Appunti sulle elezioni comunali di Vignola.

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Torniamo alle elezioni comunali di Vignola e proviamo ad imbastire una lettura degli avvenimenti.

Simone Pelloni  rappresenta tre liste: Lega Nord, Forza Italia e la lista civica Vignola per tutti. Mauro Smeraldi , si presenta con una lista civica unica.    Paola Covili con due liste una del PD e l’altra di supporto al candidato sindaco. Fabio Rocchi dei Cinque Stelle con una sola lista di partito/movimento. Si sono aggiunte altre due liste civiche,   quella di Rubbiani Francesco e quella di Morselli Paolo .

Sono 9 (Nove)  liste in azione, di cui cinque di partito. Oltre le liste civiche  locali la presenza di simboli di partito potrebbe scatenare reazioni e voti a dispetto che rendono impossibile ogni previsione.

Pelloni Simone  ha dalla sua 650 firme per la presentazione della lista e di fatto supporta le 3000 firme No Coop che produrranno di certo  un ritorno. Ha  un programma fortemente locale, ma  peserà la  sua appartenenza leghista che sarà rimarcata dagli altri candidati. Sarà demonizzato, anche con accuse fuori contesto, ma  avrà buon gioco nel   sostenere che si vota a Vignola, periferia dell’impero e non a Bruxelles e  li accuserà di  metterla in politica nazionale per nascondere il loro vuoto progettuale. Demonizzandolo   lo rafforzeranno. Conta, infine,  su un patrimonio di 2527 Voti europei.

Mauro Smeraldi e la sua lista possono contare su una forma di civismo bipartisan,   a destra come a sinistra  e sulla simpatia della sinistra diffusa. Smeraldi ha portato infatti a Vignola Maurizio Landini segretario della Fiom CGIL,  Don Gallo,  Memi Campana  ed altre personalità del pensiero divergente. Quei cittadini di sinistra che non vorranno votare il PD di Renzi  potranno rivolgersi a Smeraldi, e contemporaneamente  mandare un messaggio a Renzi: Job Act e Buona scuola e tanto altro a quelli di sinistra  non piacciono.

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I Cinque Stelle vantano un elettorato fedele e colto . Sono in condizione per cui gli basta  dichiarare che “esistono” per aspirare  al ballottaggio. Vantano un patrimonio ( Voto europeo) di 2337 voti. La loro distanza dalla politica tradizionale li rende, a prescindere, votabili. Lo scandalo Etruria pure.

IL PD aveva alle europee 6882 voti, la maggioranza assoluta, quindi può anch’esso sperare di andare al ballottaggio od addirittura di  vincere al primo turno, vista anche l’operazione intelligente  della doppia lista per cercare di raccogliere i voti dei PD delusi ed antirenziani .  Hanno reso pubblico per primi il loro programma, corposo,  ma scritto un po’ in politichese.

Morselli Paolo e Rubbiani Francesco  rosicchieranno  voti agli schieramenti maggiori   e, a seconda di dove rosicchieranno,  faranno ai rosicchiati dolorosi danni. Regna l’incerto. Ai posteri….

 

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