Piazzale Rangoni a passo di lumaca, svelato il motivo!!

rangoni 1Il 30 ottobre 2015 veniva aggiudicato il lavoro di piazzale Rangoni alla Cooperativa Edilterrazzieri (cfr. determina n. 109 del 30.10.2015). In questi 6 mesi abbiamo assistito alla discussione  su quanti  alberi in meno, abbiamo visto fare degli scavi di verifica archeologica, abbiamo visto demolire il piccolo capannone sul lato nord della piazza e la struttura esterna del ristorante Osteria degli Obici. 6 MESI!!!

E siamo a Maggio, adesso abbiamo capito il perché.

Basta leggere la Determina dirigenziale n. 143 del 14.04.2016:

“- che con determinazione del Dirigente della Struttura scrivente n. 109 del 30.10.2015 l’appalto dei lavori è stato affidato all’Impresa C.E.T. Soc. Coop., con sede in Modena, in Via Cherubini, 170 – P.I.: 00159800366, che ha offerto il ribasso d’asta del 26.58%;

– che in conseguenza di questa offerta, l’importo contrattuale si stabiliva in € 492.945,06, le somme a disposizione si incrementavano da € 106.606,28 a € 208.106,99, l’importo complessivo dell’intervento rimaneva invariato a € 701.052,04;

– che con verbale di consegna parziale del 23.11.2015 è stata disposta la demolizione di un corpo di fabbrica abusivo, risalente agli anni 50/60 prospiciente sul piazzale oggetto di intervento;

 – che in data 10.03.2016 è stato sottoscritto il contratto di appalto, Repertorio n. 859/2016, successivamente registrato presso l’Agenzia delle Entrate di Modena il 14/03/2016 al n. 3386 Serie 1T;”

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 Di fatto l’appalto è stato affidato il 30 ottobre 2015, mentre il contratto di appalto è stato sottoscritto solo il 10 marzo di quest’anno! Perché?

“ – che i tre lotti funzionali del programma di riqualificazione urbana sono stati approvati con atto di G.C. n. 110 del 28.11.2013 con il quale è stato altresì licenziato il progetto definitivo redatto dall’A.T.P. Arch. Federica Gozzi, Arch. Laura Balboni, Arch. Paolo Corradini e Ing. Cristian Marchi

che con tale progetto si acquisiva il parere da parte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e paesaggistici n. 17491 del 19.11.2013;

– che nella primavera del 2014 si sono svolte le elezioni amministrative, a seguito delle quali si è insidiata una nuova Amministrazione Comunale;

che quest’ultima, recependo le istanze di alcuni cittadini che in più occasioni hanno chiesto di introdurre nel redigendo progetto esecutivo il “tema dell’acqua”, ovvero la presenza di alcuni elementi idraulici connotanti il territorio Spilambertese, ha dato disposizioni per presentare il progetto esecutivo integrato dai suddetti elementi idraulici;

che tale integrazione ha comportato la necessità di aggiornare la precedente autorizzazione della soprintendenza, posto che la piazza oggetto dei lavori è soggetta al vincolo diretto architettonico ambientale;”

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Il progetto del 2013 aveva già avuto il via libera della Soprintendenza, ma Costantini, per accontentare non si sa bene ancora di chi, ha fatto modificare il progetto per inserire i giochi d’acqua; e ha fatto perdere due anni, ma non è finita!

