UTC:tra un PSC mancato ed un PUG in arrivo carico di cemento…

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Pubblichiamo l’introduzione di Marchi Dimer al convegno “Pane e Cemento” tenuto a Castelnuovo: Il contributo può essere utile per capire lo stato d’abbandono progettuale in cui versano i nostri enti locali. Buona lettura CS

Il PSC intercomunale:
introduzione all’iniziativa del 5 giugno 2017, C.Rangone, Sala delle Mura

Un grazie a Claudia e ai relatori: Ezio Righi (Italia Nostra Modena), Enrico Guaitoli Panini (Legambiente Emilia-Romagna), Andrea De Pietri (Sinistra Italiana Modena) che insieme alle Associazioni che rappresentano, ad esponenti del mondo accademico e ai consiglieri regionali dell’Altra Emilia, del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Italiana hanno acceso i riflettori su un progetto di Legge che ripropone parametri e letture del contesto socioambientale di tipo espansivo, subalterno agli interessi speculativi; sostanzialmente quelli che con la crisi hanno dimostrato tutta la loro incapacità ad affrontare i problemi non solo di un futuro lontano, ma di quello prossimo. L’ambiente sta presentando i suoi conti sul piano del dissesto idrogeologico, di una cementificazione abnorme e di variazioni climatiche consistenti. Di questo chi mi seguirà saprà dare un quadro più esauriente e competente.
Noi non siamo, come qualcuno vorrebbe far credere contro le imprese edili e gli operatori del settore, siamo contro un uso deplorevole del territorio che toglie futuro alle nuove generazioni e affida al mercato la soluzioni di problemi che il mercato non intende affrontare, come l’edilizia popolare e la qualità degli spazi di vita, se non per pochi.

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Noi siamo assai più pragmatici di quello che si vuole far credere, semplicemente usiamo standard, parametri e paradigmi diversi che richiedono un intervento degli Enti Locali per conciliare interessi diversi ponendo al primo posto un uso non speculativo e prudente del suolo, la salute pubblica, la mobilità sostenibile, il risparmio energetico.

L’iniziativa di stasera vuole verificare cosa comporterebbe l’applicazione della nuova legge urbanistica proposta dalla giunta regionale in un territorio dove stiamo ancora discutendo, da oltre dieci anni del PSC (Piano Strutturale Comunale).
Il mio compito introduttivo è di ripercorrere in breve le tappe di quel percorso.

L’architetto Righi approfondirà nel merito la proposta di legge regionale sul versante urbanistico e sulle sue ricadute pratiche con alcune esemplificazioni; l’architetto Guaitoli Panini ne esaminerà gli aspetti più propriamente ambientali, infine l’ingegner De Pietri analizzerà alcune implicazioni amministrative e urbanistiche a livello dei nostri Comuni, con alcune indicazioni politiche sul che fare.
L’avvio del PSC intercomunale per il quale il sindaco uscente Carlo Bruzzi si è detto dispiaciuto per non essere riuscito a portarlo ad approvazione, risale ormai a più di dieci anni fa quando, nel 2005, con delibera della Giunta dell’Unione n. 50 del 14 settembre 2005. le Amministrazioni di Castelnuovo R., Castelvetro, Savignano s.P., Spilamberto e Vignola decisero di dotarsi di un nuovo strumento di pianificazione territoriale, il così detto, Piano Strutturale Comunale (PSC).

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Un intento condiviso e condivisibile dovendo cercare di conciliare problematiche comuni come quelle rappresentate dalle infrastrutture, dalle zone industriali e da interventi decisamente “invasivi” per l’estensione e le implicazioni sulla viabilità e sull’economia locale, quali erano quelli, per citarne due, della SIPE e dell’ITALCEMENTI.

Nel 2006 parte quindi il percorso di redazione dei documenti di piano (delibera della Giunta dell’Unione n.59 del 26 luglio 2006, poi ratificata con delibera del Consiglio dell’Unione n. 31 del 6 settembre 2006). L’elaborazione degli apparati tecnici venne affidata ad un raggruppamento temporaneo d’ imprese guidato da CAIRE (vedi), con Ingegneri Urbanistica scarl, Nomisma ed Ecuba srl. Dopo due anni di lavoro i materiali di piano erano pronti, ma la vicinanza alle elezioni con 4 sindaci su 5 destinati a cambiare, la crisi edilizia che mostrava tutte le crepe della pianificazione precedente e di quella in via di elaborazione, sconsigliarono di procedere.:

Dunque non se ne fece nulla: tutto rinviato ai nuovi amministratori. I quali compresero che occorreva muoversi con più cautela anche perché, intanto, un’amministrazione, quella di Savignano sul Panaro, non era più omogenea alla maggioranza PD e proprio sulle tematiche ambientali aveva costruito magna pars della sua vittoria elettorale tanto da dare nuova linfa al coordinamento delle Liste civiche che si era andato costituendo nel frattempo.
Si arriva così, fra il 2012 e il 2103 ad un percorso di “ascolto strategico e partecipazione” che coinvolge dapprima i così detti “attori locali”, poi la cittadinanza.
Questa viene coinvolta in 5 incontri, tutti compresi fra il 21 gennaio e il 4 febbraio; ora capirete che dopo quasi 8 anni dall’inizio del tutto e 4 dall’inizio legislatura la cosa sembrò tirata.

 

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Tuttavia emersero le tante contraddizioni che non si erano volute affrontare:
 dai dati demografici ormai obsoleti e spalmati su un quinquennio lasciando così in ombra che il trend stava volgendo al segno negativo:
 – all”indifferenza verso l’invenduto;
 la sostanziale indifferenza verso le aree degradate e verso il problema dell’inquinamento atmosferico
 l’indifferenza verso il fatto che quando si sosteneva che il consumo zero era una posizione “integralista” si trascurava volutamente che c’era ancora tanto da costruire con gli strumenti urbanistici vigenti. La crisi aveva fermato il tutto, ma gli indici restavano.
Per questo gli incontri non furono una passeggiata e il coordinamento delle Liste civiche, autonomamente o in collaborazione con SEL fecero emergere le tante contraddizioni e le loro richieste.
Oggi siamo ancora qui… e non è una questione scolastica chiedersi cosa accadrà con il PUG perché se prima avevamo l’urbanistica contrattata ora potremmo avere quella privatizzata, come spiega bene l’architetto Carapellese che essendo all’estero non ha potuto essere con noi , ma ci ha inviato un importante contributo che potrete trovare sui tavoli, insieme ad altri materiali. ( Vedi )

Dimer Marchi, Sinistra Italiana Terre di Castelli.

 

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