Spilamberto,da mostra mercato dell’usato e dell’antico a mercatino rionale

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Così scriveva il giovane sindaco di Spilamberto in uno dei suoi tre programmi elettorali:: “Inserirsi nelle iniziative EXPO’ 2015.rinnovare fiera San Giovanni, mercati e mercatini. San Vito, Piazza Sassatelli, Caduti Libertà, Leopardi nuovi poli commerciali”.

Sul sito del Comune troviamo ancora scritto (per una evidente dimenticanza pensiamo) la presentazione vera fino a pochi anni fa:

“La terza domenica di ogni mese si tiene nelle vie del Centro Storico la mostra-mercato dell’antico e dell’usato (con pausa estiva in giugno, luglio ed agosto) Si possono trovare oggetti di antiquariato e cose usate quali mobili, monete, oggetti da collezione e modellismo, pizzi e ricami, oggettistica varia. In questa occasione il centro storico di Spilamberto è invaso da circa 200 espositori (ma dove ???), un numero altissimo che lo rende uno dei più importanti appuntamenti del suo genere in regione (???).

Ormai invece i commenti sono univoci:

il glorioso mercatino della terza domenica di ogni mese è diventato oggi un “povero mercatino”!!!

Un mercatino nato oltre vent’anni fa, punto di riferimento per tutta la provincia di Modena e parte di Bologna, uno dei più importanti della regione e copiato da molti comuni.

Un mercatino che era arrivato ad occupare tutte le vie del centro storico (via Paradosso e viale Rimembranze; corso Umberto e piazza Caduti; via Vischi; via S. Giovanni e Sant’Adriano; piazza Roma; via Obici e piazzale Rangoni;), a proseguire per tutta via Roncati e a debordare nel viale delle scuole, oggi è ridotto ad una tristezza!!!

Via S. Giovanni praticamente vuota; viale delle scuole abbandonato; via Roncati poca roba; via Paradosso semi vuoto.

Resta ancora qualcosa, sempre più desolato, in piazza Caduti, corso Umberto e via Sant’Adriano.

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E il sindaco cosa dice? Nulla.

Per lui, che ha anche la delega al commercio e al turismo, sia di Spilamberto che dell’Unione, il tramonto del mercatino della domenica che portava a Spilamberto centinaia di espositori e di visitatori, non significa nulla.

Una volta tutti i negozi del centro tenevano aperti la terza domenica del mese, proprio perché era una data importante, un’occasione importante.

Quindi al sindaco non basta avere chiuso lo IAT dell’Unione presso il Museo del Balsamico; non gli basta assistere inerme allo svuotamento del centro; non gli basta non aver fatto nulla per promuovere Spilamberto e l’Unione per l’EXPO; no adesso assiste anche inerme alla scomparsa di uno dei mercatini più importante della Regione (parole non nostre ma del Comune.)

Piazza Leopardi è un deserto. La Fiera di San Giovanni  si è ristretta ed è diventata una sagra, Sull’expo stendiamo un velo pietoso. Sul rinnovamento di “Mercati e mercatini” dobbiamo riconoscerlo, sì, si stanno trasformando: si riducono sempre più in mercatini rionali. Che dire? Costantini: “Grandi programmi per  minuscole  realizzazioni”!

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