Continuano le critiche a Nomisma sulla fusione dei comuni

Montananri

Anche la lista “Castelvetro prima di tutto” demolisce lo studio di fattibilità di Nomisma. Dati poco chiari e proposte di fusione improbabili. Leggi testo

Pubblichiamo le osservazioni allo studio di fattibilità di Nomisma sulla fusione dei comuni del consigliere del gruppo  Castelvetro prima di tutto, Giorgio Montanari già sindaco di Castelvetro. Pubblichiamo altresì in PDF la Lettera FUSIONE 2 (5) dello stesso. Il giudizio sullo studio è severo e di merito e si conclude sostenendo che occorre lavorare per migliorare l’Unione. La posizione del consigliere Montanari è coerente con quanto espresse in passato. E’ il caso di sottolineare che  il programma elettorale dell’attuale sindaco non fa riferimento in alcun modo alla possibilità che Castelvetro si possa fondere con chicchessia   Buona Lettura CS.

Segue testo

Osservazioni relative a : Studio di Fattibilità per una “ipotesi di fusione” dei Comuni attualmente componenti l’Unione Terre di Castelli ed il Comune di Montese. Deliberazione del Consiglio dell’Unione Terre di Castelli n. 39 del 27/06/2015 ad Oggetto : “Convenzione tra i Comuni di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca, Montese e l’Unione terre di Castelli per la predisposizione di un progetto di riorganizzazione istituzionale-Approvazione”;

Deliberazione del Consiglio comunale di Castelvetro di Modena n.70 del 30/11/2015 ad Oggetto : “Predisposizione di un progetto di riorganizzazione istituzionale, in vista della fusione, relativo agli otto Comuni aderenti all’Unione terre di Castelli e al Comune di Montese: approvazione documento di mandato.

castelvetro due

 

Premessa

Le osservazioni che si inviano  sono inevitabilmente condizionate  (e secondo il Gruppo  giustamente condizionate) dal voto negativo espresso in Consiglio Comunale rispetto all’ipotesi prospettata.

I tempi scelti , il metodo adottato , le garanzie sul rispetto della volontà popolare  ulteriormente ridotte dalle ultime scelte della  Regione Emilia Romagna in merito ai referendum confermativi , possono solo confermare i nostri dubbi inziali.

L’analisi svolta dal Capogruppo della Lista “Castelvetro prima di tutto ( già Sindaco di Castelvetro di Modena ed Assessore dell’Unione nel 2009-2014)  ,  è quindi   un contributo politico che assume come giudizio formato ( ante studio di fattibilità e  quindi come valutazione che avrebbe potuto essere modificata dallo studio stesso ) , quella che sia comunque opportuno procedere ad una  profonda revisione degli assetti strategici dell’Unione prima di affrontare   percorsi di fusione.

Quanto sperimentato e mantenuto negli anni ci ha convinto infatti che esistano larghi margini di miglioramento nell’azione amministrativa dell’Unione  seppure a fronte di criticità che sono conosciute e confermate dallo stesso studio.

Riteniamo inoltre che i  vantaggi acquisibili tramite la “fusione” siano  invece inferiori rispetto  a quelli acquisibili coi cambiamenti necessari  mantenendo però l’assetto attuale.

Con l’unica eccezione degli immediati vantaggi economici garantiti dalla fusione, beneficio che è probabilmente il motore principale dello studio stesso.

Ciò era corretto premettere in quanto la lettura dello studio ha  solamente rinforzato quanto pensavamo in precedenza senza darci elementi significativi per modificare il nostro giudizio.

Note :

Dove utile per confronto e sviluppo delle osservazioni presentate sulle singole sezioni, si rimanderà puntualmente  alla “versione” Luglio 2016, come pubblicata nel sito dell’Unione

 Ambito e competenza dello Studio

E’ necessario fare precedere alcune puntualizzazioni su questa dimensione davvero equivoca :

Già nella Deliberazione di Consiglio Unione Terre di Castelli  n. 39/2015 si evidenzia una contraddizione di base :

I Comuni dell’ Unione  che si convenzionano perché si predisponga un progetto di riorganizzazione istituzionale (Comuni di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca,  più  Montese) non sono gli stessi per i quali si procede all’art. 2 della Convenzione a definire  l’ipotesi di fusione (Comuni di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca,  più  Montese)  ;

  • Nella successiva  Deliberazione del Consiglio Comunale di Castelvetro di Modena n.70/2015  già nell’oggetto si esplicita che il progetto di riorganizzazione istituzionale è avviato “in vista della fusione “ ed è “ relativo agli otto Comuni aderenti all’Unione terre di Castelli e al Comune di Montese”. Il Documento di mandato allegato all’atto, svolge alcune considerazioni, allarga quale campo di indagine opportuno il Comune di Castel d’Aiano ( Bo) , conferma l’ambito di analisi sugli 8 Comuni aderenti all’Unione;
  • I Comuni di Guglia e Savignano sul Panaro non hanno  aderito al percorso;
  • Nei vari Scenari di fusione proposti dallo Studio alla sezione “Proposte di assetto organizzativo ( Macrostrutture) “viene sempre ricompreso il Comune  di Savignano sul Panaro, mai quello di Guiglia.
  • giorgio

 

Le altre esperienze di fusione nella Regione Emilia Romagna

Da questa sezione si evince :

