. Le aule, come luogo deputato all’apprendimento formale, sono indispensabili. In una scuola senz’aule bisogna mettere nel conto che in breve tempo gli insegnanti chiedano il trasferimento. Avremo così una scuola senza aule ma anche senza insegnanti certi.

Cinque
“Innovatori didattici”: ancora!? Gli sperimentalismi didattici degli anni settanta hanno provocato danni. Un esempio tra i tanti. I giovani docenti pretendevano di insegnare la letto-scrittura col metodo globale come in Francia ed in Inghilterra ( Dove la corrispondenza tra segno e suono è lasca) e non con il tradizionale fonematico, adatto alla lingua italiana e basato sulla corrispondenza segno /suono. Le vecchie maestre si ribellavano, ma i giovani insegnanti le accusavano di “ non essere innovative” . Il numero dei disturbi  aumentò a dismisura e quindi si ritornò al fonematico ( la ricerca scientifica ne dimostrò la bontà). Chi risarcirà quelle persone che sono entrate nel disagio di una sorta di dislessia  indotta? Nell’innovazione serve cautela, e l’utilizzo del principio di precauzione. Gli invasati dell’innovazione didattica sono pericolosi per i danni che creano ad alunni inermi. Umberto si autoproclamò “guida” e “custode” di Spilamberto, ora si è improvvisato “sociologo della partecipazione “, e si sta candidando a fare anche il “Pedagogista” o l’ “innovatore didattico” . Faccia il suo mestiere e non si improvvisi.

Sei
Non ci è mai piaciuto chi strumentalizza gli studenti a fini politici. Non ci piacque neppure la Cgil quando portò in piazza gli alunni contro la Gelmini. La scuola è di tutti, non di una parte, deve essere terza e non farsi usare dalla politica. Strumentalizzare i bambini, come leggiamo, in apposite assemblee dentro la scuola per ottenere consenso politico al  progetto della scuolona, ci ha disgustato. Le commistioni tra politica ed istituzioni ricordano periodi tristi.

no aule quattro

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Spilamberto,Cittadinanza Attiva
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