Marano: il no alla fusione della minoranza del consiglio comunale

ManziniPubblichiamo l’intervento del consigliere di minoranza e volontario del comitato No Fusione di Marano, Gianni Manzini  durante la manifestazione promossa da Rifondazione di Marano il 18 Giugno. L’intervento  è chiarissimo e spiega bene le ragione degli antifusionisti. Ha anche un valore politico. 

Le minoranze di Marano , presenti in Consiglio Comunale  inizialmente avevano  fatto una apertura di credito alle affermazioni della maggioranza, convinte  che si fosse approvato   un  generico  studio sull’ Unione .  

Carte alla mano hanno scoperto che non è così. Lo studio di Nomisma è uno studio per fondere i comuni. Le minoranze perciò  si sono smarcate. Ormai anche nei consigli comunali il PD è solo.  Le minoranze di Spilamberto con una importante dichiarazione pubblica i sono smarcate. I consiglieri di minoranza di Castelvetro hanno già votato contro ed a Vignola ci ha pensato il Vicesindaco, che non ci pare isolato in consiglio,  a dichiarare la sua opposizone alla fusione. A Castelnuovo a delegittimare la fusione ci pensano le battute del Sindaco. più devastanti di un voto in Consiglio.    Buona Lettura  CS

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Buona sera  a Tutti.

Mi presento, sono Gianni Manzini, Consigliere di minoranza nel Comune di Marano.

Faccio anche parte della Commissione paritetica dell’Unione Terre di Castelli che ha il compito di dettare e verificare i temi che NOMISMA, incaricata dello studio, deve vagliare relativamente al Progetto di Riorganizzazione Istituzionale, studio per la FUSIONE, così come di verificare i punti di forza e le debolezze dell’attuale Unione Terre di Castelli al fine di fare un ceck up.

Nonostante il nostro gruppo consigliare a Marano, sia stato favorevole allo studio commissionato a NOMISMA, purtroppo, gli avvenimenti delle diverse sedute della commissione hanno evidenziato che lo studio è solo una parvenza di quello che sarà l’esito già scritto e anche dichiarato apertamente anche dallo stesso presidente di NOMISMA dott. Santagata ex parlamentare PD o PCI.

Le ragioni che oggi mi portano a supportare il “NO FUSIONE” sono tante e cercherò di elencarvele sperando di essere chiaro e poco noioso.

  1. Minore Democrazia

Meno Consiglieri, meno assessori, meno sindaci = meno partecipazione dei cittadini.

Oggi negli 8 Comuni ci sono 112 Consiglieri, 36 Assessori, 8 Sindaci, gli stessi si possono toccare con mano, si incontrano per strada al bar negli uffici.

Con il super comune di 90.000 abitanti, si passerebbe a 24 Consiglieri, 7 Assessori, 1 Sindaco, sicuramente non raggiungili, non conosciuti, ecc.

Che possibilità avrebbe una comunità relativamente piccola come Marano di eleggere dei suoi rappresentanti in un consiglio composto da comuni con molti più abitanti ?

Praticamente nessuna !

  1. Più costi e spese dovute alla maggiore burocrazia.

Infatti da studi condotti dal Ministero dell’Interno, i Comuni che registrano la minore spesa corrente pro capite, così come il minore numero di dipendenti per abitanti, sono i Comuni che hanno dai 4.000 ai 8.000 abitanti, con una spesa corrente di 580 Euro per abitante, contro i 1.000 Euro e passa per un Comune più piccolo o più grande.

Lo stesso vale per i dipendenti comunali che nei comuni con 4-8.000 abitanti sono mediamente 5 ogni 1.000 abitanti e diventano anche 9-10 nei comuni più piccoli o più grandi.

Ente più grande = più dipendenti, più dirigenti, più funzionari, minore coinvolgimento personale, minore vicinanza cittadino dipendente, minore servizio.

Con la FUSIONE si ha insomma innegabilmente una maggiore distanza dei servizi dai cittadini e una maggiore burocrazia di cui nessuno sente la necessità.

marano 3

Perdita di identità

Il Comune di Marano in caso di FUSIONE sparisce dalla carta geografica, così come è accaduto al comune di Bazzano, diventato Comune di Valsamoggia.

  1. Nessun vantaggio economico.

Per i comuni disposti a fondersi, la Regione mette in campo degli aiuti economici che durano solo qualche anno, così come la deroga dal patto di stabilità.

Saremmo quindi liberi di fare altri debiti in nuovo Comune ? Mah !

Bisogna stabilire se i soldi ci sono o no, e o se ci sono solo per quei comuni che chinano la testa al volere della Regione.

 

  1. Miglior rapporto costi servizi.

Sia il Ministero dell’Interno, che la Regione Emilia Romagna hanno fatto studi su quella che è definita la dimensione più favorevole in termini di costi e benefici arrivando entrambe alla conclusione che la dimensione ottimale è quella che va dai 4.000 fino agli 10.000 abitanti e comunque mai al di sopra dei 20.000 abitanti.

La Regione Emilia Romagna ben cosciente di questi problemi, nell’articolo 18 bis della Riforma di Governo Regionale, incentiva le FUSIONI dei comuni che raggiungono la soglia minima di 5.000 abitanti e quelle che pur al di sotto di tale soglia includano almeno 3 comuni di cui almeno uno sotto ai 1.000 abitanti.

