Vignola/Marano: spiegato l’arcano, le vere ragioni della fusione

cementificazione

Pubblichiamo comunicato stampa del Comitato Marano No fusione.   Si evince  dal testo che i cementificatori guardano con interesse alla fusione. Buona lettura CS

COMITATO “NO FUSIONE di MARANO” – Raccolte oltre 700 firme

 Con gli slogan “No alla cancellazione di Marano”, oppure “Marano non deve diventare una frazione di Vignola”, in poche settimane sono state raccolte oltre 700 adesioni di Cittadini che si dicono contrari alla eventuale fusione di Marano con altri Comuni. Oltre a raccogliere le firme contro il progetto di fusione, il motivo di istituire un banchetto in piazza Matteotti a Marano, la presenza dei “No Fusione” è servita ad informare i Cittadini di quanto in atto.

Nessuno ne sa niente, nessuno era informato sui fatti e sull’andamento dei fatti. Del resto anche il programma elettorale di tutti i sindaci eletti non prevedevano questa eventualità.

Recentemente l’ultimo rapporto di Nomisma, consegnato il 20 Ottobre, ha definitivamente confermato la non vantaggiosità delle fusioni. Scartata quella della montagna, tra Montese e Zocca, quella di pianura a tre, non è realizzabile per la defezione di Savignano e non può essere attuata solo tra Marano e Vignola, solo perché Vignola ha bisogno di territorio e vuole spalmare i suoi 1.091 abitanti per chilometro quadro con i 108 abitanti per chilometro quadro di Marano così da arrivare ad una media di 437 abitanti per chilometro quadro, che gli permette di riprendere la cementificazione.

Inoltre lo studio certifica, come del resto già ampiamente risaputo da studi elaborati sia dalla Corte dei Conti, che dalla stessa Regione Emilia Romagna, che il migliore rapporto tra spesa e servizi viene attuato nei Comuni che hanno una popolazione tra i 5.000 ed i 20.000 abitanti. Sotto i 5.000 e sopra i 20.000 abitanti i costi aumentano fino a raddoppiare per i comuni con 60.000 abitanti.

Anche la tanto decantata razionalizzazione degli uffici, lo cita lo studio, porterebbe ad un aumento del personale e ancora, lo dice la dott.ssa Rau di Nomisma, nei primi anni, tutti i soldi che verrebbero erogati dallo Stato Italiano e dalla Regione Emilia Romagna, saranno appena sufficienti al fabbisogno necessario alla riorganizzazione da dare al nuovo Comune.

Con tutte queste incognite, qualsiasi sindaco che appoggi la Fusione a cui i Cittadini sono contrari si assume una bella responsabilità, cioè quella di fare il funerale al Suo Comune. 

Leggi con attenzioni l’allegato dei consiglieri di Marano

commenti-e-osservazioni-allelaborato-di-nomisma-25-10-2016

 

 

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