  • Che dal 2013 il numero totale dei comuni italiani si è ridotto per fusione da 8.092 a 7.999 cioè di un significativo  ( sic! ) 1% ;
  • Che le fusioni attivate in Emilia-Romagna  ad oggi sono 4 (mancano evidentemente le più recenti) su un totale di 334 ( dato non riportato) ;
  • Che agli Enti nati per fusione spetta una entrata statale straordinaria pari al 40% dei trasferimenti per l’anno 2010, fino ad un max. di euro 2.000.000;
  • Che fra i nuovi Comuni nati finora non ve n’è alcuno di popolazione superiore a Valsamoggia (BO)  ( 29.644 abitanti);

 

  • Che il neonato Valsamoggia ha ottenuto,  Euro 2.000.000,00 ;
  • Che 24 fra i 37 nuovi Comuni derivanti da fusione  hanno una popolazione compresa fra i 5.962 ed i 317 (sic!) abitanti.
  • Che non esiste, quindi, alcun precedente, simile a ciò che si propone per l’Unione Terre di Castelli;

Singolo casi di nuovi Comuni da Fusione

Valsamoggia  : L’aspetto più rilevante è quello dei Municipi che hanno peraltro solo poteri consultivi, propositivi e di vigilanza = contano e decidono nulla;

Poggio Torriana : Esistono solo i Consiglieri di Municipio con competenze idem come sopra ;

Fiscaglia : Non prevede l’istituto municipale ;

Sissa Trecasali : Non si sa/Non riportato.

Executive Summary

Analisi socioeconomica : il livello resta quello dei dati ben conosciuti, per alcuni versi ovvi, che non vengono approfonditi  e non si trasformano in informazione significativa , cioè utile per deporre a favore o contro la “fusione”;

Mappatura dei sevizi/Assetto organizzativo attuale :  anche in questo caso, con poche eccezioni ci si limita a “fotografare” l’esistente , che però è risultato di scelte e condizioni interne , vincoli ed opportunità  esterne  :

Basti l’esempio dei 120 dipendenti di Categoria B che prestano tuttora servizio presso gli enti: dato che rappresenta una situazione decisamente significativa per chi abbia un minimo di famigliarità con l’organizzazione  e le modalità di gestione dei servizi e che dovrebbe favorire riflessioni sulla esternalizzazione dei servizi, sulla efficienza di quelli conferiti all’Unione etc. etc..

Quadro  regolatorio

Sono ricomprese alcune delle osservazioni più interessanti, anche in termini di miglioramento, rispetto agli strumenti normativi locali che attualmente  si affiancano, si sovrappongono, si contraddicono  fra i Comuni e fra i Comuni e l’Unione. Sicuramente l’ambito di intervento sul quale meno ha saputo incidere l’assetto di Unione e che può trarre notevole giovamento da una razionalizzazione. A prescindere, con tutta evidenza dalla ipotesi di fusione.

Analisi del rendimento istituzionale/Le ipotesi di fusione

  • – Non si comprende preliminarmente perché accanto ai tre scenari di nuova aggregazione non esista ad.es. una quarta possibilità di fusione (  solo Castelvetro Castelnuovo )  con conseguente aggregazione di Vignola

e Spilamberto. Ipotesi che sarebbe perfettamente giustificata dai criteri ed indicatori che fanno proporre le altre;

 

  • – A pag. 15  del Summary si dichiara che il Comune di Savignano S.P. ha fornito i dati ma ha dichiarato di non essere interessato agli esiti ( leggi fusione). Non è chiaro perché si continuino ad includere queste Ente negli scenari aggregativi ;

 

  • A pag. 16 del Summary si afferma che non si tiene conto dei livelli quantitativi e qualitativi dei servizi erogati, quale elemento di valutazione per i vantaggi derivanti dalle “fusioni” . Scelta che non occorre nemmeno commentare;

 

  • – I risparmi  sui Servizi  in seguito alle varie  fusioni possibili sarebbero quindi solo un derivato di confronto fra costi standard. Vale invece la pena di ricordare quanto affermato per la prima volta  (  pagina 9 e poi successivamente ribadito nella Sezione Analisi Dati Bilancio ) e cioè che a livello di singoli enti, la spesa corrente pro-capite dell’Unione risulta la più leggera “

 

  • – Le direttrici per una ipotesi di rafforzamento dell’attuale Unione sono condivisibili.
  • – Le formule di salvaguardia nei confronti degli ex Comuni divenuti Municipi sono interessanti perché prevedono una serie di passaggi che il nuovo comune deve seguire, passaggi nei quali si evidenzia l’obbligatorietà del parere positivo espresso dai Municipi perché si possa procedere nell’attività decisoria ( Vedi pag 11della sezione Schemi Atti Fondamentali) .

castelvetro 3

 

 

Sintesi e Conclusioni

 Dalla sintesi proposta nello studio noi ricaviamo, sui Vantaggi derivanti dalla fusione :

Maggiori risorse finanziarie per un decennio = VERO;

Miglioramento dell’efficienza = FORSE e comunque non dimostrato dallo studio;

Miglioramento della gestione dei servizi = FORSE e comunque non dimostrato dallo studio;

Semplificazione  amministrativa e miglioramento della governance = VERO ma attuabile anche senza fusione .

Dalle Conclusioni a pag. 42 ricaviamo che tutto depone a favore della innovazione e  rafforzamento all’interno del mantenimento dell’attuale gestione associata dei servizi. Cioè dell’Unione Terre di Castelli  .

 

 

 

 

 

 

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