Riforma (in)costituzionale, appello per il NO

costituzione 3Pubblichiamo l’appello del comitato per il no alla Riforma Costituzionale di Modena , la nostra posizione (Spilamberto Cittadinanza Attiva) coincide con quella dell’ANPI e della Cgil, ci si schiera per il no all’insegna del rispetto di tutte le posizioni. Troppo grande sarà ad ottobre la posta in gioco per tacere. Ci ispirano nella nostra scelta i partigiani che lottarono per la democrazia e tutti quelli che si opposero alla legge Acerbo, denunciandola come una legge truffa. Intanto ricordiamo che il 24 febbraio a Vignola si discuterà del problema.  Buona Lettura CS

Segue testo:

VOTARE NO al REFERENDUM SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE

 

La riforma voluta dal Governo Renzi – esattamente come quella di Berlusconi bocciata nel referendum del 2006 – comporta uno spostamento inaccettabile del potere dal Parlamento al Governo, indebolendo la rappresentanza e la sovranità dei cittadini.  Si indebolisce la democrazia e si rafforza il primato  dei poteri economici sulle nostre vite e sulle scelte politiche del nostro paese.  Si passa dal Bicameralismo perfetto al bicameralismo confuse; Il nuovo Senato sarà  inutile , inefficiente e ingovernabile: Si passa, con enormi complicazioni, da 1 a 10 tipi di procedimenti nella formazione delle leggi

Questa riforma va giudicata anche in rapporto alla legge elettorale ( Italicum), contro la quale proponiamo un referendum abrogativo. Legge che consegna a una minoranza anche molto modesta degli elettori il controllo totale del Parlamento ( 340 seggi su 630 ) e permette, grazie ai capilista non soggetti al voto di preferenza dei cittadini, che la maggioranza dei futuri deputati sia scelta direttamente dai vertici dei Partiti, così espropriando gli elettori del loro diritto.

costituzione  nnnnno

Le conseguenze saranno: A) l’esistenza di un’ unica Camera, poco rappresentativa del Paese e della sovranità popolare, docile strumento nelle mani del capo dell’Esecutivo  (segretario anche del Partito più forte), B) la possibilità per la maggioranza parlamentare di eleggersi anche da sola il Presidente della Repubblica e i membri laici della Consulta e del CSM.   La riforma della Costituzione interviene aggravando queste tendenze. Infatti alla Camera dei Deputati così trasformata si affiancherebbe  un Senato svuotato di ogni funzione effettiva i cui componenti saranno “pescati” tra  Sindaci e  Consiglieri regionali , prevalentemente occupati in altre funzioni , eletti in tempi e modi differenti , con competenze per lo più marginali. Il nuovo Senato sarà  quindi sostanzialmente inutile, inefficiente e ingovernabile, con difetti enormemente più grandi di quello attuale. Così si alterano la divisione dei poteri e gran parte del sistema di pesi e contrappesi che hanno sinora impedito la dittatura di una “maggioranza” parlamentare minoranza nel paese reale .

logo colori_Modena

Le riforme della Costituzione e della legge elettorale allontanano ancor più i cittadini dalle istituzioni e dalla partecipazione , rafforzano la tendenza a mortificare , nelle politiche di governo, le ragioni del lavoro, dell’uguaglianza e della  giustizia sociale.

Per affrontare la crisi reale del sistema parlamentare e della stessa democrazia, causate dallo strapotere del capitale finanziario rispetto alle politiche di governo e da un sistema politico non più rappresentativo dei cittadini ,  serve un cambiamento reale, più semplice e più netto.   Ad esempio: una sola Camera eletta con sistema proporzionale e piccola soglia di sbarramento. Riforma  di  partiti e movimenti con l’art.49 della Costituzione.  Rafforzamento dell’autonomia  degli organi di garanzia, Statuto delle minoranze, Legge sul pluralismo e la libertà dell’informazione, Istituti che favoriscano in modo effettivo la partecipazione popolare alle scelte politiche.  Solo in tal modo – innovando la Carta Costituzionale ma continuando a guardare all’uguaglianza come il suo valore di fondo –  tutti potremo esser cittadini più liberi, più responsabili verso gli altri, più capaci  di far fronte alle sfide della complessità e della globalizzazione. Il contrario cioè di quello che questa riforma della costituzione propone: maggiori diseguaglianze minore  partecipazione dei cittadini e dei loro rappresentanti alle decisioni.

Comitato a sostegno del NO al referendum costituzionale- Modena

 

vediamo

 

 

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