Una bella notizia: La Corte Costituzionale ammette i referendum contro le trivellazioni

a trivArriva  il “Si” della Corte Costituzionale ed il referendum contro le trivelle si farà. Dopo l’approvazione della Corte di Cassazione, è stato ammesso il sesto quesito referendario proposto dalle 10 regioni (diventate poi 9 dove il dietrofront dell’Abruzzo) , quello sulle 12 miglia marine, riguardante la durata delle autorizzazioni a esplorazioni e trivellazioni dei giacimenti già rilasciate.

Il Coordinamento Nazionale NO TRIV, dichiara: “ …apprendiamo con grande soddisfazione che la Corte Costituzionale ha ammesso il quesito referendario sul mare, così come riformulato dalla Corte di Cassazione. I cittadini saranno chiamati a esprimersi per evitare che i permessi già accordati entro le 12 miglia possano proseguire anche oltre la scadenza. Rimane fermo il limite delle 12 miglia marine, all’interno delle quali non sarà più possibile accordare permessi di ricerca o sfruttamento. La sentenza della Corte Costituzionale dimostra come le modifiche alla normativa apportate dal Governo in sede di Legge di Stabilità non soddisfacevano i quesiti referendari e, anzi, rappresentavano sostanzialmente un tentativo di elusione.”

Il professor Enzo di Salvatore, costituzionalista dell’Università di Teramo, del Coordinamento No triv, attacca il Governo: “Il Governo voleva far saltare i referendum per non sovrapporli alle amministrative, visto che i sondaggi davano la vittoria anti trivelle al 67%. Ora restano in piedi i quesiti su Piano Aree e durata titoli: secondo me la Corte Costituzionale dichiarerà ok anche gli altri due, quindi se il Governo non vuole i referendum, dovrà modificare la legge anche stavolta a nostro favore”.

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L’irritazione del Presidente del Consiglio Renzi era già nell’aria negli scorsi giorni. Non è da escludere la possibilità che i renziani riescano quindi a tirar “fuori dal cilindro” un’ennesima norma nel tentativo di annullare  i quesiti ed evitare il referendum.

Il referendum però allo stato attuale si farà, in una data compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno. Non sarà facile, certo, “portare a casa” il referendum ma la questione trivelle potrebbe essere invece una grande sfida, come gli scorsi referendum sull’acqua e sul nucleare, per contendere al Presidente Renzi una nuova idea di sviluppo non più basato sui combustibili fossili ma sulle fonti rinnovabili.

Quando si tratta di difesa della Costituzione e del territorio noi ci siamo e faremo la nostra  parte a Spilamberto  ( Sotto manifesto elettorale primarie)

 

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