 

 “- che il programma di riqualificazione urbana prevede che l’avvio e il completamento di ogni stralcio funzionale avvenga a scadenze ben determinate secondo un cronoprogramma di lavori previsto dall’accordo ex L.R. 19/98;

che il mancato rispetto di tali scadenze costituisce un inadempimento del Comune a fronte del quale la Commissione che vigila sull’attuazione del programma potrebbe anche proporre la decadenza del finanziamento regionale;

che le consultazioni elettorali del 2014 e il passaggio di consegne dalla precedente alla nuova Amministrazione hanno prodotto sensibili ritardi sull’approvazione del progetto esecutivo compiutasi, come detto in premessa, nel mese di giugno del 2015

che per evitare ulteriori ritardi sull’inizio dei lavori, in conseguenza dell’acquisizione del nuovo parere da parte della Soprintendenza nonché la decadenza del finanziamento regionale, l’approvazione del progetto esecutivo (avvenuta come detto il 23.06.2015) è stata fatta in pendenza della dell’autorizzazione architettonica-ambientale, ex art. 21 D.lgs. 42/2004, chiesta con nota prot. 11995 del 24/07/2015

che la predetta autorizzazione è stata rilasciata il 15.12.2015 (ben cinque mesi dopo averne fatta richiesta) e materialmente trasmessa all’Amministrazione Comunale il 12.01.2016;

– che con nota prot. 1176/2016, l’Amministrazione Comunale chiedeva alla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio di Bologna una riforma parziale dell’anzidetta autorizzazione che, a causa di alcune severe prescrizione, come ad esempio la salvaguardia dell’attuale “giardino”, avrebbe stravolto il disegno architettonico della piazza, tanto più che lo stesso giardino non si sarebbe percepito in stretto rapporto con la residenza storica della Rocca

che la Soprintendenza ha accolto la richiesta di riformare il parere del 15.12.2015, integrando lo stesso con l’autorizzazione definitiva ricevuta al prot. con n. 3579 del 25.02.2016;

Chiaro adesso? Pur di fare in fretta per non perdere i finanziamenti regionali hanno fatto una gara in fretta e furia ad agosto 2015 senza l’autorizzazione della Soprintendenza, la quale ha poi dato il proprio parere a fine 2015, ma era troppo rigida, così il Sindaco ha dovuto fare la spola tra Spilamberto e Bologna per portare a casa un parere diverso, in quanto il parere di dicembre metteva in forse tutto l’intervento!

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Ma non è finita!

“- che le variazioni conseguenti alle nuove prescrizioni si possono sinteticamente descrivere come segue:

  1. a) ridisegno delle aiuole previste nel progetto esecutivo originario a seguito dell’abbattimento di soli due alberi (anziché sei) e della conservazione di sei piante (anziché due);
  2. b) diversa allocazione di alcuni corpi illuminanti nel piazzale;
  3. c) eliminazione di tutti gli elementi ad acqua (fontana con relativo canalino e reflecting pool);
  4. d) eliminazione della struttura dehor prevista di fronte all’attuale ristorante sul piazzale Rangoni;
  5. e) ispessimento della pietra di rivestimento in alcuni tratti di strada divenuti carrabili;

 

Il Sindaco ha fatto perdere 2 anni per inserire i “giochini d’acqua” e la Soprintendenza li ha BOCCIATI!

Ma non solo, rispetto al progetto del 2013 sparisce il dehor previsto (e che potrebbe compromettere la tenuta economica del ristorante che aveva traslocato pochi anni fa, dopo un importante intervento di ristrutturazione dei locali).

Due anni persi e poi?

Tra 50 giorni si svolgerà la Fiera di S. Giovanni con il Palio del 50°!!! E i lavori sono ancora al palo!

Cosa troveremo tra 1 mese e ½ per una delle Fiere di S. Giovanni più significative degli ultimi vent’anni? La Fiera del 50 esimo della Consorteria? L’ingresso della Rocca in una condizione peggiore dell’attuale. Un cantiere semi avviato. E perché? Per la voglia di “giochini d’acqua” che poi non si faranno!!!!!!!

E’ amaro dire che l’avevamo detto anzi scritto in più post ( Vedi Blog).

Ci piacerebbe sapere i nomi ed i cognomi di cittadini tanto potenti da indurre il Sindaco a fare un cotale figuraccia per due giochetti d’acqua, purtroppo non l’unica!

 

 

 

 

 

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