Fusione: la stizza ed il capogruppo del Sindaco

 

aaaaI l Comitato Spilamberto No Fusione  non glielo manda a dire  e risponde senza finti sorrisi, alle irricevibili e confuse affermazioni che il Capogruppo di Costantini,  in consiglio comunale, ha esternato nella pagina FB  “Sei di Spilamberto se…”  ( Vedi) Pubblichiamo, perciò, la risposta del Comitato,  tratta dalla loro pagina FB.

Il Fedelissimo del nostro Sindaco dovrebbe sapere  che una figura istituzionale,  qual egli è,  ha il dovere di pesare le parole e, magari anche di controllare la veridicità “tecnica” di quanto afferma e non farsi accecare dall’animosità. Le dichiarazioni sui social rappresentano,  per le figure pubbliche, fatti politici. Egli, però, con sprezzo del pericolo difende il proprio Capo con una tale passione e stizza che, se non fosse per il ruolo che ricopre, indurrebbe ad una commossa tenerezza.  Buona Lettura  CS

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Segue  post del Comitato Spilamberto No fusione

Evidentemente innervosito dal caparbio protrarsi della raccolta firme organizzata dal nostro Comitato (e non è la prima volta: si comportò allo stesso modo nel corso della vicenda dell’Archivio Storico), un consigliere di maggioranza del nostro Comune è intervenuto in una discussione su un social network esprimendo alcune affermazioni su cui è necessario riflettere (v. immagini)

1) Riguardo alla raccolta firme (anzi, scusate, “firmette”), il sig. Consigliere non si trattiene dal mettere in discussione la buona fede, l’onestà intellettuale e la capacità di comprensione dei problemi dei cittadini che amministra. In poche parole, a suo parere chi ha firmato la petizione (o buona parte di essi) lo ha fatto senza cognizione di causa, senza essersi adeguatamente informato. L’affermazione è gravissima, in primo luogo perché offensiva nei confronti di centinaia di persone, in secondo luogo perché è sintomo di disprezzo nei confronti del diritto di espressione che sta alla base della democrazia. Prova ne sia le conclusioni cui il Consigliere arriva: visto che chi ha firmato non si rendeva conto di quello che faceva, non è chiaro “fino a che punto” l’Amministrazione Comunale debba prendere in considerazione la Petizione.

Lasciando perdere precedenti storici assai poco incoraggianti, vorremmo chiedere al Consigliere: se questa è l’opinione che ha dei suoi concittadini, cosa ha pensato quando gli stessi concittadini lo hanno votato ed eletto alla carica che oggi riveste? In quel caso si erano tutti adeguatamente informati? È necessario chiarire questo aspetto, altrimenti si potrebbe ipotizzare, per assurdo, che l’opinione dei cittadini spilambertesi sia valida solo quando coincide con quella del Consigliere.

Sempre riguardo alla Petizione, il Consigliere sottolinea che le firme arriveranno “non corredate dagli estremi dei documenti di identità”. A questo proposito, urge informarlo sul fatto che tale mancanza non è una scelta di comodo del Comitato, quanto l’osservanza del Regolamento sugli Istituti di Partecipazione del Comune di Spilamberto, che all’articolo relativo alle Petizioni precisa la necessità di indicare soltanto cognome, nome e residenza.

 

Lo stesso articolo disciplina con chiarezza quale debba essere il comportamento dell’Amministrazione in seguito alla ricezione di una Petizione. “Non ho la risposta in tasca”, scrive il Consigliere: infatti è nel Regolamento del Comune che amministra. Ne consegue che non spetta a lui né a nessun altro decidere “fino a che punto” considerare la Petizione; dovrà essere fatto quanto previsto nel Regolamento (giova qui ricordare che, in occasione della Petizione per l’Archivio Storico, l’Amministrazione NON rispettò il Regolamento… ma siamo certi che il precedente sarà servito a qualcosa).

 2) Riguardo al referendum che dovrà essere indetto, il Consigliere prima afferma che “dovrà essere la cittadinanza a decidere”, poi scrive che, se la Regione decide per la fusione, non c’è referendum che tenga. Infine, sostiene che la Regione abbia sempre “rispettato” l’esito della consultazione popolare… lo vada a dire ai cittadini di Bazzano e Savigno, che hanno votato in maggioranza per il “no alla fusione” e ora sono cittadini di Valsamoggia.

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