Fusione, passata la festa gabbato lo popolo

arlecchinoIeri  è stata una giornata storica ma triste. L’assemblea legislativa regionale ha modificato la legge  regionale n 24/96 che regolava le modalità per la fusione dei comuni. Una soddisfazione per noi convinti costituzionali, perché, dopo tanti insulti, si ammetteva che le regole erano tali che il metodo Valsamoggia era possibile, ovvero  un comune votava contro la fusione e lo fondevano  lo stesso, alla faccia della democrazia e del rispetto dell’art 5 della Costituzione Italiana.

Questa mattina la doccia gelata. L’articolo ben spiegato del Carlino ( Vedi foto sotto) dimostra  che la toppa è peggio del buco e questo trova conferma nella lettura  della modifica legislativa.

Riportiamo dal Carlino: “ …se la maggioranza dei comuni dice No, per i favorevoli si apre un’altra chance: si va nei consigli comunali. Dove una maggioranza dei due terzi ( nei comuni sotto i 15 mila abitanti, cioè tutti quelli dell’Unione tranne Vignola, diventa di 3/4 quindi raggiungibile solo con i voti dell’opposizione) con un sì può ribaltare il “No” popolare e portare comunque alla fusione.”

Algoritmo perfetto del PD  – l’ha definito Andrea Bertani, consigliere regionale M5S- costruito per vincere sempre e comunque arrivando alla fusione. Alla faccia delle consultazioni popolari “

Ribatte Luca Sabbatini (PD)… ” E Impediamo così che una campagna per il “NO” concentrato in un solo paese possa sabotare ( Così Ndr) una fusione che gli altri vogliono.”

Quelli che non la pensano come Sabattini ( PD) ed i fusionisti sono dei “sabotatori”, a quando l’accusa di terroristi?

La dichiarazione del consigliere PD sembra scritta apposta per ostacolare i no fusione di Spilamberto !

Per noi è molto semplice, se la maggioranza dei cittadini di un comune vota no alla fusione, questo deve essere rispettato, perché così prevede la Costituzione con l’art 5 e non deve essere  rinviata di nuovo ad un consiglio, che ha già votato per la fusione e che dovrebbe smentire se stesso.

Noi la pensiamo come il Presidente  Smeraldi: “Le (alla Regione, ndr) abbiamo già chiesto di fare chiarezza sul “come” interpretare gli esiti del referendum. Non ci sarà un Valsamoggia bis, dove due comuni su cinque sono stati fusi contro la loro volontà. La Regione deve garantirci che il “no” di un solo Comune lo escluderebbe dalla fusione, altrimenti non se ne fa niente”.

La nuova legge non garantisce il rispetto della decisone della sovranità popolare tramite referendum. Triste,  davvero triste!! Partiti per superare il metodo Valsamoggia lo hanno perfezionato. Ai cittadini il giudizio!

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Una risposta a Fusione, passata la festa gabbato lo popolo

  1. Dimer ha detto:

    Sinistra Italiana Terre di Castelli ha già espresso in modo chiaro la sua posizione: No alle fusioni, si alle Unioni leggere, dove al primo posto ci sono i bisogni dei cittadini e l’efficienza amministrativa. Dove si privilegiano gli spazi di partecipazione effettiva, vero antidoto alla crisi, e non i posizionamenti di questa o quella forza politica e le ambizioni di carriera di questo o quell’esponente politico. L’attuale procedimento legislativo approvato dalla maggioranza dell’Assemblea regionale avrà il solo effetto di aumentare l’astensione e il distacco dalla politica. Un buon viatico per gli araldi del riformismo. Dimer Marchi.

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