Lo studio sulla fusione dei comuni ha fatto FLOP! I Colpi di coda NO! Che fare?

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Editoriale. La pubblicazione conclusiva dello studio di Nomisma, da troppi ritenuto confuso ed incomprensibile, circa la fusione di tutti i comuni dell’Unione Terre di Castelli e di Montese, impone un’urgente valutazione politica.

La presenza di comitati di cittadini NO Fusione ha condizionato ed impedito che le cose venissero fatte di nascosto. I comitati hanno contribuito a rendere trasparente  il cammino dei fusionisti, mettendoli per ora in una situazione di stallo.

Dopo due anni dall’avvio  della studio c’è, infatti,  una nebbia assoluta non solo sulla fusione, ma  purtroppo anche sul dibattito riguardante la  Riforma/Miglioramento dell’ Unione .

Questa vicenda rappresenta  un clamoroso fallimento della politica delle “fusioni” dell’establishment politico locale, insidiato dal civismo, dal grillismo, dal leghismo ed anche dalla rinata sinistra.

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E’ politicismo, per noi, scrivere sui propri programmi una cosa ( Migliorare l’Unione), dire che si farà quella cosa, e poi affidare a Nomisma il compito di  studiare la fattibilità della fusione di nove comuni in un unico. Dietro a questo comportamento si nasconde autoreferenzialità, arroganza e l’errata convinzione dell’establishment politico che ai cittadini si possa raccontare tutto ed  il contrario di tutto.  L’incoerenza poi, dopo l’era delle bugie ( non –verità) teorizzate come metodo per vendere il proprio “prodotto” politico,    è tornata ad essere un disvalore, chi la pratica, soprattutto in realtà dove ci si conosce tutti, rischia di perdere sia il credito  che la  faccia per sempre. La bugia come normalità nel discorso politico non è più tollerata.

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Tutte le liste che si sono presentate alle elezioni comunali in Terra di Castelli, con la sola esclusione del PD di Vignola,  che ha perso, volevano migliorare l’Unione, o almeno scrivevano questo nei propri programmi elettorali. Soltanto però le liste a sostegno di  Smeraldi (Vignola)  proponevano nel loro programma  di  migliorare l’Unione, non escludendo la possibilità di avviare uno studio di fattibilità per la fusione dei comuni.

Cosa diversa dal volere fondere, tout court, i comuni!

Per essere coerenti con il proprio mandato, a Vignola si sarebbe dovuto mettere in campo prima azioni/studi  atti al miglioramento dell’Unione  e poi dopo, semmai … iniziare lo studio di fattibilità per fondere i comuni.. Tutti gli attori un risultato, però, l’hanno ottenuto: l’attesa degli esiti dello Studio di Nomisma  ha paralizzato qualsiasi discussione seria sul miglioramento dell’Unione.

Unione che ha ben 28 convenzioni ( Cessione di poteri del Comuni all’Unione) che accentrano  tutto. L’Unione è talmente grande, che è  ingovernabile. Oggi si rende necessario, per governarla, ridurre drasticamente le sue competenze per riconsegnarle al Comuni: quindici Convenzioni basterebbero. Il resto ritorni ai Comuni.

Perdere in questo modo due anni, senza sapere cosa fare e con le idee sempre più confuse,  è grave. 

Stendiamo poi un velo pietoso sui soldi pubblici spesi per nulla, quello studio è inutilizzabile, i dati dimostrano pure  che nelle nostre condizioni, dal punto di vista economico, la fusione non è neppure conveniente, esito già riscontrabile negli studi del  Ministero degli  Interni e dalla Regione Emilia Romagna, che aveva messo a disposizione quei dati. Gratis.

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Non è responsabile Nomisma della mancanza di indirizzi politici chiari da parte della Committenza circa lo studio per fondere nove comuni, poi altre ipotesi, ecc …

Si è scelto  Nomisma, senza aver prima promosso una discussione politica  su quale visione e quale idea di territorio si voleva mettere in campo. Ci si è affidati a Nomisma come se fosse un oracolo, attribuendole il compito di vicariare scelte politiche attraverso una committenza nebulosa. Richiesta impossibile e tartufesca.

Il presidente Smeraldi dichiara : “proporrò un nuovo studio finalizzato unicamente a potenziarla (l’Unione Terre di Castelli ndr ), in modo che i comuni condividano sempre più servizi in modo più efficiente e meno costoso. Lo studio, però, sarà pagato da un privato. Già individuato.” Sarebbe il terzo , ce ne sono altri due, più  alcune paginette di Nomisma. L’ultimo studio compiuto fu fatto in occasione del decennale dell’Unione. Nuovo studio  che farebbe perdere un altro anno all’urgenza di una discussione serrata, franca e politica sulla natura dell’Unione.  Non sappiamo chi sarà il benefattore, disposto ad investire altri 30 mila euro, “già individuato”. Se il privato fosse la Fondazione, ci permettiamo di dire che  sarà pure un privato, ma amministra denaro di tutti i cittadini ed allora, di nuovo, ci chiediamo se non sarebbe necessaria ed utile una vera discussione politica sull’Unione, utilizzando efficaci forme di partecipazione, anziché l’ennesima ricerca priva di  una committenza ed indirizzi chiari,  col rischio di un ulteriore stallo di un anno ( sarebbe il terzo).

