A 24 anni dalla morte di Borsellino.

BorsellinoRiceviamo e volentieri pubblichiamo un commento del prof. Dimer Marchi scritto in occasione della morte del magistrato Borsellino. Buona Lettura CS

Oggi ricorrono 24 anni dalla morte di Paolo Borsellino. Penso sia doveroso ricordare il magistrato che insieme a Falcone, al pool ideato da Antonino Caponnetto, agli uomini della

scorta e ai tanti che non piegano la testa davanti alle mafie, non rinunciò a compiere il suo dovere e ad esser un punto di riferimento nonostante sapesse che la mafia, dopo Falcone, avrebbe ucciso lui. Il magistrato pochi giorni prima di essere barbaramente trucidato insieme a cinque uomini della scorta, aveva dichiarato: “ Non sono né un eroe né un Kamikaze, ma una persona come tante altre. Temo la fine perché la vedo come una cosa misteriosa, non so quello che succederà nell’aldilà. Ma l’importante è che sia il coraggio a prendere il sopravvento… Se non fosse per il dolore di lasciare la mia famiglia, potrei anche morire sereno”.

Vorrei ricordarlo con le parole di Rita Atria, una ragazza siciliana non ancora diciottenne divenuta testimone di giustizia anche in seguito all’incontro con il magistrato che divenne per lei una sorta di padre adottivo. Scrive Rita, che si ucciderò una settimana dopo: “Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita. Tutti hanno paura ma io l’unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi. Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi ma io senza di te sono morta”.

Invito i frequentatori del sito a leggere il tema di maturità di Rita e il libro di Andrea Gentile dedicato a lei: “Volevo nascere vento”.

Dopo ventiquattro anni siamo ancora in attesa della verità; siamo certi che la società civile non si rassegnerà all’oblio. Ora e sempre “Resistenza”.

Dimer Marchi

Borsellino due

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