MAST COT 2016: commenti e valutazioni

 vediamo-la-felicita

Il pericolo che la NON VISIONE del territorio  ci trasformi in un NON LUOGO

SU Mast Còt emergono alcuni dati di fatto:

il peccato originale è il cantiere di piazzale Rangoni, non ci scorderemo mai di dire che è responsabilità del Sindaco e dei suoi ritardi se le due principali manifestazioni del 2016 hanno avuto il cantiere a intralciare  solo perché si volevano inserire i giochini d’acqua nel piazzale.

C’ è stata una buona affluenza di pubblico;

Spettacolo dei Longobardi in Rocca è positivo;

Parco della Rocca usato come parcheggio auto invece molto negativo;

I camioncini dello street food sono piaciuti (ma non c’era alternativa), sicuramente interessante (IRONICO) la presenza di “pesce fritto”, hamburger con chianina e cinta senese; specialità campane, pugliesi, umbre e parmensi.

Non è piaciuto il forte ridimensionamento degli Alpini a cui è stato tolto il percorso scenico di via S. Giovanni e via Sant’Adriano per mandarli in via Santa Maria.

Corso Umberto con il trasferimento della bollitura in piazza Caduti è rimasta quasi vuota, come semi vuota era Via Roncati.

La bollitura in piazza Caduti non convince, manca il passeggio, manca la suggestione, sembra decentrata, perde centralità. Il Mast Còt è diventata una sagra carina, invitante se poi il tempo è clemente, ma ha perso la centralità del mosto e dell’Aceto Balsamico Tradizionale e molto del suo fascino.

 Il commento di Maurizio Forte consigliere d’opposizione è azzeccato:

Credo sia stata una bellissima iniziativa. Ma, c’è un “ma” grande come un palazzo di 10 piani. È stata la festa dello street food, non l’occasione di valorizzare e celebrare il prodotto tipico spilambertese. Personalmente ritengo ad esempio che questa dovrebbe essere l’occasione per il palio dell’aceto balsamico, e che in questa occasione si dovrebbe mettere al centro di tutto il nostro aceto, magari con menu a tema gestiti dai ristoratori locali, collaborazione con gli istituti alberghieri e occasione per far venire a Spilamberto buyers da tutto il mondo. Se ci pensate, alla fine, quella che dovrebbe essere la festa del balsamico e la riscoperta di una tradizione meravigliosa e complicatissima come quella della cottura del mosto è diventata come la festa delle birre artigianali di luglio: bella, ben fatta, ma con prodotti “estranei” alla nostra tipicità. Spero di rivedere presto a Spilamberto uno street food festival, che è la moda del momento, ce ne sono ovunque e hanno sempre un meritato e grande successo, ma in un contesto a parte. Insomma, e mi sembra abbastanza chiaro tra le voci del paese, in questa festa c’erano tante belle cose, ma non emergeva la più importante, il nostro balsamico, che non dimentichiamo è la nostra identità, e quello che fa di Spilamberto Spilamberto. Torniamo ad una bella festa sul mosto e sull’aceto, ben strutturata, e teniamo buona l’idea di uno street food festival in un altro momento dell’anno. Correggo anche chi dice che a Spilamberto prima non c’era nulla. C’erano tante iniziative anche prima, oggi si vedono maggiormente soprattutto grazie a nuovi e immediati canali di comunicazione, come questo. E questo permette di avere un pubblico più vario e grande.

Nota

Lo perdita dello spirito originario di Mast Còt ha provocato un discussione passionale sui social. Alcuni hanno  colto la progressiva  perdita di identità e  l’omologazione  dell’evento alle tantissime sagre strapaesane che animano Settembre ed Ottobre.   Un’ analoga deriva banalizzante si è vista anche per San Giovanni.  La giunta è portatrice di  una Non Visione del nostro  territorio che progressivamente rischia di trasformarlo in un Non Luogo, in una periferia grigia ed anonima.  Spilamberto  questo non se lo merita proprio.

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Una risposta a MAST COT 2016: commenti e valutazioni

  1. silvano sl ha detto:

    mio malgrado devo condividere il giudizio di Forte , ma non carina , appena caruccia , e totalmente senza identità paesana , non credo che abbia portato benefici al paesello , non credo che i negozianti siano stati cosi contenti , il cibo da strada è ben altra cosa vedere bimbi piccolissimi con enormi cartocci di patatine fritte mi ha lasciato perplesso . si può fare di molto meglio con le realtà del paesello, ma forse gli amministratori e dirigenti non conoscono quueste cose essendo nella maggioranza dei casi non residenti e considerano queste cose solo delle vendite di spazi di plateatico quindi cassa per il comune

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