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Tra i tanti errori commessi  dall’ establishment politico locale in  questa vicenda c’è anche quello di  non essersi fermati all’indomani della decisione in cui i  due Consigli Comunali  di Savignano e Guiglia hanno deciso di rifiutare lo studio di fattibilità, per promuovere le necessarie valutazioni politiche.  L’ipotesi di fondere i  nove comuni già da quel momento era sfumata, ma l’establishment ha fatto finta di niente, è andato avanti  senza aver valutato seriamente  le altre subordinate e,  così facendo, le ha vanificate.

Lo studio di Nomisma ora propone in sintesi di fare un comune unico della Pianura, un’entità lontana dai cittadini composto da Marano, Vignola, Savignano, Spilamberto, Castelnuovo e Castelvetro. Savignano non è disponibile alla fusione, per ammissione anche di Nomisma, quindi tutti i dati di Nomisma in merito alla fusione di sei comuni ( Che poi sarebbero cinque), seppur confusi, sono nulli. Servirebbero elaborazioni di dati sui comuni di Marano, Vignola  Spilamberto, Castelnuovo e Castelvetro, che lo studio non fornisce.

La seconda proposta riguarda due super comuni  Uno composto da Savignano, Marano e Vignola, anche qui, pur sapendolo,  vi   hanno inserito anche Savignano, indisponibile alla fusione, per cui la proposta possibile (come dichiarato dal Sindaco Smeraldi) è annettere Marano a Vignola, ma non  si dispone neppure di dati opinabili per questa operazione ed i dati sulla fusione a tre sono nulli.

I dati  di cui si dispone, iperbolici e da numeri del lotto, riguardano il super comune di  Spilamberto, Castelvetro e Castelnuovo.

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Il clima politico generale non è più disponibile ad avventure come quella delle fusioni. Nei   referendum sulla  fusione, indetti in Emilia Romagna, quasi ovunque hanno vinto i  no.  In questo contesto, però, la vicenda non è finita, non bisogna mai dimenticare che punto centrale  del programma di Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna,  è ridurre a 300 i comuni  in tutta l’Emilia Romagna.

Gli ideatori della fusione della Valsamoggia sono stati politicamente ben ripagati, diventando chi assessore regionale, chi super sindaco, chi altro.  Anche chi porterà lo scalpo di altre fusioni purchessia, specialmente a Modena, potrebbe essere politicamente  ben ripagato.  L’uomo più  ambizioso   del PD in Terre di Castelli   è il  sindaco Costantini  di Spilamberto. . La vicenda come sarebbe sperabile, perciò,  non si fermerà.  La fusione di alcuni comuni in Terre di Castelli  diventerà una questione politica discussa e decisa lontano dalla vista dei cittadini  ed è presumibile che il sindaco di Spilamberto,  visto che è stato il motore dello studio di fattibilità e dell’avvio del processo di fusione, con pubbliche esternazioni  a favore del comune unico, si faccia parte diligente per consegnare, comunque, lo scalpo di una fusione a Bonaccini. Non va però dimenticato che Castelnuovo andrà ad elezioni comunali fra alcuni mesi ed il tema del super comune potrebbe essere nefasto per chi intenda sostenerlo.

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Si rende perciò necessario, se stiamo alle carte di Nomisma ed alle dichiarazioni di Smeraldi, focalizzare l’attenzione del movimento antifusionista sul Comune/carrozzone  di Vignola /Marano  e sul comune carrozzone di Spilamberto/Castelnuovo/Castelvetro. Ci aspettiamo anche imprevisti colpi di scena.. ma  il movimento spontaneo di cittadini  antifusionisti  saprà rispondere. Intanto contrastiamo le proposte “politiche” che ci hanno donato, a caro prezzo, i tecnici di Nomisma.

Direttivo Spilamberto, Cittadinanza Attiva

 

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Una risposta a Lo studio sulla fusione dei comuni ha fatto FLOP! I Colpi di coda NO! Che fare?

  1. Dimer Marchi ha detto:

    Sottoscrivo con convinzione il punto in cui si dice che: “Si è scelto Nomisma, senza aver prima promosso una discussione politica su quale visione e quale idea di territorio si voleva mettere in campo. Ci si è affidati a Nomisma come se fosse un oracolo, attribuendole il compito di vicariare scelte politiche attraverso una committenza nebulosa”. Ciò si accompagna ad una sostanziale afasia sul tema del rapporto fra Stato centrale e Stato delle Autonomie, tanto da affidarsi alla speranza in rapporti personali e in finanziamenti detti “premialità” che nulla hanno a che fare con una seria politica della responsabilità e della lungimiranza. A suo tempo, all’interno di un ragionamento più ampio, definii questi comportamenti:tipici di una sorta di “protocapitalismo feudale”. Chiesi anche, si era alla metà deglli anni Novanta, una politica urbanistica che privileggiasse la bioedilizia e le ristrutturazioni, insieme a innovazioni radicali sul consumo di energie provenienti da risorse rinnovabili.La subalternità al mercato però andava per altra via e altre sono state le priortà. Ora si dilazionano le decisioni, anche perché gli effetti possono essere assai problematici o ci si affida alla speranza…

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