Vignola, fusione e garanzie democratiche

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Fusione a Vignola. Dibattito incandescente sul Resto del Carlino, forse anche un po’ esasperato dai titoli stessi del giornale. Che Smeraldi fosse  propenso alla fusione dei comuni non ci pare una novità. Troviamo invece degno di nota una importante affermazione in virgolettato del Sindaco di Vignola che riprendiamo:  

( Alla Regione NdR) “Le abbiamo già chiesto di fare chiarezza sul “come” interpretare gli esiti del referendum. Non ci sarà un Valsamoggia bis, dove due comuni su cinque sono stati fusi contro la loro volontà. La Regione deve garantirci che il “no”  di un solo comune lo escluderebbe dalla fusione altrimenti non se ne fa niente”. Chi come noi sostiene il movimento antifusionista e la  democrazia di prossimità, ritiene questa una affermazione importante e significativa. Quello che dichiara Smeraldi  è in definitiva quello che chiede anche la petizione dei 2166 cittadini di Spilamberto.

Attualmente è in vigore la Legge Regionale n 24 del 1996 e SSMM.  Legge regionale che permetterà  la “cura Valsamoggia” anche alla nostra realtà. La Petitti ( Assessore regionale alle fusioni) ha confermato che la legge è quella e non si cambia.  (incontro del 16 Marzo in municipio a Vignola). ( Leggi)principe tre

A conferma che, come noi diciamo da anni, la legge R. 24/96 è una legge capestro,   il movimento 5 stelle ha presentato in Regione una risoluzione per cercare di mitigare gli effetti del metodo Valsamoggia ( risoluzione_sulla_fusione_di_comuni_versione_finale). La Lega ha addirittura presentato un disegno di legge di un solo articolo che riportiamo testualmente: “ Nel caso di espletamento di referendum consultivo territoriale per una fusione di comuni, la votazione si intende favorevole in caso di conseguimento, in ogni comune interessato, della maggioranza dei voti validi favorevolmente espressi” ( Leggi PDL FUSIONI (1)). Partita dunque chiusa per ora con la Regione. poiché in sede di commissione  il disegno di legge della lega Nord è stato cassato.  Resta quindi in vigore l’attuale legge Regionale quella del “metodo Valsamoggia” Quindi in assenza di  garanzie da parte delle Regione, che all’oggi non ci sono, l’intervento di Smeraldi  mette una pesantissima  ipoteca democratica , per ora, alla discussione sulla fusione in Unione Terre di Castelli.

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