Spilamberto: dopo tanta pena si inaugurerà Piazzale Rangoni . Un grazie al sindaco Lamandini.

piazzale uno

Leggiamo dal giornalino di propaganda del Comune di Spilamberto, datato 1^ aprile 2017, che l’area antistante la rocca Rangoni verrà inaugurata durante la fiera di San Giovanni. Sembra proprio che sia la volta buona.

Vederla quasi completata apre il cuore, perché è davvero molto bella e riconsegna al paese, dopo oltre 70 anni, la vera piazza di Spilamberto, che il Marchese aveva parzialmente chiuso dopo la guerra, e che il sindaco Orlandi aveva trasformato, ob torto collo, in un piccolo giardinetto.
Ci sembra anche molto bella la sistemazione di via Savani, senza più quell’orribile muro ma con una recinzione “trasparente”, il percorso ciclabile, il marciapiede e i nuovi parcheggi. Una bella riqualificazione urbana.
Occorre però sottolineare che il colpevole ritardo (poteva infatti essere già completato nel 2015) deriva dai capricci del sindaco Costantini, intenzionato a inserire nel progetto dei cosiddetti “giuochi d’acqua”, stravolgendo l’elaborato che aveva ottenuto il finanziamento regionale e che, infatti, la Soprintendenza ai beni culturali ha prontamente cassato.

piazzale due
Fu la giunta Lamandini (anche se non aveva un Assessore deputato a reperire fondi europei) che partecipò al bando regionale, lo vinse ed ebbe la gratificazione di veder premiato il progetto con un finanziamento di circa 475.000 €. (cfr, comunicato stampa del Comune del 4.11.2013).
Ovviamente un ringraziamento particolare va alla giovane architetto modenese Federica Gozzi che vinse la gara con il suo progetto. E all’instancabile lavoro dell’architetto Mordini, allora dirigente del Comune.
Per quel che sappiamo l’architetto Gozzi è stata affiancata in questi anni anche da altri due giovani architetti: Laura Balboni e Paolo Corradini, i quali hanno anche pubblicato un nuovo libro sulla Rocca che consigliamo di acquistare e leggere.

piazzale 3

 

Cfr. un estratto della determina in albo pretorio:
Dato atto che nel mese di marzo scorso l’arch. Laura Balboni e Paolo Corradini hanno ultimato la stesura del volume “Rocca Rangoni a Spilamberto. Storia e destino di una fortezza” che raccoglie gli esiti delle ricerche di dottorato dei due autori incentrate sul corpo denominato “fabbrica” del complesso monumentale della Rocca Rangoni;
Ricordato che suddetti studi hanno ripreso il percorso avviato con la campagna di indagine che il Comune di Spilamberto, dopo aver acquisito nel 2005 il complesso appartenuto per secoli alla famiglia Rangoni, ha affidato nel 2006 al Dipartimento di Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano;
Evidenziato, inoltre, che nuovi apporti documentari – in particolare i documenti consultati presso l’archivio privato Rangoni, inaccessibile fino al 2009 – e nuove osservazioni in sito, hanno consentito di proseguire e approfondire le precedenti indagini, avanzando nuove risposte e interpretazioni ai quesiti che erano rimasti aperti, e che sono presentate nei diversi capitoli del libro. Ulteriori contributi sono emersi dallo studio di altri complessi architettonici cronologicamente e geograficamente vicini, o legati ai membri e ai diversi rami della famiglia Rangoni;
Considerato, pertanto, che il volume offre uno stato dell’arte e un approfondimento sull’importanza testimoniale, culturale, economica del complesso monumentale della Rocca Rangoni, inquadrando la vicenda nel racconto della storia di questo territorio, con lo scopo di raccogliere un patrimonio di conoscenze per indirizzare un processo finalizzato alla tutela, al riuso e al reinserimento nella vita della comunità della fabbrica;

Ha poi suscitato notevoli polemiche la decisione del Sindaco Costantini di ricorrere al massimo ribasso, in antitesi con tutte le dichiarazioni contrarie del PD e della Regione. Si lascia poi intendere, sempre nel suddetto giornalino, che il finanziamento farebbe parte dell’indefesso lavoro dell’assessore vignolese Alessia Pesci e non di un risultato della precedente amministrazione Lamandini. Mah!!
Costantini sarebbe un gentiluomo se  ammettesse che il progetto non è suo e che, anzi, lui ha una sola responsabilità: l’ha fatto ritardare!
Dubitiamo che lo farà, nell’attesa godiamoci finalmente la vera piazza di Spilamberto restituita agli Spilambertesi dopo 70 anni. Grazie Lamandini!

Per avere un quadro completo

vedi vedi due  vedi tre vedi quattro  vedi cinque

 

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