Castelnuovo finite le elezioni, serve riflettere molto

 

Elezioni-Comunali

Il laboratorio elettorale Castelnuovo è concluso. Manda segnali che meritano attenzione. Valutiamoli.

Massimo Paradisi è il nuovo sindaco di Castelnuovo col  53 per cento dei voti, meno di quelli presi da Bruzzi e rappresenta il 22% reale dei suoi concittadini,  poiché ha votato solo il 40% degli aventi diritto . Occorre dire che a differenza di certi giovinetti della sua parte politica,  dal cinico cipiglio e dal sorriso grondante  benevolenza, si percepisce che Paradisi è una persona onesta e sincera. Quindi volentieri gli facciamo gli auguri di un buon lavoro e siamo convinti che il suo stile potrà fare la differenza.
Quando i cittadini con i redditi più alti d’Italia votano solo per il 40%, vuol dire che c’è un problema. Chi sono coloro che si astengono? Perché una così plateale distanza dalla cosa pubblica? Servirebbe una commissione di studio consigliare urgente per provare a capire cosa diamine è successo. Il calo elettorale è tra i più pesanti del circondario, quindi specifico. Siamo, anche qui, di fronte ad un evento negativo da non sottovalutare.

Voto
La Lega Nord ha sperimentato che, da sola,  ottiene il 17%. Ha fatto la prova generale per le prossime elezioni nazionali. D’altronde anche a Vignola e a Zocca la Lega ha avuto risultati analoghi. Il laboratorio rappresentato dall’Unione Terre di  Castelli dice che  la Lega è radicata e che la domanda di sicurezza è cosa che tocca molto i cittadini.
Claudia Bellucci ( Sinistra ) col suo 15 % ha dimostrato che la sinistra unita ha uno spazio più che interessante,  a Castelnuovo ma anche nel Paese, confermando la riuscita di un tentativo non scontato.

Si è dimostrato altresì che i 5 stelle non votano che per se stessi.
Osservazioni
A Nostro parere dovrebbe esserci un patto di cittadinanza attiva per rimotivare tutti insieme ( Maggioranza ed opposizione) i cittadini a favore della partecipazione alla vita civica di Castelnuovo e Montale. Questa di Castelnuovo è una piccola catastrofe democratica. Fare, infatti, il sindaco con 22% di rappresentanza reale significa essere  deboli ed intrappolati nel proprio programma elettorale. Noi che siamo degli antifusionisti convinti, crediamo però che il combinato disposto della debolezza rappresentativa del sindaco ( Comunque non favorevole alla discussione sulla fusione) con l’impegno delle liste dell’opposizione tutte contrarissime, abbia archiviato per sempre ogni ipotesi di fusione.

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