Unficazione comuni, gli errori dei fusionisti

ser bis La vicenda della fusione del comune di Spilamberto con altri comuni circostanti, grazie al Comitato Spilamberto No Fusione, è ora all’attenzione dei nostri concittadini.

Entriamo nel merito delle questioni di sostanza, politiche ma   anche giuridico/amministrative,  di questa vicenda.

La prima riguarda il mandato elettorale. In nessuno dei tre atti scritti che riguardano il governo di Spilamberto ( Programma delle primarie di Costantini, Programma elettorale e Programma di mandato approvato in Consiglio comunale) ( Vedi link) vi è cenno ad  ipotesi  di fusione dei comuni. La Determinazione   nr 659 del 3 settembre 2015    dell’UTC  a firma del segretario Giovanni Sapienza che recita seccamente: “la predisposizione di un progetto istituzionale in vista della fusione, tra i comuni di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola, Zocca e Montese”.  ( leggi   Determina Fusione attribuzione Nomisma Studio  Nr 659/2015)  rende operativo  lo studio del progetto di fattibilità per la fusione dei comuni e va in direzione ostinata e contraria rispetto ai  tre programmi. 

Cosa comporta tutto ciò?

Sul piano etico/morale  dire di voler “Migliorare l’Unione” e mettersi in moto per fondere il comune di Spilamberto , è  agire  una  politica politicante, che la gente non capisce  e così sembrerà, al di là della indiscutibile buona fede della stragrande maggioranza dei consiglieri.

Sul piano del vincolo dei consiglieri comunali di maggioranza essi, a questo punto, non hanno  l’obbligo di “blindare” le decisioni del Sindaco, ma quello di rispettare il vincolo di mandato che non prevede la fusione. Quindi nel momento decisivo risponderanno a se stessi, alla propria  coscienza e dovranno decidere se passare o meno  alla storia come coloro che hanno liquidato   il comune di Spilamberto.

L’assenza di qualsiasi riferimento “ a fondere il comune” nel programma di mandato ( atto amministrativo fondamentale) approvato in Consiglio  poi, visto la rilevanza strategica della questione che riguarda in modo precipuo la sopravvivenza stessa del Comune, potrà rendere nulli tutti gli atti successivi connessi alla fusione, qualora venissero impugnati davanti al TAR.

Abbiamo infine un vero arcano.  I Fusionisti ora giurano che lo studio  affidato a  Nomisma non è  sulla fusione ma sul miglioramento dell’Unione. Così dicono e così hanno approvato in consiglio comunale con un ODG ( Vedi   dichiarazione gruppo dei consiglieri di maggioranza ).  Ma tutto questo viene smentito dalla      DETERMINA 412  del 9/6/2015 che  recita ”  di approvare la lettera d’invito per l’affidamento e la predisposizione di un progetto di riorganizzazione  istituzionale in vista della fusione dei Comuni di Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Guiglia, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola,Zocca, Montese..”

La tesi fusionista viene altresì smentito dal documento  Gara studio fattibilità per la fusione dall’invito alla gara  ad alcune società prescelte si legge: “ la predisposizione di un progetto di riorganizzazione istituzionale in vista della fusione” .

Infine ancora una volta con la  DETERMINA 466d ell’Unione del 29/6/2015 sempre il segretario Sapienza in epigrafe scrive: ” Della predisposizione di un progetto di riorganizzazione istituzionale, in vista della fusione, relativo agli otto comuni dell’Unione ed al Comune di Montese”.

I restanti tre documenti già pubblicati nel  blog li risparmiamo, ma vanno sempre nella stessa direzione!

 

Tale pronunciamento politico ( Vedi OdG sopra citato) viene ancora smentito dalla Determinazione nr 659 del 3/9/2015  dell’Unione Terre di Castelli. Determina che fa fede e sancisce che Nomisma fa lo studio  per  fondere  i comuni ( Vedi allegato sopra linkato)  e deve predisporre persino un nuovo statuto del nascente comune.  Ciò viene confermato dalla lettura della tabella della Regione che assegna 2o mila euro a chi vuole studiare la fusione dei comuni ( Come è accaduto da noi) e molto di meno per chi vuole  migliorare l’Unione.  (Vedi foto/tabella sotto riportata )

Immagine Prova fusioneProblema amministrativo: se Nomisma fornirà  uno studio sul miglioramento dell’Unione e NON  sulla fusione, i dirigenti  della Regione ( come hanno fatto col Canile intercomunale) sarebbero legittimati a richiedere la restituzione del contributo e se ciò non accadesse, crediamo che la Corte dei Conti  non potrà mai  avallare il pagamento di una cosa ( lo studio sul miglioramento dell’Unione) diversa da quella per la quale sono stati,  in maniera incontrovertibile,  erogati i finanziamenti: Studiare la fattibilità della fusione dei Comuni!

Resta, però, un problema:  che  in consiglio comunale  si approvano documenti a favore dello studio di miglioramento dell’Unione quando,  con la determina del 3 settembre 2015 nr  659 , peraltro  emanata  prima ancora dell’approvazione  nei  consigli comunali dell’Ordine del Giorno di novembre, si è già affidato a  Nomisma il compito di studiare la fattibilità della fusione dei Comuni.

ser bissss

Ci sembra una situazione pasticciata che induce alcune domande:

I consiglieri di maggioranza sapevano della Determinazione già definitiva ( nr 659), quando hanno votato in Consiglio?

Se non lo sapevano perché il segretario comunale non li ha informati?

Se lo sapevano perché hanno votato un ODG palesemente in contrasto con una Determina  definitiva?

Si rendono conto della situazione in cui si sono messi? Perché ai più verrebbe questo dubbio: Ingenui od altro?  In entrambi i casi qualcuno li ha esposti ad una brutta figura.

Si potranno ancora fidare di loro i consiglieri di minoranza? E quelli di maggioranza, gli uni degli altri?

A noi pare molto evidente che chi vuole la fusione sia partito lancia in resta, dando per scontato che l’operazione sarebbe stata fatta “ai vertici”, senza coinvolgimento di popolo e quindi senza una vera opposizione, non prevedendo la mobilitazione e la fiera contrarietà  che, invece, si è creata. E’ in seguito a questa che i Fusionisti hanno sentito il bisogno di agitare il tema della verifica dell’Unione, provando a celare le vere intenzioni dietro questa, tardiva pasticciata e poco convincente tesi.

Anche chi ha sempre e convintamente sostenuto la bontà  assoluta della Fusione, come il sindaco Costantini, doveva comunque aspettarsi una reazione, visto che non ha mai tirato fuori il tema in fase di campagna elettorale.

Come uscirne? Azzerare tutto, restituire il finanziamento  ed iniziare da capo, con una discussione politica a tutto campo sulla crisi dell’Unione, che noi vorremmo più snella e funzionale, meno onnicomprensiva e vorace. Da lì partire  per prendere una decisone sensata.

La fretta, come a suo tempo dicemmo (  vedi link), ha fatto davvero gattini ciechi!

fusione uno

 

Morselli uno

Morselli due 

 

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