Infatti i comuni che sono andati a FUSIONE in Emilia Romagna, a parte Valsamoggia che conta oggi 30.000 abitanti, sono state realizzate da comuni che sommano da 3.000 a 9.000 abitanti.

  • Polesine Zibello 3.302 abitanti
  • Ventasso 4.348
  • Poggio Torriana 5.121
  • Montescudo Montecolombo 6.838
  • Granaglione Porretta 7.023
  • Sissa Trecasali 7.952
  • Fiscaglia 9.396
  • Super comune 90.000 abitanti
  • Super comune senza Savignano e Guiglia, che non hanno aderito allo studio 77.000 abitanti
  • Modena 184.525 abitanti
  • Carpi 69.530 abitanti
  • Sassuolo 41.126 abitanti

Per la cronaca, in Emilia e Romagna, su 340 comuni, si contano ben 50 comuni con meno di 2.000 abitanti e qualcuno che ne conta anche meno di 100.

Credo che ci si dovrebbe preoccupare prima di queste realtà.smeraldi 4

 

  1. Perché allora stiamo facendo questa rivoluzione ?

Chi la vuole la FUSIONE ?

La FUSIONE è solo una decisione politica dettata dal PD, sponsorizzata dai Giovani Democratici di Marano, di Vignola, di Spilamberto e in particolare dal suo giovane Sindaco.

 

  1. Come si è arrivati allo studio ?

Occorre dire che nell’esporre il progetto di FUSIONE, sono stati perpetrati una serie di inganni.

Il primo è stato quello di approvare la convenzione per lo studio in tutta fretta senza avere dato modo di mettere in chiaro quelle che erano le finalità.

Il secondo inganno è stato quello di proporre la Fusione dopo un anno dalle Elezioni Amministrative del Maggio 2014, senza che questo importante punto rientrasse nei programmi elettorali di nessuno degli 8 sindaci eletti o non eletti.

Il terzo inganno deriva dal Referendum Consultivo con cui si dovrà eventualmente avvallare la decisione dei Consigli Comunali.

 

  1. Cosa vuole dire Referendum Consultivo ?

Vuole dire che la Regione Emilia Romagna a prescindere dal risultato che scaturisce dai cittadini può autonomamente decidere se fare la FUSIONE anche se i cittadini di quel comune hanno votato per il NO.

È esattamente quello che è successo a Valsamoggia, dove pur se i cittadini di 2 comuni su 5 erano contrari alla Fusione i comuni sono stati comunque fusi anche contro la volontà popolare.

Per la cronaca cito che durante l’incontro che la commissione per lo studio, ha avuto il 16 Marzo scorso con l’assessore al bilancio della Regione Emilia Romagna, Emma Petitti, la stessa ha promesso verbalmente che in caso di voto non favorevole alla FUSIONE non si sarebbe ripetuta l’esperienza di Valsamoggia, ma quando gli è stato chiesto di mettere nero su bianco questo impegno la risposta è stata negativa.

Non ci si può fidare !

 

  1. Alcuni dati sulla situazione dei Comuni aderenti alla Unione Terre di Castelli:

 

  • Comune         reddito    abitanti   densità    Km2
  • Castelnuovo   24.449    14.721    651        22,44
  • Castelvetro     21.348    11.257    226        49,78
  • Guiglia          18.404    3.982      81          48,30
  • Marano          20.321    4.900      108        45,47
  • Savignano      19.363    9.382      369        25,45
  • Spilamberto   19.930    12.527    424        29,79
  • Vignola          20.461    24.998    1091       22,86
  • Zocca            17.404    4.895      71          69,37

 

  • Vignola ha bisogno di territorio:
  • 22,86 Km2 di Vignola + 45,47 Km2 di Marano = 68,33 Km2 ai quali corrisponderebbe una densità di 437 abitanti per Kmq contro i 1091 attuali.

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  1. Secondo Voi, quale diritto hanno i Sindaci ed i Consiglieri oggi di prendere una così importante decisione per il territorio per i cittadini senza avere ricevuto un preciso mandato elettorale ?

 Perché la vogliono ? Perché tutta questa fretta ?

Io do questa risposta:

“il Partito Democratico non controlla più 3 comuni, guidati da liste Civiche” Guiglia, Savignano e Vignola.

Forse 4 su 8 se anche Zocca non rientra nell’orbita del PD, Forse addirittura 5 su 9 con l’imminente ingresso di Montese nel 2017.

IL PARTITO DEMOCRATICO, ha bisogno di ricompattare il tutto e mantenere il controllo del territorio.

  1. Non possiamo fonderci con realtà molto più importanti della nostra, e dobbiamo mantenere la nostra identità.

Credo che il Consiglio ed il sindaco che votassero per la FUSIONE si macchierebbero di una colpa non cancellabile.

Come voi sapete, anche a Marano, come a Spilamberto è stato creato un comitato per il “NO FUSIONE” che ha raccolto e depositato oltre 2.000 adesioni al “NO FUSIONE”.

Penso che sia altrettanto noto che Guiglia e Savignano  non hanno aderito allo studio di fattibilità e quindi non dovrebbero essere toccati dall’eventuale Fusione.

Quindi, invito Tutti i Ciittadini di Marano, ma non solo, a prestare attenzione a questo studio, a partecipare agli eventi sul tema, a restare informati, al fine di decidere secondo coscienza e non per partito preso.

ATTENZIONE, SE SI FA LA FUSIONE NON SI PUÒ PIÙ TORNARE INDIETRO.

Grazie a Tutti Voi.

 

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